Burgio Mario – In cammino

Un uomo cammina verso una meta, attraverso una radura di alberi.
Egli si muove con passo lento, è solo ed il suo incedere fa sperare che prima o poi troverà la meta che si è prefissa.

48 Mario Burgio In cammino

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Comments (6)

 

  1. Enrico Maddalena scrive:

    Mario si è già fatta una autolettura, descrivendo le sensazioni che prova dinanzi alla sua opera.
    Ne viene fuori una osservazione interessante: essendone l’autore, la sua interpretazione è indiscutibile? Si legge nella foto quello che ci dice?
    Io vi vedo un uomo fermo, su di un sentiero che volge subito a destra. Sembra rivolgersi ad un cane, forse il compagno della passeggiata, sdraiato più avanti sull’erba (purtroppo la risoluzione della foto non permette una analisi accurata del referente). E’ logico aspettarsi che fra un po’ l’uomo riprenderà il cammino volgendo a destra per seguire il sentiero. Nulla nell’immagine ci fa presumere che attraverserà il boschetto (non è una radura).
    L’immagine è curata, con la sagoma scura dell’uomo in ombra, che si staglia sullo sfondo degli alberi in piena luce e che il leggero fuori fuoco rende in maniera pittorica. Una bella foto di paesaggio più che una immagine tematica.
    Enrico Maddalena

  2. Claudio Cavazzani scrive:

    In primo piano, di spalle il soggetto, l’uomo che si appoggia al bastone e quindi ipotizziamo anziano, cammina sul sentiero.
    Sul primo sfondo una teoria di pioppi in più filari ed invitante prospettiva arricchita da verde erba, che conduce alla comunità di alcune case.
    Ma non è verso l’abitato (il mondo degli umani) che si dirige il nostro. Il sentiero che percorre svolta decisamente a destra, fuori dagli alberi, dal fotogramma e dalla vita.
    Simbolicamente sembra che il nostro esca dall’oscurità (una vita o una vecchiaia infelice) per approdare ad un traguardo migliore e più luminoso (una nuova vita in spirito o un semplice e liberatorio dissolvimento nella morte).
    Non c’è tristezza o melanconia nell’immagine: la parte oscura si limita ad occupare parzialmente la base del fotogramma, la restante parte, anche per contrasto, è luminosa, anche se in toni freddi.
    Il distacco dalla vita è rappresentato come un capitolo inevitabile dell’esistenza, quindi un momento naturale, che va accettato.
    L’autore enfatizza il soggetto, mantenendolo al centro dell’inquadratura, con l’accortezza di evitare una fastidiosa sovrapposizione con gli alberi. Il soggetto in chiave scura risalta efficacemente sullo sfondo. Ai lati i filari dei pioppi si chiudono come quinte e concentrano l’attenzione sul contesto.
    Sintetizzare in pochi elementi un fatto saliente della vita non è un esercizio semplice: Mario Burgio vi è riuscito in modo egregio.
    Claudio Cavazzani

  3. Domenico Brizio scrive:

    Vedo una figura umana che aiuta la sua andatura con un elemento tutore, più avanti un animale accovacciato in attesa del suo (lento?) arrivo. Mi immagino un incedere dondolante, ma non eccessivo. L’uomo non entrerà nella piantagione di ‘pioppo 214′ se seguirà il cammino tracciato, ma il suo compagno a quattro zampe potrebbe attrarvelo perchè ha fiutato la presenza di un tartufo e… addio programma prefissato, almeno per il momento! Tra l’altro il tutore sembra proprio una zappetta per estrarre il prezioso tubero! soprattuto se accostato alla borsa che pende lateralmente… ma non scorgo la tracolla necessaria.. e allora probabilmente il disegno universale avrà una battura di arresto prima del suo compimento. Si, una buona immagine di paesaggio come ha evidenziato Enrico.
    Domenico Brizio

  4. Maurizio Tieghi scrive:

    Che inguaribili romantici sognatori (anche fotoamatori?)! Trattasi di uno stagionato fotografo, vedi treppiedi e borsone a tracolla, che nella gita domenicale del suo fotoclub si trova:
    a)alle prese con il tipico problema dovuto alle reflex di nuova generazione, dotate di molteplici pulsantini e altrettanti incomprensibili simboli nel display. Il suo solo dubbio esistenziale è se deve scattare in tiff, jpeg, raw;
    b)sperduto nel boschetto di pioppi è sta consultando il navigatore satellitare per ritrovare la strada;
    c)posando in accordo con il socio che lo sta fotografando per leggere in seguito i nostri commenti foto.it.
    Maurizio Tieghi

  5. Davide Grossi scrive:

    Non bastano le strisce per trasformare un asino in una zebra, diceva un detto popolare… Quest’uomo è tutt’altro che sperso in una radura bensì sta passeggiando lungo un chiaro e ben battuto sentiero vicino ad una coltivazione artificiale di pioppi. Ma se di questa immagine viene a cadere tutta l’ “allure” romantico/simbolista…. che ne rimane?
    Davide Grossi

  6. Antonino Tutolo scrive:

    Dalla materialistica lettura del vecchietto che porta il cane a fare i bisogni, alla delicata e sensibile lettura di Claudio Cavezzani, che condivido.
    Ognuno legge e scrive di se stesso, definendo il proprio rapporto col razionale e con lo spirituale.
    La lettura non può essere univoca: ogni essere è singolare.
    Antonino Tutolo

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