Sala Antonio – Profondissima quiete

“Ho fatto questa foto in ISLANDA. Prima di scattare ho pensato ai versi di Leopardi: Interminati spazi, sovrumani silenzi e profondissima quiete.”


Sala Antonio - Profondissima quiete

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Comments (30)

 

  1. Antonino Tutolo scrive:

    «Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
    e questa siepe, che da tanta parte
    dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
    Ma sedendo e mirando, interminati
    spazi di là da quella, e sovrumani
    silenzi, e profondissima quïete
    io nel pensier mi fingo, ove per poco
    il cor non si spaura. (L’infinito -G.Leopardi)

    Poesia e fotografia: due mezzi espressivi che si compendiano sempre più nelle rispettive mostre, spesso insieme alla musica, per comunicare emozioni in modo più percettivo e profondo.
    Antonino Tutolo

  2. Carla Pellegrini scrive:

    Da questa immagine si respira davvero una quiete profonda, potrei azzardare anche cromatica.
    Per una volta la presenza di un ombrello aperto è necessaria ad evidenziare una presenza umana appena sussurrata; una entità cosi lontana da suggerire che soltanto in solitudine si raggiunge uno stato di reale serenità interiore.
    Carla Pellegrini

  3. Massimo R. scrive:

    Curioso come il vissuto soggettivo porti a dare interpretazioni anche distanti, o addirittura contrastanti, fra i diversi osservatori di un medesimo fenomeno (in questo caso un’immagine).
    Avendo osservato la meravigliosa fotografia prima di leggere il commento dell’autore, mi sono domandato proprio se le minacciose nubi che si accalcano a sinistra, siano foriere di vento e tempesta o se stiano lasciando la scena, cedendo il passo alla luce che esalta i fantastici colori, purtroppo solamente intuiti, a causa della scarsa risoluzione (mi si lasci affermare che uno scatto di questo genere avrebbe meritato dimensioni più generose).
    Nel dubbio, dunque, che la quiete sia quella che precede o che succede alla tempesta, permettetemi di esprimere all’autore tutto il mio apprezzamento ma sopratutto la mia invidia per l’abilità dimostrata.
    Massimo R.

  4. Patrizio Colucci scrive:

    L’immagine mi ricorda quando facevo alpinismo dove queste distese aiutavano ad essere solo con te stesso dove riuscivi a pensare come te persona sei tanto piccolo nell’immensita della natura e quanto è grande colui che a creato tutto cio che c’è in torno a noi.
    Come foto niente da dire la cosidero perfetta e qualche volta vorrei fotografare anche solo la meta di come fotografi te.
    Patrizio Colucci

  5. Enrico Maddalena scrive:

    Una immagine divisa a metà fra cielo e terra. Una terra che sembra innalzarsi, come una enorme bolla, a voler toccare il cielo stesso. Una piccola figura umana a dare il senso delle dimensioni e della profondità, accentuata dall’uso di un grandangolo. Il senso di pace che gli spazi naturali riescono a dare, mi sembra però messo in discussione dalle nubi minacciose. Tempesta passata o in arrivo? Non ci è dato sapere. Ma sempre di tempesta si tratta…
    Enrico Maddalena

  6. Domenico Brizio scrive:

    Vedo un sentiero camminato, una perturbazione atmosferica segnata dalle nuvole con una ruga nera che sembra continuare idealmente nell’ombra del carapace di una collina. Tutto muove nel luogo ove un umano transita piccolo piccolo, proprio nel punto in cui dovremmo percepirlo statico, fisso e monotono… e scopriamo che fermo non è. E invece starà assorbendosi nelle cose create per ritornare e confondersi in quel che ‘é’. Serenamente. Questi scatti di luce naturale illuminano la mente.
    Domenico Brizio

  7. Giovanni Coizza scrive:

    Questa immagine mi ricorda una mia fotografia che avevo fatto tanto tempo fa in montagna ad uno che faceva sci da fondo in completa solitudine immerso in una distesa di neve,fotografia alla quale avevo dato proprio il titolo “in solitudine”.
    L’immagine che hai proposto è perfetta arricchita anche da questo cielo che la rende ancora più affascinante.
    Giovanni Coizza

  8. Marco Romualdi scrive:

    Una immagine divisa a metà, tra cielo e terra, ma anche divisa a metà come presenza delle masse. con il lato sinistro ben “pieno” rispetto al lato destro. Secondo me, questa felice struttura conferisce dinamicità alla foto, pur essendo di paesaggio. La presenza umana appena riconoscibile in cima alla “gobba” della passeggiata aiuta a ricevere il senso di pacifica grandiosità trasmesso dall’immagine.
    Marco Romualdi

  9. Simonetta Cantu' scrive:

    Fotografia tecnicamente perfetta,ricca di contenuto,che va dritta al cuore, suscitando un’emozione vera, profonda, sincera e che illustra magnificamente l’unione tra Sè individuale e Sè universale, tra microcosmo e macrocosmo.
    All’autore va tutto il mio apprezzamento per la capacità e sensibilità dimostrate.
    Simonetta Cantù

