Panfili Graziano – ALIENazione

Quante volte abbiamo desiderato cambiare vita, lavoro, città… La sensazione di vivere secondo coordinate tracciate da circostanze non sempre modificabili, in un modo che – pur nella sua apparente familiarità – diventa improvvisamente estraneo, alieno e dove lo spazio per coltivare i sogni è custodito nella prosa della quotidianità, diventa in questi scatti poesia del sogno possibile.
Nell’angolo di mondo che è stato assegnato ad ogni individuo, è possibile ancora salire a bordo di un razzo immaginario e, con sembianze quasi inumane, andare incontro al sogno personale.
Questo lavoro è stato concepito come una ricerca sulle aspirazioni delle persone comuni che vivono una vita diversa da quella che hanno sempre sognato.
Il portfolio è composto da 25 ritratti con intervista

108 Graziano Panfili ALIENazione_

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Comments (10)

 

  1. è il problema di tutti questo ma bisogna sapersi accontenare ed apprezzare le cose fondamentali che si hanno, salute in primis…senza far troppi voli pindarici.
    é interessante l’ambientazione nel cinema come si assistesse al film della propria vita da comparse ma è inutile filosofeggiarci su, bisogna vivere e basta .
    Rappresenti cmq bene l’insoddisfazione della generazione nuovo millennio.
    Donatella Tandelli

  2. Domenico Brizio scrive:

    Quando frequentavo il liceo e non mi piaceva il latino (ora lo apprezzo) inventai una frase che ricordo era pressappoco (e non so quanto corretta): “Primum vivere, deinde philosophari”. Mi associo a Donatella anche perchè questa fotografia (???) che ho davanti mi mette ancora più angoscia di quanta già le oneste riflessioni mi portano (e a me la fotografia in genere piace schietta, de gustibus…). Però se davanti avessi un bel cielo, un filo d’erba, un fiore, un albero… e capissi la loro Grandezza, beh credo guarirei più in fretta qualora fossi consapevole della mia alienazione. Ma è questione di gusti o semplicemente di… anima. E si sa non si può dare anima a chi non apre il proprio cuore.
    Una considerazione: la felicità probabilmente non si trova a cavallo di una razzo… e scrisse lo scrittore: non è il mondo che deve cambiare ma gli occhi con cui lo guardi. Coraggio: con la Fotografia si può, con la grafica meno.

    Vero. La frase ‘Primum vivere, deinde philosophari’ è di Aristotele, ed era li pronta per una giusta smentita… la mia frase liceale inventata, ho controllato, era molto meno intensa e diceva: ‘Homines vivunt, non vegetant’… al tempo le avevo parodiate entrambe… e ora confuse bellamente! E il sospetto che fossi troppo a pelle sulla cosa mi era venuto con quel ‘e non so quanto corretta’… Ma mentre per la comunicazione scritta la scoperta della cosa non corretta è ‘facile’, perchè un linguaggio comune ce l’abbiamo, nella comunicazione per immagine non sempre questo avviene. Mi piacerebbe che così fosse.

    Domenico Brizio

  3. Maurizio Tieghi scrive:

    Ritengo questa fotografia strepitosa: ottimamente pianificata, stupendamente realizzata, di grande impatto visivo e contenente un chiaro messaggio esistenziale. Complimenti all’autore.

    Maurizio Tieghi

  4. Carla Pellegrini scrive:

    E’ un’immagine molto interessante, l’isolamento è decisamente percepibile, la luce irreale che illumina il volto del soggetto sottolinea una condizione di estranientà tangibile.
    L’atmosfera mi sembra eccessivamente rarefatta, forse a causa del massiccio intervento di post-produzione.
    Mi piacerebbe vedere il lavoro nel suo insieme.
    Carla Pellegrini

  5. Luca Tedeschini scrive:

    Una immagine di effetto e molto interessante. cromaticamente decisa, e con il soggetto in una luce fortemente contrastata rispetto allo sfondo: impossibile sfuggire a quello sguardo. impossibile non vederlo attonito, perso.. alienato. un uomo che siede in un cinema completamente vuoto, di dimensioni infinite (o quasi: le due serie di sedie ai lati sullo sfondo non le avrei messe, privilengiando, così, la fuga verso lo sfondo), e che ulteriormente si isola con un casco da missione nello spazio. una immagine da leggere con attenzione, perchè con tanta altrettanta attenzione è stata realizzata. cinema=film; sguardo fisso=alienazione. il doppio isolamento sottolinea il distacco con cui quest’uomo vuole porsi nei confronti di questa vita.. forse fin troppo moderna per i suoi gusti.
    [trovo troppo lunga la spiegazione dell'autore.. troppo vincolante.. forse secondo lui necessaria per raccontare il resto del portfolio..]
    Luca Tedeschini

  6. Giuliano Andrea Ravasio scrive:

    Si lavoro interessante, come dice Carla Pellegrini, ma più interessante sarebbe vedere il lavoro nel suo insieme, interviste comprese.
    G.A.Ravasio

  7. Antonino Tutolo scrive:

    La filosofia, quando la cacci dalla porta, rientra dalla finestra; sotto forma di religione, di modo di concepire la propria esistenza ed anche la propria fotografia.

