Arana Alfonso – Albero Solitario

Un omaggio alla Polaroid.

76 Alfonso Arana Albero solitario

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Comments (13)

 

  1. Enrico Maddalena scrive:

    La differenza fra immagine iconica (il disegno, la pittura) ed immagine tecnica (la fotografia) è che nella prima ogni segno è tracciato da una mano che guida un pennello o una matita mentre, nella seconda, è la luce a tracciarla e la mano si limita alle regolazioni della macchina.
    Talbot diceva, dei suoi calotipi, che erano “disegni” tracciati dalla luce senza l’intervento della mano dell’artista.
    Nell’immagine di Alfonso, la pressione delle dita sull’emulsione è un elemento determinante della “forma” dell’immagine. Ci troviamo in quella terra di confine fra fotografia e pittura…
    Enrico Maddalena

  2. ok…di polaroid non ne capisco più di tanto….x cui dirò solo delle impressioni senza addentrarmi nel tecnico.
    Fa molto monet, ci manca un campo di papaveri e una donnina con l’ombrellino ed è lui.
    Ha una certa atmosfera romantica di fine 800, sembra quasi di poter scrogere in lontananza un calesse avvicinarsi…
    Donatella Tandelli

  3. Domenico Brizio scrive:

    Nel suo complesso una curiosità, nel suo aspetto una ibridazione: come un bardotto od un mulo senza progenie.

    @Enrico Maddalena: immagine iconica/immagine tecnica: se fotografo una fonte di luce, supponiamo intensa e puntuale in un luogo buio, con un tempo lungo e muovo la macchina fotografica a catturare quella luce ottengo una ‘mia’ traccia: è un’operazione fotografica che mi restituisce una immagine iconica o una immagine tecnica?
    Domenico Brizio

  4. Enrico Maddalena scrive:

    Per Domenico:
    è una immagine iconica perchè la traccia è stata prodotta da un movimento volontario e coordinato della mano. Per essere più chiaro, lasciando fissa la luce e muovendo la macchina, compi un gesto analogo a quello di muovere un cartoncino da disegno su di una matita ferma perchè fissata ad un supporto. Stai disegnando. Ancora, è concettualmente la stessa cosa del fissare la macchina sul cavalletto, aprire l’otturatore e metterti a muovere la fonte luminosa davanti all’obiettivo: è come se stessi usando una matita.
    E’ come quando si producono immagini in camera oscura passando con il pennello imbevuto di sviluppo su di un cartoncino fotografico. Anche se vengono utilizzati supporti e reattivi propri della fotografia, si tratta di disegno e non di fotografia.
    Enrico Maddalena

  5. Domenico Brizio scrive:

    @ Enrico
    Ma il panning…. ci provo, allora:
    a) è immagine iconica se il fondo ‘striscia’ ed il soggetto pure (fotografo poco incline e pronto)
    b) è immagine tecnica ed iconica contemporaneamente se il soggetto è nitido e lo sfondo ‘striscia’ (fotografo superbamente stabile di mano)
    c) è immagine tecnica se il soggetto è fermo e lo sfondo è fermo ed entrambi si muovono solidali con il fotografo (ma siamo all’estremizzazione).
    E plausibile?
    Domenico Brizio

  6. Antonino Tutolo scrive:

    Se con un diaframma aperto sfoco completamente lo sfondo (che per l’occhio sarebbe a fuoco) ottengo uno sfondo tecnico o iconico?
    Se la sensibilità della pellicola, il flash, il rivelatore, ecc. alterano i colori, ottengo un’immagine tecnica o iconica?
    Se il grandangolo muta la prospettiva (ingrandisce il primo piano centrale e rimpicciolisce i lati dell’immagine e deforma le line cadenti) se il tele appiattisce i piani (facendo risultare la luna più grande rispetto agli altri elementi dell’immagine), ottengo un’immagine iconica o tecnica?
    Se col B/N e con la fine art cambio il valore ed il rapporto tra i soggetti, intendo quello instaurato dai colori, fino a rapprensentare qualcosa che non era nel soggetto (eliminando o cambiando i colori o il rapporto degli annerimenti dei vari soggetti dellì’immagine) ottengo una immagine iconica o tecnica?
    Credo sarebbe il caso, per prima cosa, di indire un concilio di Nicea per stabilire se il B/N e la fine art sono iconici o tecnici; se sono fotografia oppure alterazione della realtà a tutti gli effetti, a livello quasi della pittura e del disegno.
    Antonino Tutolo

  7. Loris Sartini scrive:

    Io credo che si stia correndo il rischio di generare soltanto confusione, non credo che un pubblico spazio virtuale rappresenti un luogo indeale nel quale disquisizioni di questo genere possano trovare terreno fertile alla crescita.
    Terrei buona la prima analisi del sig. Maddalena che mi sembra la più equilibrata.
    Loris Sartini

  8. Maurizio Tieghi scrive:

    Le poche volte che ho acquistato delle pellicole polaroid mi sono recato presso un negozio di fotografia, poi quando hanno aperto i supermercati le ho cercato invano presso il banco dei surgelati; recatomi alla postazione delle informazioni mi hanno indicato che le avrei trovate nel settore riguardanti i prodotti fotografici. Ritengo tuttora quella commessa una grande esperta delle cose fotografiche. Zia Pina conserva ancora nell’album fotografico di famiglia alcune di quelle polaroid, da me manipolate, devo dirle di spostarle tra gli album da disegno delle cugina Ale?

