Tambara Marco – E’ quasi fatta

Salita in cordata per i canali nevosi del Monte Terminillo. Provincia di Rieti – Lazio.

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Comments (6)

 

  1. Domenico Brizio scrive:

    Se il mio compagno di cordata mi avesse assicurato con questo stile avrei forse cambiato compagno la volta successiva! Il fotografo non può sapere o… sa di aver composto la scena. Se il ‘secondo’ avesse avuto un tentennamento sarebbero finiti entrambi nel precipizio: il ‘primo’ sembra tenere per le mani un palloncino di elio e non la vita di un persona umana. Quando la scena è così preparata non riesco neanche a vedere se c’è fotografia. Non riesco a commentare l’incredibile.
    Domenico Brizio

  2. si…non da precisamente l’idea della tensione fisica ed emotiva che credo ci sia in quei momenti.
    La scena è osservata un pò da lontano, con distacco
    Donatella Tondelli

  3. Antonino Tutolo scrive:

    E’ una bellissima immagine. Mi pacerebbe vederla su carta patinata, in grande formato, anche con la grana che pare un po’ evidente.

    Splendide la luminosità conferita dagli “straccetti” bianchi nel cielo. Sapiente le tonalità di grigio del controluce. Sapiente la macchia grigia della neve, in basso a destra, e l’inquadratura delle cime bianche, appena accennate, che donano profondità.
    “E’ quasi fatta”: la salita non è più impegnativa.
    La guida in alto può allentare la sua attenzione dall’aspetto tecnico e lasciarsi irretire dalla meraviglia che lo circonda.
    All’altro scalatore mancano solo pochi passi per la meta. Sembra quasi di percepire la fatica dal suo passo stanco.
    Complimenti.
    Antonino Tutolo

  4. Marco Tambara scrive:

    Caro Domenico.
    Comprendo il tuo disappunto nel vedere questa immagine, che a questo punto necessita di due righe di spiegazione. La foto e stata scattata all’uscita dei canali nevosi del M. Terminillo, “palestra” molto nota e frequentata dagli alpinisti laziali. Il titolo “E’ quasi fatta” non è stato scelto a caso poichè i due amici ripresi sono oramai giunti in vetta e stanno per sciogliersi (forse avrei dovuto togliere quel quasi…) ed il primo sta recuperando solo il lasco della corda. Probabilmente la prospettiva della foto accentua la pendenza. Bene hai fatto però a porre l’attenzione sulla sicurezza che deve sempre essere altissima in montagna e mai sottovalutata.
    Marco Tambara

  5. Domenico Brizio scrive:

    Caro Marco,
    chi ti scrive ama la Montagna come la Fotografia.
    La Fotografia non ha fatto vittime accanto a lui, la Montagna si. In tre diverse situazioni se ne sono andati amici… perà la colpa non è mai stata della Montagna, ma degli uomini… sempre anche nella fatalità. Qui ha prevalso a pelle in me la Montagna e la sua frequentazione, che, anche se ho dovuto ricredermi, non è per tutti. Con la Fotografia si può comunicare l’ambiente delle terre alte in modo superlativo e tutto l’ambiente montano è molto strumentale alla Fotografia, alle sue leggi estetiche. Ma dobbiamo sapere che anche la corretta comunicazione del pericolo avrà la sua parte: non mi basta l’arte, vorrei anche che fosse sostenuta dal vero. Chiedo forse troppo? Non è mai facile fotografare in condizioni alpine ma possiamo essere giusti… lo spettacolo è la Montagna. In una condizione di utilizzo in sicurezza la piccozza (?) accanto ‘primo’ avrebbe un moschettone agganciato ed un nodo barcaiolo sarebbe in funzione, se lo si usa ancora… I grandi incidenti avvengono proprio in queste fasi di rallentamento della tensione, lo sai da accorto frequentatore delle vette. Trovo nella scena un’enfasi ingiustificata. Questo non significa che non apprezzo la tua fotografia: composizione, visione della disposizione delle luci, senso dell’equilibrio, misura dello spazio d’azione rispetto allo sfondo… sono tutti pregi li a significare la tua bravura, e in montagna la bravura dell’artista è tale, credimi.
    Viva cordialità. Domenico Brizio

  6. Luca Tedeschini scrive:

    Bellissimo questo scambio di opinioni fra esperti di montagna (Brizio) ed esperti di fotografia (Tutolo). Uno scambio che pone l’accento sulla necessità di avere il corretto “traduttore/vocabolario” per poter leggere una foto e vederla sia per quello che l’autore voleva far vedere, sia per quello che il lettore vuole vedere. L’esperienza di Brizio lo porta a leggere dettagli assenti,ma essenziali per l’alpinismo e ad allontanarsi da quanto effettivamente illustrato nello scatto. L’esperienza di Tutolo lo porta a leggere la fotografia per quello che è, anche in funzione del titolo scelto non a caso dall’autore. Trovo decisamente istruttivo questo scambio: trovo che anche in presenza del giusto “traduttore/vocabolario” occorra sempre mettersi dalla parte dell’autore.
    Bell’immagine in ongi caso, anche se eliminerei un po’ di massa nevosa in primo piano e quella cima bianca che spunta nel fondovalle scuro per centrare e concentrare ancora di più l’attenzione sui due alpinisti.
    Luca Tedeschini

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