Pigozzo Maurizio – Lieve

Così, lieve“.


04 - Pigozzo Maurizio - Lieve

Sul bordo del canale la luce del lampione buca appena la foschia che sta rendendo l’edificio e l’acqua sottostante un contesto visivo parzialmente definito.
Se ne avvantaggia la resa atmosferica del momento e del luogo predisponendo l’accoglienza mentale dell’immagine verso una percezione più emotiva che razionale.
Lo sviluppo verticale dell’immagine, ancorché strutturato su due piani (l’acqua, calma ed avvolgente, e l’edificio, duro ma vestito di ambrate luci) alleggerisce i pesi visivi dei rarefatti elementi compositivi acquisendoli in una bidimensionalità fatta più di riflessi che da ombre; a queste, è delegato il compito espressivo di sorreggere il senso della fotografia che l’autore racchiude nel titolo “cosa lieve”. Ma l’attributo ci sembra opinabile perché “cantando vanìo/ come per acqua cupa cosa grave” (Dante-Paradiso) ovvero “fotografando svaniva come ….

Pippo Pappalardo


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Comments (5)

 

  1. Enrico Maddalena scrive:

    L’immagine, praticamente monocromatica, vive dei toni dell’oro. La zona leggibile è limitata al lato sinistro dove il palo con l’ombra che si allunga verso lo spettatore, è l’unico elemento che dà profondità alla scena. Nessun soggetto animato è presente e risuona un silenzio ovattato, dove la vita sembra essersi arrestata, celata oltre le mura e le finestre chiuse. Come ha ben detto Pappalardo, l’immagine non descrive tanto un posto fisico, quando un’atmosfera, un insieme di sensazioni che tutti noi abbiamo provato e che l’obiettivo di Maurizio riporta alla superficie della nostra anima.
    Enrico Maddalena

  2. Marco Nicolini scrive:

    L’immagine gioca su ciò che fotograficamente può essere definito “luogo comune” come esperienza che si rifà alla copiatura di modelli collaudati ( foto notturna, semplice ed essenziale nell’inquadratura, con prevalenza di luci ed ombre) che hanno significato per un vasto pubblico non sufficientemente smaliziato. Sicuramente un’immagine del genere può essere usata, ma nel contesto di altre per interrompere una lettura troppa iimpegnata. Da sola è troppo poco. Se poi vogliamo dare un senso lirico all’immagine, richiamandoci alla retorica letteraria, ripensando anche al titolo espresso dall’Autore (“lieve”), il trattamento dell’immagine ci aiuta; infatti in questo genere di fotografia prevale la sincerità e l’essenzialità del sentimento con una tecnica spoglia di artifizi ed allora possiamo intravedere “lieve” nel quasi flou che ci suggerisce morbidezza, nella scarsa nitidezza dei contorni che ci suggerisce una visione personale della realtà, nella essenzialità dell’inquadratura: è così….nel genere lirico l’Autore esprime se stesso.
    Marco Nicolini

  3. Maurizio Pigozzo scrive:

    In modo sommesso e… lieve Vi ringrazio, di cuore, per i preziosi commenti. Se a qualcuno può interessare alcuni dati sull’immagine presentata: anno 1978, Contarex, Sonnar 135 mm, Agfachrome 50, stampata in Cibachrome.
    Maurizzio Pigozzo

  4. Antonino Tutolo scrive:

    L’immagine evoca un istante di solitudine e di silenzio, rotta solo dal lieve sciabordio dell’acqua contro i muri delle case. Solo la tenue luce giallo-dorata del lampione lotta contro il buio della notte ed il velo soffocante della nebbia fredda ed umida.
    Si intravvedono appena le finestre delle case. Dietro ognuna di esse forse c’è vita che riposa, mentre l’acqua scorre infaticabile e viva alla sua meta.
    Il palo ristagna immobile al centro della massa fluida e confusa, e sembra essere il solo punto di interfaccia tra la notte ed il giorno, tra fantasia e realtà.
    E’ un’immagine splendida per ideazione, ed evocativa di emozioni. Complimenti.
    Antonino Tutolo

  5. Antonino Tutolo scrive:

    Riferendomi a Marco Nicolini, penso che è capitato anche a Cristoforo Colombo di “riscoprir l’America”, migliaia di anni dopo che altri la popolassero.
    L’originalità è figlia di ricerca e di conoscenza di quello che è già stato, oltre che di altre doti personali.
    Nella sua immagine Maurizio Pigozzo dimostra sensibilità percettiva ed artistica (doti personali), oltre che la curiosità ed il coraggio di un Colombo alla scoperta del mondo che non conosce.
    Egli è già partito da Palos, deve solo avere la volontà di applicarsi a conoscere il mondo ed il coraggio di affrontarne i disagi.
    Antonino Tutolo

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