Colavita Elena – Istanbul

E’ da poco tempo che mi sono appassionata alla fotografia.
Ammirando Istanbul dalla stanza dell’ albergo, un vista meravigliosa ed indescrivibile che sembrava essere appena stata dipinta, ho pensato d’immortalare l’immagine con la macchina fotografica.

75 Elena Colavita Istanbul

Popularity: 1% [?]

Comments (10)

 

  1. Enrico Maddalena scrive:

    La fotografia può essere utilizzata in molti modi:

    Foto documentaria – per fissare semplicemente una certa realtà.

    Foto narrativa – per raccontare una certa realtà dal punto di vista dell’autore.

    foto tematica – per esprimere un significato che va oltre il soggetto fotografato.

    Se immaginiamo la fotografia come la risultante di due componenti (la realtà fotografata ed il fotografo), nel primo caso la componente “fotografo” è minima e prevale di gran lunga la “realtà”. La fotografia è quindi una impronta della realtà o poco più.

    Nel secondo caso, la componente “autore” si fa più forte e la realtà viene interpretata.

    Nel terzo caso, la componente “autore” è fortemente predominante e la “materia” che era davanti all’obiettivo è utilizzata al pari del marmo grezzo dallo scultore per esprimere il proprio pensiero.

    Qui siamo di fronte ad una pura e semplice foto documentaria, come fosse un appunto di viaggio.

    Elena ha puntato la macchina ed ha scattato, senza altro intento che non fosse quello di riprovare lei le sensazioni provate di fronte alla scena reale.
    Enrico Maddalena

  2. Domenico Brizio scrive:

    La fotografia di un panorama di Istanbul davanti a me è una Ripresa. Nel mio mondo fotografico dopo vi è una Fotografia e oltre ancora una Immagine. Ma la mia categorizzazione è strettamente personale: nella Ripresa (Ripresa-Fotografia) non prevede una sensibilità alla luce, nella Fotografia-Fotografia invece l’autore si immedesima con la luce, nell’Immagine-Fotografia trascende la luce stessa e ciò che la materia impone come significato reale. Nella Ripresa (ri-prendere) l’autore forse non osserva, prende un calco della realtà visuale davanti a lui e lo costringe nell’inquadratura, così è questa fotografia ripresa. Ma comprendo che per l’autrice della ripresa di Istanbul una interpretazione sia comunque intervenuta e comprendete come la mia categorizzazione sia solo una traccia personale senza propositi di universalità.
    Domenico Brizio

  3. Antonino Tutolo scrive:

    Questo blog consente il contatto tra grandi fotografi, esperti di fotografia e nuovi fotografi
    Chi inizia sa già che può fare molto di più, e proprio per questo si rivolge a chi è più esperto per migliorarsi.

    L’autrice cerca di comunicare la sua meraviglia davanti a questo paesaggio. Non dobbiamo prospettarle la complessità della teoria (che alla fine non produce risultati concreti), ma piuttosto invitarla a diventare più osservatrice, meno generica, più incisiva nel suo racconto.
    La fotografia è un mezzo di comunicazione. Un bravo fotografo cerca qualcosa di meno generico della semplice cartolina. Egli cerca di entrare nella realtà del luogo, in punta di piedi, per cogliere la vita di tutti i giorni, nei suoi aspetti più significativi ed originali, per contenuto ed estetica.
    Ma questo richiede studio, applicazione, tempo e sensibilità artistica. Quest’ultima può essere innata o almeno in parte acquisita.
    L’immagine di Elena Colavita è già significativa per l’inizio di un racconto: “Istambul”.
    Occorrerebbero altre immagini a testimoniare aspetti meno generici, meno da cartolina, di quella città: della sua esistenza quotidiana, della sua gente, della sua particolarità. Quando diventerà bravissima le sue immagini racconteranno non solo il luogo ma anche la sua capacità di osservazione e la sua sensibilità, che già l’ha spinta a meravigliarsi davanti a questo panorama.
    L’inizio è promettente.
    Antonino Tutolo

  4. Massimo Losacco scrive:

    Complimenti ad Enrico Maddalena per la chiarezza delle sue parole e per il concetto espresso.

    Concordo fortemente con quanto riportato, difatti siamo davanti ad una foto documentaria ma che non va oltre questo, così come chiaramente indicato dall’autrice, la quale rivela che la sua passione è giovane.
    Mi auguro che questa fiamma possa un giorno permetterle una visione più personale della fotografia e del mondo che ci circonda.
    Un grosso augurio nel fare sempre meglio.

