Genco Antonello – Pensieri d’acqua

Salve, gradirei avere pareri sulla fotografia scattata con Nikon D80 18/70 f3.5/4.5 a 1/320 f 4.5
Grazie.


Antonello Genco Pensieri d-acqua

In primo piano, opportunamente decentrata, l’acqua cade con bell’effetto nella fontana. Acqua e fontana calamitano inizialmente e piacevolmente l’attenzione dell’osservatore, essendo nitide e a fuoco. Subito dopo però l’attenzione corre ai piani successivi, che Antonello Genco ha lasciato fuori fuoco, in misura tale da permetterne comunque la leggibilità.
Appoggiato al bordo della fontana, nel punto forte dell’inquadratura, troviamo il soggetto dell’immagine, assorto in solitaria meditazione. Dietro di lui sale un’ampia scalinata, delimitata da alcuni edifici in prospettiva.
Non sono pensieri tristi o malinconici, quelli che attraversano il nostro soggetto. L’acqua cade fresca e sonante, la scala sale verso l’alto, i muri delle case sono chiari: tutto ci induce a sensazioni trascendenti e positive, che attribuiamo di conseguenza al pensoso (o forse pensosa) soggetto.
Un bell’esempio di spazi e forme bilanciati, di controllo creativo della sfocatura e di rappresentazione iconica del pensare.

Claudio Cavazzani


Popularity: 1% [?]

Comments (7)

 

  1. Mauro Marchetti scrive:

    E’ un’immagine questa ricca di atmosfera, sognante, il gocciolio della fontana sembra quasi dettare il ritmo dei pensieri.
    A mio personale avviso avrei dedicato alla figura umana un rilievo superiore (come dimensioni intendo). Così piccina si smarrisce un po’.
    Mauro Marchetti

  2. Elena Falchi scrive:

    La pertinente lettura di Claudio Cavazzani mi ha lasciata a lungo in silenzio, tanto quanto l’Autore ha saputo fare con la sua immagine.
    E’ la prima cosa che ho percepito il silenzio, paradossalmente insieme al sonante sgorgare dell’acqua dalla fontana. La solitudine di cui è pervasa l’atmosfera mi ha coinvolta, o meglio ha coinvolto i miei pensieri, che hanno percorso tutta la scalinata posta sullo sfondo, per poi ridiscendere fermandosi a bordo vasca, vicino a quelli della ragazza che sfocatamente li lascia vagare insieme ai miei.
    Elena Falchi

  3. Marco Furio Perini scrive:

    Un’immagine semplice nella sua ideazione (la semplicità è sempre un gran pregio anche nell’espressione artistica secondo me), ben realizzata, gradevolmente bilanciata nella distribuzioni dei chiaroscuri. L’accostamento dell’acqua che cade alle strutture architettoniche di epoche trascorse ed alla figura sfuocata della ragazza trasmette nell’insieme un senso di raccoglimento, di pausa rigenerante dai rumori assordanti e dai ritmi frenetici del mondo rimasto fuori… Sembra di essere lì e di poter condividere con il fotografo e la ragazza il piacere di quel momento un po’ magico…
    Marco Furio Perini

  4. Antonino Tutolo scrive:

    Condivido le letture precedenti, dal punto di vista dei significati.
    Personalmente avrei cercato un punto di ripresa più a sinistra e più lontano. Ammesso che le condizioni di ripresa lo consentissero.
    Più a sinistra per mettere in maggiore evidenza l’acqua della fontana; più lontano per modificare, la prospettiva ed i piani dello sfondo, avvicinando ed ingrandendo la persona, con le deformazioni prospettivche tipiche di una focale più lunga.
    Nell’immagine attuale l’acqua assume una posizione un po’ marginale; mentre la serie degli usci a sinistra, invece, ha una posizione ancora troppo evidente (nell’estensione).
    Questo per rendere più incisiva e meno ambigua la lettura dell’immagine, senza dover ricorrere all’ausilio del titolo.
    Antonino Tutolo

  5. Antonello Genco scrive:

    Grazie a tutti per i graditi, positivi e ricercati commenti.
    Grazie innanzitutto a Claudio per come ha saputo descrivere lo scatto, per come ha letto il quadro (si, pensosa, mia moglie, Roma durante il viaggio di nozze due anni fa…)
    Grazie a Mauro, Se ingrandivo il soggetto a mio avvivo avrebbe “ingombrato” e avrebbe tolto un po’ del sognatore presente nella foto
    Grazie a Elena, hai dettato esattamente quello che provo quando guardo la foto, soprattutto, quello che provavo quando l’ho scattata, grazie!
    Grazie a Marco, esatto, un momento magico ;-)
    Grazie ad Antonino, l’immagine l’ho pensata con queste proporzioni, probabilmente avrei potuto allontanarmi, ma da più lontano e con un tele avrei ingrandito (a mio avviso per quello volevo trasmettere -o che egoisticamente volevo per me-) troppo il soggetto, andando anche a comprimere troppo i piani focali, andando più a sinistra e includendo più acqua questa avrebbe finito per predominare l’inquadratura catturando troppo (sempre per quello che io volevo trasmettere) l’attenzione dello spettatore, così facendo molto nello scatto “costringe” a far salire lo sguardo fino alla porta (usci, scalinata, posizione nel quadro, gioco di luci) per far poi ridiscendere l’attenzione fino al soggetto che, appunto, pensa, facendo di conseguenza immeregere anche lo spettatore nei propri pensieri
    Questo almeno quello che penso io, senza ovviamente alcuna offesa
    Grazie ancora
    Antonello Genco

  6. Davide Grossi scrive:

    Lìimmagine è ben composta, ben esposta, ben “imparata” con ogni dettaglio tecnico di ripresa e scatto… un compito diligentemente eseguito e quindi sottoposto a “giudizio”. Ma credo che Lei possa fare molto meglio. Osservando la fotografia mi pare che lei non abbia limiti , che conosca la tecnica. Perchè allora non interrogarsi piu’ a fondo sull’ontologia della fotografia? Riflettere sul fatto che è un mezzo rivelatore del reale e della realtà? di ogni cosa che è altrove e di ogna cosa che non sono “io”? Cercare una propria visione del mondo che si esplichi con la prassi fotografica, prevaricando schemi vetusti ed “ormai incartapecoriti”. Ogni altra cosa sarà così marginale..
    Davide Grossi

  7. Antonino Tutolo scrive:

    L’esortazione di Davide Grossi è quanto di più saggio si possa dare in fotografia.
    Ho letto sul bel sito di Davide la frase di Walker Evans:
    “Fissate. E’ il modo per educare l’occhio, e non solo. Fissate, curiosate, ascoltate, origliate. Morite cercando di sapere qualcosa. Non starete qui a lungo”.
    Splendida.
    Fotografare è conoscere; è vivere; prima ancora di cercare di comunicare.
    Antonino Tutolo

Leave a Reply