Mezzera Ernesto – Passeggiando

“non c’à molto da commentare……solo sognare a occhi aperti…………….”

67 Ernesto Mezzera Passeggiando

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Comments (9)

 

  1. Alfredo Caridi scrive:

    Hai ragione, c’è poco da commentare. Due gambe così, avrei preferito vederle per intere. Per il resto non saprei che dire, forse la spiegazione la si può trovare nella cornice, una cornice che riporta alla vecchia cara polaroid che ci dice che siamo di fronte ad una istantanea presa al volo , rapiti da una bella visione e che non aveva altro scopo se non appagare l’occhio.
    Alfredo Caridi

  2. Marco Furio Perini scrive:

    La vedo come un omaggio a Truffaut. O meglio, al Bertrand de “L’uomo che amava le donne”, ed alla sua frase indimenticabile: “le gambe delle donne sono compassi che misurano la superficie terrestre…”.
    La cornice anticata e l’effetto sfuocato appaiono artifici tecnici ed espressivi quasi a voler affrancare l’immagine da una accezione troppo realistica per collocarla in una dimensione immaginaria, vagamente onirica, forse più… filmica appunto. Mi piace. Ciao
    Marco Furio Perini

  3. Antonino Tutolo scrive:

    La frase del film di Truffaut è : ” Le gambe delle donne sono dei compassi che misurano il globo terrestre in tutte le direzioni, donandogli il suo equilibrio e la sua armonia”.
    Ma cambia poco.
    In questa immagine sono riassunti i meriti della “modella”: per le gambe splendide, e quelli dell’autore: la bella composizione dinamica nella diagonale della metà verticale destra. Sensualità e dinamicità.
    L’effetto pellicola Kodak scaduta può richiamare anche il periodo storico del film (1975) di Truffaut.
    La cornice potrebbe ricondurre all’idea del tabellone per le locandine del film.
    Non lo vedo come altro simbolo espressivo. Le prime minigonne sono degli anni sessanta (Mary Quant), troppo vicino per per pensare ad un’immagine rovinata dal tempo.
    Ad ogni modo, quando si parla di gambe di donne, bisogna ricordare che il maestro inimitabile è Giorgio Rigon. E togliersi il cappello.
    Antonio Tutolo

  4. Maurizio Tieghi scrive:

    Per quanto mi riguarda i pixel della foto digitale rimandano, come si può leggere in internet, all’ “Effetto Polaroidonline per le tue foto Quelli che vi suggeriamo sono due generatori di un effetto vintage particolarmente simile a quello che, un tempo, si riusciva ad avere con le vecchie e famose Polaroid.
    I compassi servono per disegnare cerchi, nell’immagine sono presenti essenzialmente delle linee (qualcuno ha rilevato che sono linee ben in forma e nulla più) che si raccordano in un punto preciso. Alcune di queste testimoniano nella loro geometrica staticità la certezza, altre apparentemente immobili per colpa della fotografia ci rendono consapevoli che tutto è transitorio. Truffaut grande regista ha diretto anche “Effetto Notte“, quindi tra effetti vari mi chiedo perché quando si parla di fotografia si finisce quasi inevitabilmente per paragonarla ad opere pittoriche, oppure menzionando come paragone ricordi filmici, ben venga quindi il riferimento al fotografo Rigon (padre).
    Maurizio Tieghi

  5. Marco Furio Perini scrive:

    Da sempre c’è un intreccio di scambi, di correlazioni, di rimandi reciproci tra le varie forme d’arte, tra i vari linguaggi artistici… la fotografia imita la pittura, la pittura copia fotografia, il cinema rimanda all’immagine fotografica, la fotografia evoca il cinema, la musica si ispira all’immagine, la pittura vuol essere musicale, eccetera eccetera…
    Non vedo perchè allora anche una lettura fotografica non potrebbe essere suggerita dal ricordo di esperienze visive già vissute altrove.
    Ciao.
    Marco Furio Perini

  6. Massimo Losacco scrive:

    Sarò una voce fuori dal coro.
    Purtroppo l’immagine non evoca in me nulla di quanto è stato espresso.
    Non me ne voglia l’autore, sono una persona assolutamente rispettosa di tutto e di tutti, ma volevo solo esprimere la mia umilissima e discutibilissima opinione.
    Le gambe non mi sembrano così belle, ed il punto di ripresa dall’alto non aiuta ma le schiaccia ulteriormente.
    Il post è ben fatto nella sua complessita ed il richiamo a Truffaut come a Rigon, può esserci tutto.
    Ma qui non parliamo nè di Rigon e nè di Truffaut.
    L’autore sottolinea che non c’è da commentare ma solo sognare ad occhi aperti. Spero che qualcuno ci riesca.
    Non la trovo un immagine in grado di provocare tutti questi sogni.
    Il post in questo caso è usato per valorizzare un immagine povera nel contenuto e che “non arriva” al cuore.
    Concludo ribadendo che si tratta di una mia opinione personale e spero di vedere altre immagini di Ernesto, in quanto credo abbia di molto meglio da far vedere.
    Mi scuso se sono stato forse un pò diretto, ma è bello anche poter ascoltare, ogni tanto anche i pareri negativi, i quali sono i soli che aiutano a migliorarsi e crescere.
    Un caro saluto a tutti e soprattutto all’autore.
    Massimo Losacco

  7. Ernesto Mezzera scrive:

    Grazie per i vostri commenti positivi e negativi volevo attirare la vostra attenzione e ci sono riuscito….
    lo scatto con la poloroid è casuale …. il riferimento a RIGON e all’arte lo condivido, la foto non vuole arrivre al cuore ma muovere la fantasia dei maschietti.
    Grazie a tutti
    Ernesto Mezzera

  8. Domenico Brizio scrive:

    Mi accodo a Massimo Losacco di cui condivido quasi totalmente il commento. Forse perchè non trovo particolarmente evocatrici le gambe interpretate, dal momento che non sembra valere la “regola” della diagonale ed il dinamismo che suggerisce, un’eccezione.
    Domenico Brizio

  9. Ernesto Mezzera scrive:

    ….lo scatto è stato eseguito dal basso verso l’alto….
    capisco che non è una gran foto ma sicuramente non è da cestinare
    ciao
    Ernesto Mezzera

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