Assara Danilo – I “Vattienti” di Nocera Terinese

Sento ancora in bocca il gusto del sangue misto al vino… acre e disgustoso… le goccie che schizzano sulla scarpa e il cupo rumore dei colpi dei flagellanti… affascinante e allo stesso empio agghiacciante… un paese invaso dal sangue… Rito pagano o volontà
di Dio?


09 - Assara Danilo - I flagellanti di nocera terinese

E’ un’immagine di dettaglio. Il soggetto che ritrae è, oggettivamente, una gamba insanguinata.
Poco, per riuscire a collocare l’immagine come documento della manifestazione dei Vattienti di Nocera Terinese, richiamata sì dal titolo, ma affatto contestualizzata nello scatto: non vedo altro, che possa farmi capire di più (stiamo parlando di una manifestazione che non è molto conosciuta collettivamente). L’odore del vino che si mescola col sangue è una sensazione olfattiva che difficilmente può essere resa in fotografia, ma il fatto che l’autore ne parli nel testo di presentazione offre l’occasione per far notare la differenza tra quanto normalmente è vissuto dal fotografo e quanto effettivamente può essere trasferito nell’immagine.
L’atto ripreso è un rituale simbolico che potrebbe essere identificabile, ma che per essere recepito con una sola immagine meriterebbe un’inquadratura più descrittiva dell’atto stesso: ad esempio non si comprende perché la gamba è insanguinata e con che cosa è percossa (la mano copre la “rosa” con cui si attua l’autoflagellazione; già da questo, ad esempio, se ne comprenderebbe la volontarietà, il senso, quindi, il significato riconducibile).
Per questo, come immagine singola, la percepisco come incompleta e la sensazione spiacevole indotta dalla presenza del sangue non aiuta a rimanere alla ricerca del senso generale proprio perché non vi sono ulteriori suggerimenti visivi. Viceversa, inserita in un portfolio, potrebbe intendersi funzionale al racconto purchè, appunto, supportata da altre fotografie che ne amplino il contenuto.
Sono certa che riflettere su alcune di queste considerazioni permetterà all’Autore di valutare altri scatti, realizzati nello stesso frangente, che presentano maggiori indizi rivelatori.

Elena Falchi


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Comments (4)

 

  1. Davide Grossi scrive:

    L’immagine è incentrata sull’effetto “splatter” della gamba insanguinata. Lì comincia la fotografia, lì finisce la fotografia. Nessun indizio rivelatore su cosa sta accadendo. Potrebbe trattarsi di una manifestazione tradizionale (come rivela il titolo) ma anche di un infortunio. Da un punto di vista formale, inoltre, ritengo che la perfetta leggibilità delle gambe e delle scarpe di altri avventori, impoveriscano ulteriormente il senso dell’immagine. Concordo con Elena Falchi che ulteriori riflessioni consentiranno all’autore di scoprire scatti maggiormente significativi della manifestazione.
    Davide Grossi

  2. Antonino Tutolo scrive:

    Condivido il pensiero di chi mi hanno preceduto. L’immagine, se inserita nel contesto di un portfolio, può assumere una valenza specifica. Da sola, indica una situazione troppo generica.
    Però colgo l’occasione per evidenziare come la fotografia, o altra opera d’arte, soprattutto se molto complessa e sofisticata, sia spesso leggibile solo da chi ha conoscenza.
    Ogni immagine non è mai universale. La sua lettura molto spesso può richiedere affinità di conoscenza e perfino di sensibilità, tra fotografo e lettore.
    Nel caso specifico, già dal titolo ho compreso di cosa si trattasse. Perché avevo conoscenza di questa tradizione, che personalmente reputo pagana.
    Ed anche la presenza evidente della rosa, a mio parere, non avrebbe reso leggibile fino in fondo, a chiunque, la circostanza documentata ed il suo significato.
    E’ da tener presente, però, che certi racconti sono talmente complessi che è difficile riassumerli in una sola immagine. Per questo esistono i portfolio e le mostre.
    Antonino Tutolo

  3. Domenico Brizio scrive:

    Immagine invero un po’ “sgrammaticata”, nel filone s.s.s… Come i commenti precedenti ho una certa difficoltà a reperire l’interesse estetico, quel che mi fa accendere l’attenzione. Vero è che fortunatamente più polpa di pomodoro è stata usata invece del sangue… però non riesco a sentire questa ripresa fotografica riservandole un posto nel mia memoria futura.
    Domenico Brizio

  4. Antonio Cunico scrive:

    Dopo la serie di commenti che abbiamo letto ci sarebbe da chiedersi come mai è stata pubblicata questa foto.
    Me lo sto chiedendo anch’io, forse per il colore rosso? La composizione è alquanto carente, con tagli poco comprensibili ed elementi di disturbo troppo invadenti. Il soggetto centrale in questo caso banalizza l’immagine; dato che stiamo guardando una immagine unica mi sembra vano il tentativo di darne un valore associativo .

    Antonio Cunico

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