Lonardi Gianni – Time square

Time square 2009.

Lonardi Gianni Time Square

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Comments (5)

 

  1. Maurizio Tieghi scrive:

    Lunedì 30 novembre 09
    Ore 08,00 Accensione pc, posta elettronica: nessun nuovo messaggio da leggere. Blog di Foto.it – foto Time Square: nessun commento. Inserimento sd card: sei sicuro che vuoi scaricare dalla memoria i 220 files? OK. Uscita di casa.
    Ore 13,00 Rientro, controllo pc, posta elettronica: nessun nuovo messaggio da leggere. Blog di Foto.it -foto Time Square: nessun commento. Tutti i files sono stati correttamente salvati. Recupero e inserimento seconda sd card: sei sicuro che vuoi scaricare dalla memoria i 220 files?? (Il computer essendo una macchina intelligente già aveva dei dubbi). OK. Uscita di casa.
    Ore 21,00 Rientro, controllo pc, posta elettronica: nessun nuovo messaggio da leggere. Blog di Foto.it -foto Time Square: nessun commento. Tutti i files sono stati correttamente salvati. Recupero e inserimento terza sd card: sei sicuro che vuoi scaricare dalla memoria i 140 files??? OK. Ripeto la domanda: sei sicuro che vuoi scaricare dalla memoria i 140 files??? OK!
    Ore 23,00 Visione delle 600 (seicento!) foto scattate ieri in Piazza Maggiore a Bologna dalle sedici alle diciotto circa, appostamento di due ore ma nessun martin pescatore o airone cenerino, solo città e persone viste dall’alto. Di lupi, linci e orsi bruni neanche l’ombra, solo città e persone vista dall’alto. Sfuocati fumatori ebrei, radiografie e risonanze magnetiche, grigi spazi adatti al suicidio, maschere bianche e bambole di pezza, specchi, fotografia in bianco & nero: non pervenuto. Qualche colombo poi solo città e persone viste dall’alto. Come quella volta a New York in piazza Time Square, solo città e persone viste dall’alto. Solo due scatti per non terminare la scorta delle pellicole prima della fine del viaggio. Uno esposto regolarmente e l’atro sottoesposto di ½ stop. Solo due scatti da poter gustare dopo 20 giorni, ora 600 files usa e getta. Quello scorcio di città e persone viste dall’alto in due pezzi di pellicola 24×36 dimenticati in una scatolina di plastica dentro un armadio.
    Martedì 01 dicembre 09
    Ore 09,00 Accensione p.c., posta elettronica: c’è un nuovo messaggio da leggere, gentile concorrente questo l’esito del concorso …. Blog di Foto.it – foto Time Square: commento Maurizio Tieghi

  2. Antonino Tutolo scrive:

    Una frenesia di movimento; di forme, di luci, di colori e rumori.
    Una scena cui siamo più o meno avvezzi, condividendola ogni giorno; quindi apparentemente e temporalmente scontata. Ma pur sempre reale ed efficace.
    Personalmente l’accosterei, per contrasto, ad una silenziosa, lenta e più serena immagine di una donna che porta al pascolo le sue capre, col figlioletto in braccio.
    Poi mi chiederei chi vive meglio. Ma forse traviso l’intenzione dell’autore.
    Antonino Tutolo

  3. Domenico Brizio scrive:

    Un caos cittadino ordinato, più colore del grigio inquinamento cittadino, solo colori artificiali… tutti colori artificiali e neanche una luce naturale. Si percepisce come giorno, il tempo della fotografia, e si perde il segno della notte, il momento buio della fotografia. Dal contrasto nasce una curiosità e si fa guardare.
    Domenico Brizio

  4. Elena Falchi scrive:

    Per esprimere il mio parere su quest’immagine, rimando ad un commento fatto da Enrico Maddalena sull’immagine di Colavita Elena, Istambul.
    Non ci sono parole migliori per “inquadrare”, almeno sinteticamente, la tipologia delle immagini. Ad un primo approccio potranno sembrare assunti teorici, ma alla lunga sarà un ottimo esercizio abituarci a riflettere su questi aspetti perché se è vero che è importante allenare l’occhio, lo è oltremodo allenare la mente.
    Questa foto di Lonardi, per me, è appartenente al primo tipo indicato da Maddalena nella lettura Colavita. E’ anche questa, per me, una foto documentaria come tante ne abbiamo viste del luogo, dove la congestione delle informazioni comprese non ne fa prevalere nessuna. Il non rendere evidente le intenzioni del fotografo (circa “cosa” far “vedere” del tutto), fa sì che il tutto invada il nostro sguardo non restituendocene alcuna (intenzione/cosa) precisa.
    Rimane perciò, solo, la foto documento del luogo.
    Elena Falchi

  5. Giuseppe Perri scrive:

    Dedico a questa immagine una citazione di Richard Avedon:
    “Se passa un giorno in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia, è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale, è come se mi fossi dimenticato di svegliarmi.”
    Giuseppe Perri

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