Munari Sara – Oceano

“Ma chi ha detto che l’india sarebbe stata fantastica? Qui è un campo di battaglia..”

Sara Munari - Oceano

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Comments (6)

 

  1. Silvano Bicocchi scrive:

    L’opera di Sara Munari è un bel esempio di Fotografia Emozionale, una poetica che desidera rappresentare le emozioni. Un genere molto amato dai giovani fotografi. L’immagine presentata è un polittico di flash ben bilanciati in sequenza di senso: L’arcaico, il misterioso, il fiabesco – la ferita del contatto con la realtà – l’estasi del sonno, del sognare, che cura, cerca il senso degli incontri fatti nel giorno. Quindi il mito, lo schiaffo, la maturazione di se. Il tutto trasmesso da un significante che si rapprende alla carta con difficoltà tanto è rarefatto, appunto come un’emozione.
    Silvano Bicocchi

  2. Antonino Tutolo scrive:

    Il commento di Silvano Bicocchi è molto significativo.
    Dimostra come l’approccio alla lettura ed all’interpretazione di certe opere richieda una certa preparazione ed una naturale sensibilità interpretativa estetica.
    Personalmente trovo difficoltà a commentarla con più di un semplice ed istintivo “mi emoziona”, mi intriga. Sento che mi piacerebbe osservarla a lungo ed in grande formato.
    Può anche darsi che alla fine essa risulti un’opera non alla portata del mio vissuto ed delle mie “esigenze emozionali”. Ma credo che essa meriti di essere osservata con attenzione, per cercare in noi stessi una personale chiave di lettura.
    Complimenti all’autore.
    Antonino Tutolo

  3. Domenico Brizio scrive:

    Se fosse uno scatto solo e sincero riuscirei, forse con diversa difficoltà, a cogliere i significati reconditi perchè forse mi verrebbero rappresentati con vividezza, precisione e un po’ di universalità, uno per uno, senza accostamenti. Però così non è. Faccio fatica ad immaginarmi le sequenze collegate. Questa rappresentazione è un esempio di fotografia dovè necessario avere un dialogo di illuminazione diretta con l’autore-autrice. Non che altre fotografie non lo richiedano…
    Domenico Brizio

  4. Davide Grossi scrive:

    Questo scatto è rappresentativo dell’operare dell’autrice e del territorio di indagine in cui Sara Munari generalmente indaga. Lo scatto è fortemente rarefatto e la molteplicità di segni e situazioni mette in difficoltà il lettore abituato a cogliere segni e significati univoci. Credo che lo scatto affondi in una forte matrice metafisica e in ogni parte dell’opera emerga quella che Silvano definisce “la ferita del contatto con la realtà”.
    Davide Grossi

  5. Domenico Brizio scrive:

    La fotografia la guardiamo-osserviamo-vediamo, quando guardiamo non abbiamo di norma coadiuvanti ottici. Se quando guardo-osservo-vedo sono in difficoltà e non capisco ci sono due motivi: o non sono in grado o chi mi presenta la fotografia non è stato in grado di essere chiaro. Rispettiamo il lettore.
    Domenico Brizio

  6. Maurizio Tieghi scrive:

    Trovo molto bello questo lavoro, accostare il continente indiano all’oceano è un’idea suggestiva, fornisce la sensazione del continuo mutare delle situazioni, niente è fermo allo stesso modo del continuo movimento delle onde. Tramite il mezzo fotografico non è possibile congelare il momento perché non ci sono certezze, quindi la scelta del mosso e/o non definito rende perfettamente questa emozione.

    Maurizio Tieghi

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