Grillo Andrea – Il paese ritrovato

Ricordi di un tempo passato, degli uomini che lo hanno abitato, delle vicende che si sono svolte.

66 Andrea Grillo Il paese ritrovato

Popularity: 1% [?]

Comments (8)

 

  1. Tam Fernando scrive:

    Foto assai particolare, pero’ non e ‘stata applicata la regola dei terzi.
    Tam Fernando

  2. Antonino Tutolo scrive:

    Piccole aree del meridione (conosco Andrea e la zona dove ha scattato questa immagine), quasi sempre coltivate a grano o a girasole. Piccoli ruderi, più che altro ex magazzini per attrezzi, che raccontano di sacrifici, di fatica e sudore, di immigrazione e ritorno.
    Ma la natura pare disinteressarsi delle storie degli uomini: essa si ripete sempre uguale nel corso dell’anno, coi suoi colori pastello, in particolare il verde del grano appena nato (in inverno), dei papaveri e dei fiori di campo (in primavera), del giallo intenso del grano maturo (in estate), del marrone scuro della terra arata (in autunno). Colori tenui chiari, che certe volte sembrano abbacinare lo sguardo con la loro luminosità (quando c’é il sole) e certe volte fanno morire l’anima per la desolazione (quando il cielo è coperto). Le nuvole si rincorrono veloci nel celeste del cielo, sospinte dal vento che non trova mai ostacoli, che ignora le ragioni dell’uomo, il tempo e le stagioni.
    Antonino Tutolo

  3. Enrico Maddalena scrive:

    “Si tratta ne più, né meno di una foto documentaria. Ciò che ha colpito l’autore è la baracca abbandonata e l’ha messa al centro della composizione.
    Fernando, la regola dei terzi non è un obbligo da rispettare o una formula magica per ottenere una bella immagine. Spostare di lato il manufatto avrebbe significato togliergli importanza.
    Poteva aver senso se l’autore avesse inteso fare semplicemente una foto di paesaggio. Ma il titolo e la didascalia ci dicono che Andrea è stato colpito dalla casa che è il soggetto della foto.
    Il pensiero dell’autore è però solo nel titolo; non è espresso tramite il linguaggio fotografico che si limita alla ripresa della casetta.
    Cosa avrebbe allora dovuto fare per esprimere le riflessioni che ci evidenzia attraverso il linguaggio scritto? Avvicinarsi di più alla costruzione e magari metterne in evidenza qualche aspetto, qualche suppellettile che testimoniasse in maniera più viva le passate presenze.
    Una considerazione: leggere una foto è cercare di risalire all’idea dell’autore, al messaggio. I “come” sono la chiave per questa lettura.
    Poi possiamo anche farci prendere da tutte le emozioni che le cose fotografate possono tirar fuori dalla nostra soggettività. Basta che ci rendiamo conto che non stiamo leggendo la “foto”, che è un “segno”, ma stiamo leggendo in noi stessi…
    Se poi non crediamo alla Fotografia come strumento per comunicare, ma la consideriamo una semplice impronta del reale, allora…
    Enrico Maddalena

  4. Andrea Grillo scrive:

    Su questo sito spesso sono pubblicate immagini singole, estratte da un portfolio, che per questo assumono un significato meno incisivo, e talvolta finiscono col tradire quello originale.
    Un’immagine dovrebbe parlare da sola; ma, per indirizzare la lettura, esse sono corredate da un titolo e da un commento; beneficiando in modo sostanziale di questi aiuti.
    Io fotografo da meno di un anno, per temi, non solo per estetica.
    Ho pubblicato questa immagine per avere un primo riscontro del lavoro che sto facendo, e che penso di concretizzare in un portfolio.
    Penso che leggere un’immagine di altri sia molto difficile. E’ difficile esprimersi per l’autore, ed è difficile cogliere il pensiero altrui, per il lettore. Ho pensato che un rudere in abbandono, già da solo, sia testimonianza di un passato, di un’esistenza; di tante esistenze che lo hanno generato e mantenuto, fino al giorno dell’abbandono.
    La presenza di questo rudere incombe chiaramente, col suo colore dissonante, in palese contrasto con la eterna verginità e floridezza della natura.
    Il dettaglio certamente sarà considerato in altre immagini del portfolio. Ma il primo impatto, la prima comunicazione del “paese abbandonato”, mi pareva ci fosse.
    Il commento cercava, poi, di portare alla lettura del “paese ritrovato”.
    Andrea Grillo

  5. Domenico Brizio scrive:

    ‘Un paese ci vuole’ scrisse felicemente Cesare Pavese, nella sua prosa spesso dai modi risoluti come gli abitanti e i luoghi che lo ispirarono… però qui il paese non lo vedo. Vedo un ricovero di attrezzi – verosilmente abbandonato perchè non scorgo tracce di calpestìo dal lato visibile -, una semplice costruzione di servizio alle attività agricole esercitate sull’area circostante. Una casupola senza comignolo probabilmente non significa stanzialità, solo uso temporaneo. Il Paese non c’è e non posso ritrovarlo. La fotografia: gradevole la pioggia di luce aiutata dalla condizione del cielo.
    Domenico Brizio

  6. Daniela Sidari scrive:

    Ciao Andrea,
    qui tu presenti una foto singola ed è di questa che dobbiamo occuparci. Questa rubrica si chiama infatti Singolarmente fotografia e, nel caso specifico non ha senso estrapolare una foto da un portfolio in quanto si snaturerebbe la funzione di narrazione che essa avrebbe come “parola” all’interno dell’intera “frase” fotografica.
    Il tema che ci proponi è, amio avviso l’antico abitare un luogo, il rudere come appropriazione di un campo, di un territorio. Buona la luce. Personalmente avrei tagliato la foto in formato quadrato eliminando l’albero alla destra.
    Daniela Sidari

  7. Paola Canali scrive:

    Ciao Andrea,
    hai ragione è difficile scrivere con la luce ed altrettanto difficile cogliere i significati, le sfumature, le emozioni gli intenti.
    Da tempo cercavo un posto dove poter leggere e parlare di fotografia, sbagliare e capire.
    Vedere è assai più complesso di quanto avessi immaginato ma è come aprire d’improvviso una finestrella in una soffitta abbandonata …. tutto irresistibilmente da scoprire.

    Foto di paesaggio e sino qui è facile … ma cosa sto guardando??
    Luce e colori mi suggeriscono stagioni che si accavallano, vita che scorre, al centro di tutto, incrollabile ma non immune al passare del tempo, la piccola costruzione, testimone silenziosa di passaggi umani. Sta lì, come un vecchio di tanta storia ed esperienza a raccontare le sue filastrocche al vento.

    Paola Canali

  8. Andrea Grillo scrive:

    Ringrazio tutti per i commenti espressi.Un particolare ringraziamento lo rivolgo ad Antonino Tutolo e a Paola Canali che, secondo me, hanno trovato la chiave giusta per leggere la mia fotografia.Mi è gradita inoltre l’occasione per augurare a tutti sinceri auguri per le prossime festività, grazie!
    Andrea Grillo

Leave a Reply