  10. Bruno Colalongo scrive:

    L’atmosfera, la coloritura della vegetazione e l’ondulazione del terreno mi piacciono parecchio.
    La conformazione del terreno occupata nell’immagine si appropria di più spazio di quello che è nella realtà, intendo nel senso del volume.
    La presenza dell’omino, posizionato così a metà e così al centro lo trovo un po’ sacrificato per un risultato di lettura più immediata: il soggetto uomo, più avanti o più indietro, come alcune regole ricordano.
    Comunque è una scelta non un peccato.
    Visto la formazione delle nuvole e l’abbondanza delle stesse, avrei senz’altro preferito più cielo, insomma più peso alla solitudine.
    Avrei sacrificato quel tanto di necessario nella parte inferiore dell’immagine con un taglio leggermente più azzardato per renderla anche più dinamica.
    Bruno Colalongo

  11. Bertoldo Osvaldo scrive:

    MARI DEL NORD
    Lassù, in mezzo al tempestoso mare del Nord ,
    le forze infernali della Natura Primordiale ,
    sollevarono sulle onde
    una piattaforma di rocce selvagge ,
    intervallata fra dirupi vulcanici e altopiani ,
    spaccati da profondissimi solchi .
    Fiumi impetuosi percorrevano strette vallate
    e poi, a tratti, sprofondavano in terrificanti cateratte .
    ERA IL CAOS.
    Quella terra, giaceva inospitale .
    Perennemente dilavata da piogge torrenziali ,
    continuamente spazzata dal gelido vento del nord ;
    le spiagge, flagellate da imponenti marosi
    si confondevano con l’orizzonte .
    Durante l’inverno, restava sepolta sotto una pesante coltre nevosa
    e stretta in una rigida morsa di ghiaccio .
    Sulle nude rocce, non vi era alcuna forma di Vita .
    DIO EBBE PIETA’.
    Ordinò agli Angeli
    di trasformare quella landa desolata
    in un piccolo Paradiso Terrestre, isolato e solitario .
    …Fu impresa immane .
    Con i semi delle pianticelle
    Casualmente trasportati dalla furia del vento, o ,
    inavvertitamente rimasti impigliati nel piumaggio
    degli uccelli marini, che, sorpresi dalla tempesta
    cercavano rifugio su quegli scogli impervi ,
    Dea Natura, creò un soffice strato erboso .
    ERA IL PRINCIPIO.
    Ma ancora tutto in fermento.
    Quei piccoli semi, dovettero sostenere una lotta titanica
    per sopravvivere e trasformarsi
    in meravigliosi giardini dell’EDEN .
    ……Oggi, – alla vertiginosa distanza di
    - alcune ERE GEOLOGICHE -,
    Dea Natura ha compiuto il miracolo.
    Ora,la grigia roccia nata dal fuoco ,
    è rivestita con un meraviglioso manto di
    erbe fiorite e colorate ,
    in un tripudio di forme e colori
    che ricorda la tavolozza del paradiso terrestre .
    La pace regna ovunque, in felice connubio
    Con tutto il Creato .

    Caro Antonio ,
    queste, sono le emozioni che tu, novello Ulisse ,
    con le immagini che generosamente doni agli amici ,
    sai trasmettere !!!
    Ed io, ……..rubando una frase al Divino Poeta…..(vergogna)
    concludo……« ……Uomini, fatti non foste a viver come bruti ,
    ma per seguir virtute e conoscenza………! »

    osva – Domenica 15 novembre 2009.

  12. Stefania Grasso scrive:

    La fotografia è un’arte che ha lo scopo di trasmettere un profondo senso di pace, quiete e gioia nell’osservatore. Questa foto è perfetta e raggiunge pienamente tale scopo.
    Stefania Grasso

  13. Bellissima è la mia preferita, i colori, il taglio prospettico, la quiete che trasmette….
    Alessandra Sartoris

  14. Teresa e Antonella scrive:

    Un’immagine che ci ricorda “Cime tempestose”, fantastico il contrasto tra la quiete calda del colle e la fredda minaccia del cielo che lo sovrasta, con il timido azzurro che cerca di prevalere.
    Complimenti
    Teresa Gaione e Antonella Traverso

  15. cesare cerutti scrive:

    Così tra questa immensità s’annega il pensier mio: e il naufragar m’è dolce in questo mare. (da “All’infinito di G. Leopardi”) Una foto in perfetta sintonia con i versi Leopardiani, dove la pochezza e le fugacità delle nostre vicende, la piccolezza degli uomini, tutto il mondo amaro e tormentoso annegano in una contemplazione sterminata.
    cesare cerutti

  16. Daniela scrive:

    Carissimo Zione
    La tua fotografia è decisamente molto bella,tuttavia nel guardarla provo un gran senso di malinconia e solitudine
    Un grosso abbraccio, Daniela

    d

  17. Rita scrive:

    E’ impressionante vedere quanti stati d’animo diversi puo’ dare una fotografia e questa in particolare. Per me rappresenta fedelmente quello che è l’essere umano, infatti anche se non ce ne rendiamo conto, noi siamo una entita’ minuscola rispetto a tutto cio che ci circonda. In questa foto vedo esattamente questo, l’immensita’ senza fine dell’universo che ci circonda (il paesaggio) e l’uomo insignificante per dimensioni (il ciclista), questa è realta…
    Rita