    Maurizio Tieghi

  9. Enrico Maddalena scrive:

    Maurizio,
    io non farei del sarcasmo e lascerei da parte zie e cugine.
    La distinzione fra immagine tecnica ed immagine iconica è del grande Nazareno Taddei ed è molto chiara.
    Molte manipolazioni spostano la fotografia in un terreno di confine con la pittura ed il disegno.
    Le regolazioni che precedono lo scatto, vanno ad influire su pdf, prospettiva, mosso ecc. e sono fattori tecnici: la mano si limita ad impostare dei meccanismi; di conseguenza si tratta sempre di immagine tecnica.

    Enrico Maddalena

  10. Luca Tedeschini scrive:

    La mano non si limita ad impostare dei meccanismi, ma può muoversi insieme al corpo per sfruttare la tecnicità dell’attrezzo fotografico a fini pittorici. Tanto di cappello a Nazareno Taddei, ma altrettanto tanto di cappello anche a Gerhard Ritcher i cui quadri sembrano foto, e le cui foto sembrano quadr: http://www.gerhard-richter.com/art/paintings/photo_paintings/detail.php?7668 è foto o pittura? E’ immagine iconica o tecnica? condivido quanto scritto che qui “Ci troviamo in quella terra di confine fra fotografia e pittura…”, ma mi viene difficile usare la definizione di Taddei per spostarmi con sicurezza nell’uno o nell’altro mondo. ance io sono dell’idea che zie e cugine dovrebbero essere lasciate da parte.
    Luca Tedeschini

  11. Enrico Maddalena scrive:

    In effetti Luca, ogni manichea separazione in categorie nette è sbagliata ed anche il Taddei ne era consapevole.

    Come il passaggio dal giorno alla notte non è netto ma inframmezzato dal crepuscolo e dall’alba, esistono delle “zone” dove fotografia e pittura si fondono in diversa misura.
    Come certe ricerche di “contaminazione” non sono da condannare (ed io non le condanno), sono utili ed interessanti le ricerche sulla peculiarità dei diversi mezzi. Per la Fotografia è una vecchia storia che risale ai tempi del pittorialismo e della Fotografia “diretta”.
    Buon Natale
    Enrico Maddalena

  12. Silvano Bicocchi scrive:

    Scusate se intervengo tardivamente nella discussione, ma ero impegnato su altri fronti. Ritengo l’argomento importante e dato che anch’io l’ho trattato su un recente articolo su FOTOIT di Novembre nella presentazione dell’autore Andrea Budai, desidero dare il mio contributo.
    Nell’ampia discussione che avete condotto può essere utile chiarire bene il concetto di immagine:

    “un’immagine è una rappresentazione concreta di un oggetto che intrattiene con esso un tale legame da poterne consentire, in assenza dell’oggetto stesso, il riconoscimento e l’identificazione tramite il pensiero.”
    In tal senso l’immagine si distingue nettamente dalle cose reali in se stesse.

    L’immagine tecnica appartiene al mondo delle immagini, quindi il confronto va spostato sul piano delle diverse immagini tecniche, tra le quali c’è la fotografia che non è l’unica immagine tecnica. Dalla fotografia può essere ottenuta la fotografia iconica (Philippe Dubois), ecco è su questo piano che si devono confrontare le diverse nature delle immagini fotografiche.
    Io ho approfondito, con parole semplici, questo complesso argomento, oltre che nell’articolo prima detto, negli ultimi tempi in tre puntate sul Bolg delle Marche http://blog.libero.it/giornatamarche/ , data la relativa complessità invito chi è interessato a leggerlo ed eventualmente a discuterlo.
    Silvano Bicocchi

  13. Antonino Tutolo scrive:

    Ho letto tutta la trattazione di Silvano Bicocchi sul blog delle Marche, che considero esemplare soprattutto per l’ampia ed aperta visione dei vari argomenti trattati.
    Colgo alcuni aspetti personalmente molto significativi:

    “Al fotografo non è facile prevedere il significato di una foto appena scattata. Egli spera d’aver dato un certo senso all’immagine con la scelta del cosa, ma poi ha bisogno di riflettere guardando il risultato dello scatto e chiudere il processo creativo, avviato con l’idea, definendo completamente il come”

    La camera “oscura” o “chiara” considerate dignitosamente “al fine di portare, attraverso il significante, alla massima resa l’espressione del significato desiderato”.

    Nel linguaggio fotografico “figurato … il fotografo pensa all’icona come lo può fare il pittore. Ma questa è ancora fotografia? Sì, è fotografia di natura iconica! L’importante è attribuirle un diverso grado informativo rispetto a quella documentaria”.

    E’ una visione moderna ed illuminata.
    Complimenti.
    Antonino Tutolo

    “Essere riusciti a scoprire il significato di una fotografia che ci attirava ma non ci parlava, è indice di un nostro mutamento culturale raggiunto che ci avvicina alla cultura del suo autore!”

    Esemplare.

    “Il segno fotografico è un messaggio che sfida il tempo e le culture, esso ha una vita propria, la sua potenza sta nella poliedricità semantica e la sua vitalità nel significato soggettivo dei segni naturali! ”

    Finalmente una visione storica e artistica aperta.
    Complimenti

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