Ferri Paolo – La foglia

“Eseguita presso la fontana all’uscita del casello austostradale di Cattolica.”

53 Paolo Ferri La Foglia

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Comments (7)

 

  1. Alessandro Scatolini scrive:

    L’autore propone un’immagine che ritrae una scena da lui “vista” dentro l’acqua di una fontana: una foglia secca, marrone, in primo piano e poi via via, salendo verso la parte alta del fotogramma e su uno sfondo scuro che man mano si riempie di luce, compaiono dei riflessi degli elementi circostanti: linee luminose poco definite e che aggiungono un che di pittorico allo scatto. Mi pare un’immagini giocata sulla composizione, piacevole nei cromatismi e che denota un occhio attento e curioso: buona l’idea di riempire l’angolo destro in basso con un po’ di bordo della fontana in modo da “arricchire visivamente” una zona che, diversamente, sarebbe apparsa troppo “pesante”…
    Alessandro Scatolini

  2. Domenico Brizio scrive:

    Vedo una foglia a contatto del solo picciolo con un’opera edilizia di cemento e ciottoli di fiume, e sopra un riflesso di una entità verticale da un lato – poco naturale – e molto probabilmente nuvole per la parte restante: se fossero luci artificiali non è dato riconoscere. Il fascino del contrasto è già di per se completo ma la mia curiosità rimane insoddisfatta così cerco ancora altri segnali; l’acqua non è profonda: l’ombra che getta la foglia è forse il suo ultimo atto estetico completo prima della frammentazione e della dissoluzione.
    Ma quell’incombenza di luce con due forme un po’ mi inquieta, forse perché non intendo la fonte primaria di quella che viene giù come un rigido fluire… Saper vedere fotograficamente: ecco cosa ha fatto l’autore dell’immagine.
    Domenico Brizio

  3. Bruno Colalongo scrive:

    Un pesce foglia a fondo vasca, perfettamente a fuoco con pietre in primissimo piano.
    Oltre: sfumature di colori e sopratutto di luci.
    Giusto il taglio verticale, a favore della fonte di luce sicuramente naturale che crea anche delle forme quasi solide.
    Pienezza del formato e complessivamente interessante per una foto subaquea…colto al volo.
    Bruno Colalongo

  4. Marco Romualdi scrive:

    E’ una foto che “leggo” in due parti, nettamente distinte tra loro: La metà inferiore è una foto “classica” ma molto ben riuscita, sia sotto il profilo tecnico (nitidezza, profondità, leggibilità dei dettagli pur con il diaframma dell’acqua) sia sotto il profilo cromatico. La parte superiore, fortemente “astratta”, mi risulta incomprensibile, non certamente per la riconoscibilità degli elementi ripresi, quanto per il significato fotografico della stessa ripresa, in relazione al resto del fotogramma. Non riesco a fondere le due letture e a percepire il senso dello scatto, al di là di una “impressione colta al volo” centrata sulla foglia nell’acqua.
    Marco Romualdi

  5. Antonino Tutolo scrive:

    In immagini come questa non si devono cercare significati razionali ed oggettivi.
    Certe immagini semplicemente piacciono, intrigano, stimolano l’introspezione.
    Mentre le menti abituate a correlazioni logiche e ferree soffrono per l’irrazionalità del messaggio.
    Invece chi vuole capire, chi è libero, sente l’occhio passare da un elemento all’altro, da un colore all’altro, con curiosità ed emozione.
    La mente vaga libera, tra i pensieri più intimi, tra emozioni e sensazioni.
    Il caldo colore ruggine della foglia contrasta piacevolmente con l’azzurro freddo del riflesso scuro dell’acqua, e invece sembra protetto dal marrone-verde, più scuro, del fondo.
    L’alta luce che entra dall’alto, nel terzo verticale sinistro, seguendo i sottili rametti scuri, sembra che s’é appena tuffata nell’acqua per stemperare la sua luce fredda nel caldo marrone-verde del fondo.
    Molti sono abituati alla fotografia dai significati certi, univoci; precisamente codificati da regole e tradizioni (la madre col bambino, il padre col figlio, lo sforzo del lottatore, il cielo rosso del tramonto).
    E per costoro ogni simbolo deve legarsi all’altro con una relazione univoca e quasi matematica; che non deve mai destare incertezze nell’interpretazione più immediata.
    Nelle menti c’é un’archivio in cui i temi, i concetti e le sensazioni sono catalogati ed omologati al noto, ad un proprio “limitato” reale.
    Invece il linguaggio “dell’arte vera” (ancora poco praticato in fotografia) usa simboli grafici reali, che stimolano l’ingresso in un mondo metafisico; fatto di emozioni e significati più ampi, più intimi, più sofisticati.
    L’ingresso in questo mondo richiede sensibilità, conoscenza, attenzione e liberazione. Per questo è meglio lasciare il bagaglio del concreto-reale fuori dall’uscio.
    Complimenti all’autore.
    Antonio Tutolo

  6. Mauro Marchetti scrive:

    Osservando questa immagine rimango affascinato dalla sua metà inferiore, la foglia dal cromatismo caldo ed avvolgente, il gambo aggrappato all’unica presenza pesante (i sassi) e l’acqua curiosamente limpida e cristallina, la parte superiore mi sembra artificiosa, irreale in stridente contrasto con “l’altra meta’”.
    Non è mia abitudine fare riferimento a commenti postati da altri utenti del blog , sento però la necessità di sottolineare come alcuni interventi risultino quasi “irrispettosi” nei confronti degli altrui pareri.
    Mauro Marchetti

  7. Paolo Ferri scrive:

    In quanto autore della fotografia volevo esplicitare ciò che io ho visto: la foglia a rappresentare l’anima che si libera dai suoi fardelli…..è’ stato un attimo, poi se ne andata verso la luce.
    Ringrazio di cuore tutti per i vostri bei commenti.
    Paolo Ferri

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