Beretta Giuliana – Il salto del frate

La leggenda del “salto” del frate narra di un giovane che costretto a prendere i voti ed impossibilitato a sposare la sua amata decise di suicidarsi gettandosi in mare da uno scoglio. A Lima un tuffatore professionista vestito da frate si tuffa da un altezza di 10 metri dallo stesso scoglio per far rivivere la leggenda, raccogliendo offerte dai turisti e guadagnarsi da vivere.

52 Giuliana Beretta il salto del frate

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Comments (10)

 

  1. Antonino Tutolo scrive:

    Sotto un certo punto di vista ha fatto bene l’autore a precisare l’antefatto storico dell’immagine; altrimenti non si spiegherebbe come un frate possa suicidarsi. Ha peccato in modo irrimediabile?
    Da un altro punto di vista avrei preferito non sapere: la drammaticità del gesto risulta sminuita dalla consapevolezza della finzione.
    E’ una splendida immagine.
    Il frate, con le braccia aperte a croce, si butta nel precipizio tetro, sfiorando le rocce minacciose. Il contrasto dell’azzurro dell’angolo in alto a destra ed i personaggi che la animano fanno da contrappunto, ampliandola e compendiandola, alla scena primaria. Il movimento allarmato della coppia che si avvicina al baratro allarmata. Il gesto della mano portata al capo della donna, che pare shoccata. Il dinamismo della scena, dovuto al mosso ed al contrappunto diagonale tra le due zone (marrone-grigio e celeste chiaro), la rende viva ed incombente.
    L’attimo bressoniano.
    E’ un’immagine viva, drammatica, dinamica e shoccante.
    Complimenti all’autore.
    Antonino Tutolo

  2. Domenico Brizio scrive:

    Con questa Fotografia davanti a me: è vero, il colore è un’opinione; è vero, la creatività non ha limiti.
    Mi piace pensare però che le operazioni tutte che hanno portato ad incontrarmi con Lei siano un impertinente silenzioso gioco. Altrimenti credo vi siano modi più cortesi e rispettosi di comunicare. La Fotografia è irricevibile dalla mia semplice mente: mi piace giocare sinceramente.
    Domenico Brizio

  3. Marco Furio Perini scrive:

    Più che ad una fotografia, mi fa pensare al fermoimmagine di un filmato, di un documentario. Per questo la guardo e mi piacerebbe vederla prender vita, movimento, al fine di seguire la caduta fino alla fine della sua corsa. La trovo originalissima ed ottimamente realizzata. Ciao
    Marco Furio Perini

  4. Massimo Losacco scrive:

    l’ho vista…
    l’ho chiusa…
    il giorno dopo l’ho riaperta più volte.
    Ho riflettuto sul fatto che se sono tornato a guardarla, vuol dire che mi ha interessato.
    Probabilmente senza la didascalia non avrei capito molto.
    Anche se l’immagine non sarà tecnicamente perfetta è proprio questo a farmela piacere. Sono tornato indietro nel tempo quando non si guardava molto alla perfezione dell’esecuzione quanto al messaggio che l’immagine riusciva a trasmettere. Al classico momento Bressoniano a cui tutti siamo legati.
    Trovo quindi, nel suo contesto, che l’immagine sia decisamente originale e comunicativa.
    Massimo Losacco

  5. Giuliana Beretta scrive:

    Non é perfetta tecnicamente, purtroppo ero distante dalla scogliera e l’ingrandimento sgrana l’immagine.
    Ho scattato anche l’entrata in mare e la preparazione, ma questa fotografia rende il volo “sospeso”, una sfida alle leggi naturali, spalancando l’immaginazione ad una dimensione oltre i limiti di spazio e tempo.
    Grazie per aver apprezzato la fotografia per quel che comunica, malgrado l’evidente e scarsa qualità tecnica.
    Giuliana Beretta

  6. Enrico Maddalena scrive:

    No Giuliana, io credo invece che la tua scelta sia proprio quella giusta.
    Avresti potuto fare altre scelte:

    a – tener ferma la macchina così che lo sfondo e gli spettatori rimanessero fermi ed il “frate” risultasse mosso.

    b – usare un tempo di posa più rapido che congelasse tutto.

    Nel caso “b” l’immagine sarebbe risultata statica e quindi poco espressiva.
    Nel caso “a” chi osservava la foto si sarebbe sentito un semplice testimone del salto.
    Con la tua scelta, hai reso l’osservatore della foto partecipe del salto. Egli vede con gli occhi del “frate” e “salta” assieme a lui.
    Il tuo panning è estremamente espressivo e tecnicamente è la scelta meno facile.
    Io ho fatto paracadutismo e non nei lanci dall’aereo, ma dai salti dalla torre nel telo, ti assicuro che percepivo il vibrare di tutto ciò che avevo intorno mentre cadevo, proprio come nella tua foto.
    Sei stata brava anche nella composizione, attraverso le due persone di cui hai mostrato l’emozione intensa di fronte alla scena.
    Un’ottima immagine, tecnicamente e compositivamente perfetta.
    Enrico Maddalena

  7. Maurizio Tieghi scrive:

    Per cortesia cari Autori e Autrici non fatelo più! Non svelateci com’è perché avete scattato “La Foto”, mi è già stato rimproverato a ragione di averlo fatto anch’io nel passato, teneteci per sempre in ansia, vogliano solo ricercare le prove, scoprire il colpevole oppure il movente lo riserviamo alla serie tv CSI. Per esempio guardando questa foto, l’ho fatto più volte, ero certo che la brava autrice per ottenere l’etto panning avesse compiuto il salto assieme al fraticello, magari appesa a testa in giù praticando il bungee jumping, oppure in tuffo carpiato. Saperla turista, solidamente ancorata a un apposito parapetto panoramico, assistere allo show appositamente allestito, toglie quell’alone di mistero allo scatto e si potrebbe argomentare su alcuni diffetti presenti.
    Maurizio Tieghi

  8. Ernesto Mezzera scrive:

    Condivido i vostri commenti…è un’ immagine molto dinamica e piacevole, complimenti all’autrice
    Ernesto Mezzzera

  9. Despistado (Diego) scrive:

    Peccato solo che è piccola la foto, ma a livello di panning mi sembra perfetta, brava.
    Diego

  10. Mi piace tantissmo Giuly…mi trasmette tante sensazioni….piacevoli, tristi, riflessive, ….tante!!
    Milena Lazzaroni

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