Merico Alessandro – No woman no cry

Immagine che fa parte di un portfolio di 12 immagini che racconta una esperienza di violenza vissuta a scapito di una donna, la quale tenta di dimenticare ricomponendosi anche attraverso il curare la propria persona, ma pur sempre il ricordo vive nello sguardo..


Merico Alessando No woman no cry

Nero è il colore della seduzione, il “non colore” che compulsivamente li racchiude tutti, incapace di rifletterli, di donarli al mondo come leggere emozioni.
Allora il nero è anche il colore della preclusione, della sofferenza e dell’espiazione.
Il profilo di donna dell’immagine porta i segni di un finto dolore, che cola lieve bistrando la guancia, ma la tensione vera è palpabile in quella bocca che si schiude rigida, sottomessa al rituale del trucco, così lontana dalla sensualità ammiccante dell’advertising. Una dark lady dei nostri giorni, né dea, né icona, semplicemente donna.

Lorella Klun


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Comments (8)

 

  1. Fabrizio Pizzolorusso scrive:

    D’accordo con Lorella sul discorso del b/n e come quella bocca “rigida” dica moltissimo piu’ dell’evidenza del trucco che cola e dell’azione che l’autore identifica in un ricomporsi cercando di ripulire l’esteriorita’.Credo solo che tale azione e’ solo un piu’ nell’immagine,e che anche tolta avrebbe dato il giusto significato (ovviamente parlo di questa immagine e non inserita in un portfolio che non ho visto) grazie all’immediatezza del viso ma soprattutto attraverso quella bocca presa in maniera magistrale e che e’ il punctum dell’immagine.
    Fabrizio Pizzolorusso

  2. Mauro Marchetti scrive:

    Il forte legame sottolineato dalla diagonale che traccia una sorta di continuità tra i due elementi perferttamente a fuoco dell’immagine (gli occhi e le dita che impugnano il rossetto) credo rappresentino il punto focale dello scatto di Alessandro Merico.
    Essere donna nonostante un dolore.
    Mauro Marchetti

  3. Silvano Bicocchi scrive:

    E’ significativo il silenzio che c’è attorno a questa icona del dolore della donna. Gli aspetti simbolici che la fotografia pone in relazione sono rivelati da Lorella con parole che dilatano il loro significato rimandando ad altre immagini che collocano la foto nel sentire dei nostri giorni.
    A Bibbiena, a Fotoconfronti un mese fa, abbiamo approfondito certi aspetti della violenza sulle donne e si è compreso che la maschilità e la femminilità sono due diverse forme di coscienza, oltre che corporali. Strano che a raccogliere la scintilla accesa da questa immagine non abbia ancora trovato nessuna donna, oltre a Lorella, ad annullare questo silenzio imbarazzante. E’ inevitabile che il dolore sia anche solitudine?
    Silvano Bicocchi

  4. Domenico Brizio scrive:

    Penso di comprendere il perchè “nessuna donna” abbia raccolto “la scintilla” accesa da questa immagine… forse è l’operazione fotografica che non è condivisa… Mi fermo.
    Domenico Brizio

  5. Marco Furio Perini scrive:

    Un ritratto di notevole impatto, anche se personalmente credo che così isolato non trasmetta pienamente (almeno non a me) l’ idea di una “violenza” subita così come immagino riuscirebbe la visione dell’ intero portfolio. E’ indubbio invece che quella stria di trucco e lacrime insieme che attaversa la guancia è un segno di dolore, di sofferenza femminile, così come il gesto di mettersi il rossetto suggerisce la volontà di superare quel momento, di riprendere a vivere sè stessa al più presto per dimenticare e superare.
    Davvero bella ed efficace, mi piace molto.
    Marco Furio Perini

  6. Antonino Tutolo scrive:

    Una delle 12 immagini del portfolio certamente non può precisare, da sola, di quale tipo di violenza si tratti.
    Ma le violenze compiute sulle donne sono tante, non solo quella sessuale. E sono sempre violenze vili.
    Il rimmel (?) che cola rappresenta la sofferenza patita, il gesto del rossetto la volontà di recupero della propria dignità, del proprio orgoglio femminile e personale.
    E’ un’immagine semplice e ricca di significato.
    Mi piacerebbe vedere quel portfolio.
    Complimenti all’autrice, e la mia personale solidarietà alle donne.
    Antonino Tutolo

  7. Bruna Bonino scrive:

    Una donna non dimentica le violenze subite di qualsiasi tipo esse siano, non ci pensa neppure a dimenticare perchè sa che non serve, il coraggio di una donna sta nella voglia di tornare ad “essere” e quando decide, il suo trucco non si scioglie più, il rossetto è dinuovo rosso e le labbra lentamente tornano al sorriso.
    Un’immagine troppo usata in fotografia soprattutto da autori uomini, esprime staticità, debolezza e decadenza, esprime quindi una situazione artefatta.
    Il mondo delle donne è essenzialmente fatto di colori caldi e morbidi, fluttuanti e avvolgenti…..adesso smetto!
    Bruna Bonino

  8. Alessandro Merico scrive:

    Intanto ringrazio tutti dei commenti, essendo un giovane fotoamatore sono sempre ben graditi, anche per la crescita fotografica.
    Sarebbe bello sentire pareri su tutto il portfolio, cosi’ che la situazione e la violenza subita dalla donna sia un po’ piu’ chiara, ma mi accontento anche cosi’.
    Grazie.
    Alessandro Merico

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