Luca Antonioni – Fumando il Sigaro 2

La foto dice molto più di quanto mostri al primo impatto. Gli unici due dettagli dello sfondo scuro lasciano intuire la natura dell’ambiente in cui il soggetto vive, e da cui è nettamente diviso dal felice accostamento di contrasti testa-cielo e camicia-terreno. E poi, il sigaro: filosofia di vita più che vizio, se gestito nel modo giusto. Il suo fumo non si respira ma si gusta, la sua cenere non si butta ma è tolta con dolcezza, è riacceso senza astio e curato con affetto se si spegne. Un simbolo comporta-mentale in perfetta sintonia col carattere che si legge sul volto dell’anziano uomo: occhi quasi latitanti, ma sguardo attento, profondo; consapevolezza di sé, sorriso di compiacimento e voluttuosa nuvoletta di fumo… Questa fotografia è un vero ritratto!


Filomeno Mottola


fumando

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Comments (4)

 

  1. Silvano Bicocchi scrive:

    L’immagine è un foto collage digitale che poteva avere maggiore forza se il fumo del sigaro avesse invaso anche le aree esterne al profilo della figura che quindi appare estranea all’ambiente.
    Buona la scelta del formato quadrato, degli equilibri terra cielo, e degli elementi portatori di senso (cavallo e avvoltoio) riescono ad accendere il mito dell’West.
    Le luci col punto alto sul bavero e ben delineando il cappello vissuto, rendono l’atmosfera tagliente ma gli occhi dovrebbero parlarmi di più.

    Silvano Bicocchi

  2. Marco Romualdi scrive:

    Concordo con l’osservazione di bicocchi per quanto riguarda la leggibilità degli occhi

  3. Roberto Rognoni scrive:

    La foto esaurientemente analizzata da bicocchi deve raccontarci solo quello che dice il tittolo?
    Mi pare riduttivo, perchè l’autore ha cercato di aggiungere sullo sfondo altri elementi descrittivi dell’ambiente. A mio parere però questi non completano il racconto e quindi la foto rimane legata solo alla descrizione imprecisa di un uomo che fuma il sigaro.
    Roberto Rognoni

  4. Antonino Tutolo scrive:

    Che sia costruita o meno a me poco importa.
    Osservo l’immagine ed analizzo gli elementi che la compongono, cercando di interpretarli alla luce della chiave di lettura fornita nel titolo.
    Un vecchio che sorride mentre gusta il suo sigaro, un cavallo che pascola e un uccello che sorvola.
    I toni sono scuri. Gli occhi si indovinano. Il volto è scuro ed appena percepibile. I tratti, marcati dalla magrezza del viso, sono appena più chiari.
    La chiave dei toni dell’immagine è bassa, ed anche il cielo è grigio.
    Non devo ragionare in base a quello che avrei fatto io, al posto dell’autore. Deve cogliere, invece, quello che lui mi dice, con la sua immagine e col titolo.
    L’ambientazione è la campagna. I toni scuri, i segni della vecchiaia (precoce?), i tratti pronunciati e smagriti, mi dicono che il personaggio ha molto vissuto, spesso ha subito, e solo talvolta ha vinto gli eventi dalla sua vita, certamente dura.
    Non ha un viso leggibile: ha solo un cappello che lo identifica.
    Non è un cowboy, non è un raccoglitore di riso; non è forse un contadino italiano. Ma a qualunque etnia egli appartenga, è una persona che sa trovare soddisfazione in cose povere e semplici: la sua libertà quotidiana, i suoi ricordi, il suo sigaro ed anche la piccola civetteria dei suoi baffi.
    Una esistenza difficile e dura, ma con un senso; e con la consapevolezza, meditata e frutto di esperienza, del suo essere.
    Antonino Tutolo

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