Burra Patrizia – Queen

“Portrait of a young girl.”

95 Patrizia Burra queen

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Comments (6)

 

  1. Fabrizio Pizzolorusso scrive:

    Appena ho visto questo ritratto l’ho associato ad una figura mitica femminile : Mata Hari, danzatrice e spia nella prima guerra mondiale. Questo probabilmente per un tipo di tonalita’ e di espressione che mi ha ricordato le immagini fotografiche di quell’epoca in cui le posa ,l’espressioni erano eteree, sognante, e per lo sguardo intrigante colto. Ovviamente ho parlato di “ricordo” quindi di una percezione poiche’ questo ritratto ha delle sfumature classiche pur essendo pensato e colto in questo tempo.
    Mi piace come ritratto per tecnica perche’ ha evidenziato con quel biancore del viso e con quel nero tutt’intorno i tratti e gli elementi essenziali che la caratterizzano,rendendola come gia’ detto molto intrigante,misteriosa in un piacevole dinamismo che si coglie in quelle belle sfumature dei capelli ondulati che via via annegano nella stessa tonalita’ per avvolgere tutt’intorno il viso.
    Ciao, Fabrizio Pizzolorusso

  2. Enrico Maddalena scrive:

    L’immagine rivela le notevoli capacità tecniche ed espressive dell’autrice. Una immagine curata sia in fase di ripresa che di stampa.
    Patrizia ha messo in evidenza il volto di questa “giovane ragazza”, la cui luminosità è esaltata dallo sfondo nero, appena interrotto sulla destra dai tenui riflessi sui capelli.
    Una ovale di luce tutta sulla metà sinistra del quadro, dalla quale emergono gli occhi, le labbra ed il naso, finemente modellati da una luce estremamente morbida. E’ una foto a colori, pur se questi sono appena percettibili, desaturati al limite del bianconero. L’espressione pensierosa della ragazza è in bilico fra serenità e tristezza. Sembra un ritratto dell’ottocento, sia per i toni che per il soggetto.
    Certo una immagine che va oltre la riroduzione dei lineamenti per raccontarci l’anima.
    Unica perplessità: perchè il titolo in inglese? L’immagine merita la partecipazione a concorsi internazionali. E’ forse per questo?
    Enrico Maddalena

  3. Antonino Tutolo scrive:

    Al primo sguardo m’era sembrato di ricoscere il volto, ingenuo ed Angelico di Edna Purviance, la comprimaria di Charlot nei film alla Keystone.
    Ma titolo mi dice che guardavo senza osservare.
    La composizione è certamente perfetta e raffinata.
    I riccioli in chiave bassa, ma leggibili uno per uno, fanno da contrappunto e da contrappeso diagonale al biancore sparato del viso; che altrimenti parrebbe troppo decentrato, troppo aggressivo rispetto allo sfondo e mal rivolto verso l’esterno.
    In questa immagine non ci sono considerazioni tecniche negative da fare. Tutto è sotto controllo. Lo spostamento dell’esposizione verso i toni bassi, con perdita dei dettagli e delle sfumature del viso è voluto ed usato in modo creativo, da una brava fotografa, con idee molto chiare.
    Il titolo Queen può ricordare il volto truccato di belletto bianco della “regina vergine”, Elisabetta I; la sposa dei suoi sudditi, del suo regno, dell’Inghilterra.
    The queen ha la serenità controllata ed il portamento regale di chi non si fa scalfire da cose personali o umane; di chi può rivolgere il suo sguardo, che trapassa il “materiale”, dove vuole, mentre la mente è concentrata su affaire e pensieri più importanti. Ed in quella direzione istantaneamente si concretizzerà il baricentro dell’attenzione generale. Noblesse oblige.
    Complimenti all’autrice.
    Antonino Tutolo

  4. Silvano Bicocchi scrive:

    Queen è un volto che ci appare emergere da un nero profondo, il quale ci nega ogni altro elemento di senso, facendoci concentrare lo sguardo su ogni detaglio del volto. E’ il viso di una giovane donna dai capelli fluenti, dalla bellezza ferita. Il tenue colore tinge delicatamente le pupille e i capelli, la plasticità tonale a toni alti disegna l’espressione del volto, dal naso scultoreo e gli occhi persi in un mistero. E’ il volto di chi vede spegnersi la festa, forse la propria festa, e ancora incredula non ha lacrime. E’ un’immagine forte dallo stile fantasy, sospesa nel tempo e nello spazio che può apparire come l’icona di un giovanile disagio interiore.
    Silvano Bicocchi

  5. Massimo Losacco scrive:

    Un ritratto decisamente ben riuscito.
    Il richiamo, già evidenziato, alle immagini degli anni venti penso ci sia davvero tutto ed è stata la prima cosa che ho notato. Così come la somiglianza all’indimenticabile Edna Purviance .
    L’immagine è davvero ben realizzata, con questo volto che sbuca dal nero più profondo.
    L’ovale bianco del viso, etereo, la bocca socchiusa, due grandi e luminosi occhi. La sapiente gestione dei toni e della luce sui capelli neri.
    Sembra quasi che l’immagine venga costruita e svelata un pò per volta a partire dall’angolo in alto a destra, dove iniziano a prendere forma i capelli, che come onde accompagnano lo sguardo verso il volto della ragazza per poi farlo naufragare nel suo sguardo profondo.
    Complimenti all’autrice per l’ottimo lavoro.
    Massimo Losacco

  6. Domenico Brizio scrive:

    Sono fortemente curioso di quel che non vedo: tutto quel nero intorno. Ecco cosa non riuscivo a decifrare da giorni da quando questa figura è apparsa. Perchè mi è negato? Non riesco a pensare che un viso possa uscire senza una scena intorno: sopra, sotto, di fianco. Mi fa pensare il netto contorno di sinistra, tagliente come se non si volesse avere contatto con il mondo. Tecnica superba e atmosfera superbamente ottenuta.
    Domenico Brizio

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