  18. tiziana boggio scrive:

    foto magica e nello stesso tempo inquieta. sembra presagire a qualcosa di non definito. può trasmettere pace e nello stesso tempo allarme. Antonio come sempre è riuscito a cogliere molteplici aspetti in un solo soggetto.
    come sempre sei il massimo!!!
    tiziana boggio

  19. Doriana scrive:

    Cosa c’è di più infinito del confine sottile tra cielo e terra? forse un raggio di sole che colora d’arancio le terre d’Islanda. E si resta. A contemplare in silenzio. L’incanto della natura che domina sull’uomo.
    Doriana.

  20. Monica Cappellini scrive:

    Molto interessante questa prospettiva. Un cammino che sembra un’incognita. Sul fondo, una persona che vuole scappare di qualcosa che lo turba, che lo rattrista, e che cerca una via di fuga in mezzo a un cielo che presagisce paura, terrore…
    Complimenti per lo scatto, trasmette molto feeling!
    Tanti saluti Antonio.
    Monica Cappellini

  21. E’ un immagine che da un senso di profonda pace, un giusto equilibrio tra cielo e terra. E che terra! La magica ed affascinante Islanda. Immagine gia vista e conosciuta ma che vedo sempre molto volentieri per la sua bellezza compositiva ed i suoi cromatismi.
    Bravo Antonio.
    Franco G. Clik

  22. Funziona. Questo va subito detto perché lo testimoniano i tanti commenti che mi hanno preceduto. L’unico un poco fuori dal coro è quello di Daniela, la nipote dell’autore. Il che mi conferma come una fotografia possa far fare a chi la guarda un’autonoma esperienza quasi percettiva, nonostante le indicazioni scritte che vorrebbero orientarne la visione.

    Personalmente trovo che: l’uso del forte grandangolo per dilatare gli spazi oltre quanto era visibile sul luogo, i colori molto saturi, e contrastati, la dominante gialla sul prato, che annega e impasta gli altri colori dell’erba, spostino l’immagine ben fuori dai confini della poesia leopardiana. Siamo più dalle parti dell’attuale estetismo geo-turistico internazionale.

    Fulvio Bortolozzo

  23. Domenico Brizio scrive:

    @Fulvio
    Una fotografia sempre può “far fare a chi la guarda un’autonoma esperienza quasi percettiva”. E sempre apre una finestra diversa nella mente di coloro che la guardano: non c’è scampo. E’ una gran fortuna altrimenti quanta noia con gli assolutismi!
    Domenico Brizio

  24. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico Brizio
    Assolutismi no.
    Però, se il linguaggio fotografico è un linguaggio di comunicazione, la lettura dovrebbe essere abbastanza univoca. Certo, ognuno interpreta in base alle proprie esperienze, al proprio vissuto: ad ognuno viene il mente l’unica poesia che si ricorda.
    :-)
    Antonino Tutolo

  25. Domenico Brizio scrive:

    @Antonino
    La lettura non può essere univoca dal momento che ogni nostro vissuto è diverso e ha stratificato in noi esperienze culturali (in senso antropologico) diverse. Proprio come ognuno di noi si esprime diversamente in fotografia: stessa fonte originaria. Pensa alla tristezza di un mondo di idee tutto uguale ripetuto tecnicamente da autori diversi. Si, forse più poesie amplificano la percezione ma quella che ricordi è la più bella per te: in fondo sei tu che guardi…
    Domenico Brizio

  26. @Domenico
    Forse hai letto la frase che citi come un mio rilievo di un limite. Se così fosse, ti aggiungo che anche per me, come per te, è invece davvero una gran fortuna l’apertura di quella finestra. Anzi, ti dirò di più: è proprio il motivo che mi rende così intrigante la fotografia rispetto a tanti altri modi di ottenere immagini :-)

    Fulvio Bortolozzo

  27. Domenico Brizio scrive:

    @Fulvio
    Ok, togliamo i condizionali e ci troviamo nell’empireo concordi (su questa lunghezza d’onda d’opinione)

  28. Perfetto equilibrio tra pensieri negativi e positivi con “plastica fusione” dell’io al centro. Adatta a meditazioni solitarie.
    Come sempre tecnica da “dominus”.

  29. Gabriele Bellomo scrive:

    Viene prima la quiete o la tempesta?

    Se viene prima la quiete è perchè sono pronto ad affrontare serenamente le tempestose avversità della vita che non mi turbano più di tanto…

    …se viene prima la tempesta significa che i problemi anche più difficili da risolvere sono dietro le spalle e ormai un raggio di sole e il sereno stanno nuovamente scaldando la mia vita

  30. Urbano Bertino scrive:

    Una fotografia che lascia spazio alle più intime riflessioni, su quel che siamo, il cammino che facciamo nella vita sovrastati e governati dalla magnificenza e forza degli elementi

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