Iacono Alberto – Spazi

Spazi.

86 Iacono Alberto Spazi

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Comments (7)

 

  1. Enrico Maddalena scrive:

    Una accentuata vignettatura, molto probabilmente voluta, concentra l’attenzione sulla zona centrale della foto. Anche a causa della posizione parallela all’asse ottico delle toghe di legno nel riquadro in primo piano, il tavolato centrale assume l’aspetto di un viale che spinge lo sguardo, come fosse un trampolino di lancio, verso l’orizzonte lontano, oltre le acque di quello che sembra essere un lago. I due lampioni posti simmetricamente ai lati, sembrano invitarci a compiere il balzo verso l’infinito.
    Enrico Maddalena

  2. Maurizio Tieghi scrive:

    Come i seguaci di Pindaro prendendo lo slancio dall’ipotetico trampolino, seguendo il percorso delimitato dai due lampioncini, non si può che finire nelle acque del lago perché nel fotogramma sullo sfondo se ne intravedono i confini. Penso che nella fotografia amatoriale si faccia abuso del bianco & nero essendo un modo ruffiano, accattivante e poco impegnativo per chi lo deve poi guardare (giudicare?). Brutto e imperfetto bianco e nero quello che compare sul mio monitor. Se la massa uniformante grigiastra che si materializza è stata ricercata con impegno dall’autore, per scelta espressiva, devo ammettere che è riuscito pienamente nel suo intento.
    Maurizio Tieghi

  3. Marco Romualdi scrive:

    Bianconero un “modo ruffiano, accattivante e poco impegnativo per chi poi lo deve guardare”? Mah…francamente, pur con tutto il rispetto per l’opinione di Tieghi, non condivido, la lettura di un bianconero è altrettanto difficile dello scatto in bianconero, proprio perché mancano i consueti, tranquillizzanti riferimenti del colore. A me non sembra “brutto e imperfetto” il bianconero della immagine di Iacono, perché la mancanza di contrasto è abbastanza funzionale all’atmosfera di una giornata sul lago (ma importa veramente questo dettaglio?) senza sole diretto. La luminosità diffusa nella parte centrale costituente il punto di attenzione o di “attrazione pindarica” ben si fa complemento del dogato in primo piano, che non appare uniforme per la stessa presenza delle linee di separazione delle doghe.
    Marco Romualdi

  4. Domenico Brizio scrive:

    Panorama dimidiato e spazio alle geometrie dei legni. Due lampioni appesi al bordo della passeggiata e un ampio spazio di invito verso lontane ed incerte nebbie: a disposizione dei fruitori della passeggiata? C’è una sospensione e un interrogativo: in attesa di qualcosa o un istante di tranquillità rappresentata? Un’apparente simmetria è lì per bloccare il momento.
    Domenico Brizio

  5. Antonio Perrone scrive:

    Noto un ottimo bilanciamento dell’immagine, forse, ma è gusto personale, trovo troppo esagerata la vignettatura.
    Intravedo a destra una piccola imbarcazione a vela, mi chiedo se aspettando un po per scattare per averla al centro fra i due pali, come sarebbe stato l’impatto visivo. Comunque rimande una gran bella immagine
    Antonio Perrone

  6. Roberto Rognoni scrive:

    Non trovo particolari messaggi dell’autore in questa foto.
    Mi pare un esercizio di tecnica “grafica” con l’utilizzo abbastanza originale di un’evidente vignettatura che porta l’attenzione al centro dell’immagine dove non c’è nulla di rilevante.
    Ho la sensazione che i due lampioni non siano perfettamente ortogonali rispetto alla linea dell’orizzonte e in questo genere di foto è molto importante l’aspetto formale.
    Roberto Rognoni

  7. Antonino Tutolo scrive:

    In primo piano l’esteso dogato geometrico, poi i due fanali verticali, e dietro l’indefinito orizzonte, che appena lascia intravvedere un rilievo montano.
    In primo piano forse l’opprimente e monotona ripetizione dell’ordinario, del presente. I due fanali sembrano colonne d’Ercole oltre le quali attende l’infinito ed ignoto futuro.
    La vignettatura pare opprimere il primo piano geometrico ed insieme accuntuare la luminosità soffusa ed indefinita dell’orizzonte. E’ una visione di speranza, ma non esente da lieve pessimismo.
    Antonino Tutolo

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