    Il più grande pregio dell’uomo è il pensiero. Ma è anche il suo più grande difetto.
    Pensare non è un fatto concreto: è osservare, concepire aspetti e mondi diversi, essere consapevoli della complessità dei problemi, prima di decidere. Pensare è filosofare.
    Molti preferiscono non pensare. Essi definiscono ogni aspetto che li circonda in base a categorie fisse, molto limitate nel numero e nella capienza; ed esaminano solo il dare e l’avere in una semplicistica partita doppia.

    In questo modo essi cadono nel pressapochismo, nel superficiale, nell’omologazione del semplice e del facile.

    Invece l’uomo pensante cerca di tener conto di tutto. Ma quando egli non riesce a padroneggiare la propria esistenza e le proprie aspirazioni, finisce nell’alienazione.
    La mente dell’uomo funziona in modo assai diverso da un computer: non basta mettere in essa dei dati ed un programma che li elabori.
    Non esiste un computer capace di elabore tantissimi dati, filtrandoli, nello stesso tempo, alla luce del proprio essere.
    L’uomo è un “animale sociale”, ma quando non trova sfogo alla propria personalità, alle proprie necessità interiori ed esteriori, reagisce in modo apparentemente irrazionale, talvolta feroce. Isolandosi o reagendo come un animale ferito.
    Questa immagine mostra l’isolamento totale. Il soggetto è in tuta, tra una miriade di poltrone vuote.
    Oltre a temere la presenze dei suoi simili, teme anche un ipotetico, ed a questo punto inverosimile, contagio. La società, la vita di tutti i giorni, talvolta sono tanto complesse e crudeli che l’uomo non riesce ad identificarsi in esse.
    Antonino Tutolo

  8. Massimo Losacco scrive:

    i miei più vivi complimenti per l’eccellente lavoro.
    L’immagine denota una ricerca a monte che si concretizza in uno scatto davvero ben riuscito.
    Il senso dell’isolamento, dell’alienazione appare in tutta la sua forza ed è rappresentato con molta originalità.
    Massimo Losacco

  9. Silvano Bicocchi scrive:

    L’alienazione è uno dei grandi temi del ‘900 che oltre a conformare, col senso di disagio, la vita interiore dell’uomo moderno, ha impegnato filosofi, psicologi, registi, artisti, ecc… , è quindi un argomento molto importante.
    Il punto di vista dell’autore esprime quell’alienazione dell’uomo contemporaneo che trova la causa, del proprio disagio esistenziale, nel fare un mestiere diverso da quello che vorrebbe.

    Ma aldilà del pensiero espresso dall’autore, che ci può trovare concordi o meno, ciò a cui la lettura di una fotografia deve tendere è comprendere la forza o il limite che un autore ha dimostrato nel rappresentare quanto si era prefisso all’inizio del proprio progetto.
    Innanzi tutto occorre considerare che quest’immagine, rappresentando una condizione interiore dell’uomo, ha l’arduo compito di raffigurare un soggetto invisibile.
    Riesce in questo con l’ideazione della tuta spaziale, la quale diventa il simbolo dell’alienazione; un segno di forte efficacia grazie ai suoi molteplice significati estetici, sociali, psicologici, mitici, ecc…. Inoltre la notevolissima creatività dell’autore con la scelta di una coerente ambientazione, adatta a quel determinato soggetto, ha dato il respiro narrativo all’immagine. La connotazione data dai particolari ambientali, in particolare le luci e i colori, riesce a rappresentare i significati profondi della storia espressa. E’ un esempio eccellente di fotografia concettuale dalle grandi qualità narrative ed estetiche.
    Silvano Bicocchi

  10. Grazie a tutti per i commenti bellissimi. Il lavoro ALIENation ha preso il 2° posto a Portfolio Italia 2009, lo potrete vedere su Fotoit prossimamente.
    Parte del lavoro è visibile qui:
    http://www.grazianopanfili.com/space.html
    Attualmente sono arrivato a circa 30 scatti, spero di trovare un editore per una pubblicazione.
    Grazie a tutti, Graziano Panfili.

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