Sambrotta Adriana – Il portone della vita

Kurdistan 2009 il problema culturale si nota molto. La foto rappresenta una realtà culturale a noi europei completamente estranea,ma così vera e tangibile.La donna sottomessa già da piccola dal mondo maschile.

Adriana Sambrotta il portone della vita

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Comments (4)

 

  1. Claudio Cavazzani scrive:

    Immagine dal taglio foto-giornalistico. La scelta del bianco e nero la enfatizza e la omologa: culturalmente tendiamo a considerare una foto di reportage più vera e credibile, se riprodotta in B&N.
    La didascalia, quasi sempre complemento necessario alle immagini di reportage, ci informa sul messaggio dell’autrice: il destino di sottomissione delle donne in alcune culture, nella presente fattispecie quella islamica.
    Nella composizione dell’immagine, pur in presenza di cinque persone, nulla è superfluo. L’inquadratura è essenziale e riprende dall’ambiente solo gli elementi necessari e sufficienti per riassumere la situazione ed il concetto.
    L’autrice ha scelto una posizione di ripresa abbassata per non penalizzare il soggetto: la ragazzina già occupata in compiti considerati femminili (faccende domestiche e cure familiari) e per mantenere nell’inquadratura i bambini, che in quanto maschi, possono uscire dal portone, nel sole, senza particolari obblighi o impegni.
    La luce del sole che passa dal portone aperto riscalda e ravviva il cortile dall’aspetto severo e rende più evidenti le figure de tre bambini.
    E’ un approccio delicato e partecipato quello di Adriana Sambrotta a questo aspetto culturale: i soggetti ripresi sono incuriositi o imbarazzati, ma comunque del tutto credibili; inoltre l’ampia e ben equilibrata gamma tonale dell’immagine non ci rappresenta drammaticamente un aspetto di vita probabilmente, più che subito, accettato.
    Non è necessario strillare, per denunciare una situazione.
    Claudio Cavazzani

  2. Antonino Tutolo scrive:

    Solo ai maschietti è consentito varcare “il portone dalla vita”. Le femminucce passeranno la loro esistenza negli ambienti familiari privati, come recluse.
    Di questa immagine mi piace la dinamicità del gruppetto di ragazzi che, aprendo il portone, consentono alla luce (mondo esterno) di entrare nello spazio privato. Quindi il mondo esterno arriva alle donne solo tramite l’intermediazione dei maschi.
    Antonino Tutolo

  3. Domenico Brizio scrive:

    Vedo due immagini. La metà di sinistra una ragazza che attende ad una bambina, forse in azione mendicante. La metà di destra un nugolo di bambini in fase di gioco (presenti nell’inquadratura e oltre di essa immaginati) mentre attraversano un varco, un ragazzo fermo sulla soglia. Sono spontaneo: le due immagini non mi suggeriscono significati con ipotesi mutualistica o comunque di contrasto di ruoli, di reciproco sorreggimento ideologico: una buona fotografia senza sollevamento di improbabili significati al momento dello scatto. Un brava all’autrice per aver ‘visto’.
    Domenico Brizio

  4. Marco Furio Perini scrive:

    Mi piace per come l’autrice abbia saputo entrare dentro la scena, cogliendo e restituendoci con un approccio marcatamente fotogiornalistico un certo contesto geografico-culturale. Un tipo di fotografia che a mio parere meriterebbe di essere parte di un intero reportage. Ciao
    Marco Furio Perini

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