    Massimo Losacco

  5. Elena Falchi scrive:

    Condivido anch’io i complimenti per le parole di Enrico, che pregia sempre i suoi interventi, anche “teoricamente”, in modo così comprensibile che è un piacere leggerlo.
    Abbiamo bisogno di chiarirci le idee circa la visione fotografica di qualsiasi autore che con la propria fotografia intenda comunicarci qualcosa. Enrico spiega benissimo i vari intenti dell’operare fotograficamente. Dovremmo approfittarne ed appuntarci i suoi scritti per imparare davvero a “vedere” l’immagine. Questo blog ci dà infinite possibilità di accrescere la nostra capacità di analizzare le immagini degli altri, ma il farlo tutti insieme, condividendo passo passo questo percorso, non potrà che migliorare anche il nostro personale modo di fare fotografia.
    Grazie Enrico per la tua “lezione” che, a mio parere naturalmente, vedo possibile il riferirla anche all’immagine di Lonardi Gianni, Time Square, anch’essa presente sul blog.
    Elena Falchi

  6. Maurizio Tieghi scrive:

    Quello che viene commentato al riguardo di questa fotografia, accostata ad un’altra in apparenza simile, può sembrare plausibile ma non è un dogma. Poniamo per caso che lo stesso scorcio della metropoli, come sicuramente sarà capitato, sia stato immortalato anche da uno dei tanti maestri della fotografia, i giudizi sulla identica vista, da quella medesima finestra, sarebbero stati così categorici? Dubito assai. Si sarebbero trovate mielose parole per esaltare la grandezza del maestro che sa cogliere l’essenza della fotografia anche in una situazione usuale.
    Maurizio Tieghi

  7. Alfredo Caridi scrive:

    Leggendo la nota che accompagna questa foto, posso capire lo spirito che ha portato l’autrice allo scatto.
    Una foto che pur restando nell’ambito documentaristico come ha gia ben evidenziato Enrico, mi pare un buon risultato.
    Sarebbe un’ottima immagine se accompagnata da altre che ne mostrano la vita nelle sue strade.
    E’ una foto che per chi non conosce Istambul ha una discreta attrattiva.

    Alfredo Caridi

  8. Istintivamente hai inserito nell’inquadratura poco cielo perchè chiaramente non era interessante, e già qui dimostri di avere del senso estetico innato.
    La tua visione è ” cartolinesca/impersonale” ma è del tutto normale per una persona che come te si è da poco avvicinata alla fotografia.
    Una visione più personale viene poi con la conoscenza della macchina fotografica reflex ( e nn delle compattine digitali faccio tutto io mi raccomando!!) di quello che si può fare già in fase di ripresa e dell’osservazione della scena, dei punti di interesse e di ciò che può dar fastidio, e poi con tanta pratica che x chi ama fotografare, è una gioia ad ogni scatto!!,
    che vista però dal tuo albergo….!!!
    Donatella Tandelli

  9. Domenico Brizio scrive:

    Prendo spunto dall’interessante commento di Maurizio Tieghi, e rispondo: se la stessa fotografia fosse stata concepita e diffusa da un ‘autore con aura’ i commentatori avrebbero probabilmente fornito un commento diverso; occorre per la verità sapere se un ‘autore con aura’ avrebbe ‘fatto’ la stessa fotografia… Però è vero: l’omologazione (e spesso la diminuzione del sè creativo) è l’entrata in un supposto santuario di accoglienza, dove ci si sente premiati e protetti perchè si fa la fotografia teorizzata dal manifesto di fondazione. Da una parte l’autore produrrà un’entità fotografica che sa già bene accetta, dall’altra il suo critico sarà tranquillo di non ‘scentrare’ il commento.
    La meraviglia di Elena quando ha spalancato la finestra rimarrà per lei, beh però adesso sono convinto che la luce l’ha stregata!
    Domenico Brizio

  10. Sig. Brizio non son d’accordo con la prima parte di quello che Lei dice.
    Se uno foto ha dei difetti ha dei difetti anche se l’ ha fatta Cartier Bresson…. almeno per quanto mi riguarda non mi lascio incantare dal nome…e per fortuna!
    Donatella Tandelli

Leave a Reply