LDPF 14 novembre-8 dicembre 2009

Il LuccaDigitalPhotoFest è uno degli appuntamenti espositivi più ricchi di tutto il panorama fotografico italiano: 70 le esposizioni offerte ai visitatori in piena varietà di generi, stili, cronologia e originalità di presentazione. Sarebbe lunghissima la descrizione di ognuna, non fosse altro che perché, comunque, le mostre di fotografia bisogna innanzitutto vederle, anziché raccontarle.

Una breve ricognizione quindi per valorizzare gli autori più conosciuti che hanno reso, insieme a tutti gli altri, l’evento meritevole di visita.

Richard Avedon. È stata una mostra sorprendente per tanti. Molte le consuete opere celebri esposte, ma travolgente è stato un suo lavoro a colori, “In memory of late Mr and Mrs Comfort”, con cui il fotografo americano, a metà degli anni ’90, volle rompere i rapporti con il mondo della moda. Lo fece con quest’opera che racchiude in sé tutti gli elementi di un mondo falso ed illusorio, suggerendo una provocatoria riflessione sulla vacuità della moda quando prettamente legata all’eterea bellezza ideale ma effimera, poiché inevitabilmente decadente.

Ernesto Bazan, a Lucca durante il periodo espositivo anche con un suo Workshop sull’editing fotografico, ha presentato “BazanCuba”. Grande soddisfazione per chi già conosceva le immagini attraverso il libro omonimo, come pure per chi per la prima volta scopre attraverso di esse una Cuba diversa dal solito, senz’altro quella più vera, poiché personale vissuto del fotografo per molti anni.

Non una Cuba solitamente a colori, ma in un bianco e nero carico e profondo, per metterne in luce l’anima.

Quando nominiamo Gianni Berengo Gardin sappiamo di parlare di un grande Autore italiano che continua a produrre fotografia con l’entusiasmo di un ragazzino. In mostra un suo omaggio alla città di L’Aquila: un documento della sua precedente monumentalità, oggi distrutta dal terremoto del 6 aprile 2009.

Alex Majoli, uno dei fotografi italiani contemporanei più affermati internazionalmente, ha esposto immagini testimonianza del suo operato in varie zone del mondo. Il titolo “Cronache da fonti autorevoli”, intende valorizzare il senso della testimonianza fotografica, specie quando condotta da autori di prestigiosa serietà come i fotografi Magnum, di cui Majoli fa parte.

Man Ray, un autore storico di cui è sempre emozionante vedere le opere. In mostra “The fifty faces of Juliet”, operazione fotografica prodotta dal 1941 al 1955, che indaga con infinite sfaccettature la moglie Juliet attraverso mirabili cinquanta ritratti. Le stampe in diversi formati, originali, sono realizzate con varie tecniche e stili; alcune colorate a mano.

Un appuntamento consueto, all’interno dell’offerta lucchese, è l’esposizione (unica tappa italiana insieme a Milano e Roma) del WPP, Word Press Photo. Le immagini in mostra, erano supportate dalla visione integrale, sui monitor presenti, dei lavori presentati dai singoli autori selezionati.

Non è davvero possibile riferire di tutti gli autori in mostra, anche giovanissimi, di cui è possibile prendere atto sul sito del LDPF. Mi limito, qui, a nominare Claudia Romiti, vincitrice con l’opera “Ri-Africa” del LuccaDigitalPhotoContest, il concorso fotografico correlato in cui hanno trovato affermazione, tra gli altri, alcuni fotografi iscritti alla nostra federazione: fra i premiati oltre a Claudia Romiti, Stefano Parrini e Daniela Bazzani. Un bel risultato che vede la valorizzazione dei suddetti Autori nel mondo dei professionisti.

Numerose le letture portfolio insieme a piccoli seminari e workshop, anche tecnici, dedicati, così come la serie di incontri che si è perpetrata per tutto il periodo.

Ma l’ospite internazionale dell’edizione 2009 del LDPF è stato il grande fotografo Eikoh Hosoe. Affascinante la sua mostra: davvero una full immersion in oriente, sia per la peculiarità delle immagini che per la coreografica esposizione. Curata dalla critica italiana Giuliana Scimè, “Estasi e memorie” Nuovi Scrolls, antologica 1960-2005, vede esposte opere che ripercorrono la produzione del grande autore giapponese. Raffinatissima e di grande valore documentativo la serie dedicata al kimono: non solo abito, ma anche un simbolo preciso di identità.

Eikoh Hosoe è stato l’ospite principale della serata al Teatro del Giglio. L’indispensabile traduzione della Scimè, non ha mancato di far percepire ai presenti l’evidentissima simpatia dell’autore. Durante la stessa serata, Elena Ceratti ha intervistato Ernesto Bazan. Purtroppo solo in collegamento skipe perché dall’altra parte del mondo, Alex Majoli, è stato brevemente salutato da Ferdinando Scianna, appositamente intervenuto per intervistarlo e a sua volta premiato per una vita dedicata alla Fotografia.

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