Soldani Franco – Ballerini

Sera di festa, ballerini.

81 Franco Soldani Sera di festa, ballerini

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Comments (7)

 

  1. pur essendo un elab non proprio leggerina quell’occhio del ballerino che spunta furtivo è interessante
    cmq sia come elaborazione non la trovo molto riuscita, pittorica si ma crea confusione anche se in bn.
    ci devo pensare su
    Donatella Tandelli

  2. Giuliano Andrea Ravasio scrive:

    Mi trovo concorde con quanto espresso da Donatella Tandelli, le masse chiare ed informi confondono e distraggono la lettura rispetto al soggetto principale , i ballerini, .l’idea mi sembra buona, ma rimango peplesso sulla realizazione.
    Giuliano Andrea Ravasio.

  3. Luca Tedeschini scrive:

    Il puctum della foto è di sicuro quell’occhio furtivo, ma la parte dell’immagine più confusa, che di certo crea movimento e animazione, non riesce però ad aiutare quella che lo è di meno in quanto, secondo me, fin troppo caotica. anche il secondo viso (quello dietro la testa della ballerina) rappresenta un elemento di disturbo. trovo ottima l’idea di base, ma dovrebbe essere sviluppata in modo meno caotico e con più attenzione ad enucleare solo quanto risulta necessario descrivere.

  4. Domenico Brizio scrive:

    Se la tecnica non sposa l’idea entrambe sono deboli… e neanche decine di passaggi dopo lo scatto sono in grado di vestire una fotografia di bellezza.
    Domenico Brizio

  5. Antonino Tutolo scrive:

    Il vero “punctum”, costante di ogni discorso su ogni forum o blog, è sempre la demonizzazione del digitale. Se lo stesso effetto di mosso, di indecifrabile, di mal esposto, si ottiene in polaroid o in negativo analogico, assume ben altra dignità: in ogni caso quella della “realtà”, “dell’impronta”, della referenzialità.

    In questa immagine, oltre al mosso dei soggetti, c’é un contrasto elevato, forse dovuto alla elevata sensibilità impiegata o forse perché è stata recuperata una sottoesposizione in Jpeg, ed i toni chiari, ovviamente, risultano solarizzati.

    Si otteneva lo stesso risultato, spesso involontariamente, in analogico, con un rivelatore ad alto contrasto, o con una temperatura del bagno troppo alta, o usando una carta molto contrastata in fase di stampa, oppure, all’eccesso, con un passaggio intermedio su pellicola lith. La solarizzazione, invece, è stata inventata 150 anni fa dai daguerrotipisti; e da essi era molto usata.

    Ma fedifrago e imbroglione è il digitale.
    Questo dimostra che, quando un pregiudizio diventa consistente ed affermato, è difficile ripristinare la verità.
    Antonino Tutolo

  6. Loris Sartini scrive:

    In questo caso specifico non credo si possa assolutamente parlare di demonizzazione digitale.
    Quale che sia la tecnica usata per ottenere un risultato cio’ che conta è riuscire.
    Questa immagine, dal punto di vista tecnico, è carente.
    Lo sarebbe stata anche se fossa stato usato un supporto analogico.
    Diverso è l’analisi del idea che è stata proposta, magari già vista ma efficace per isolare alcuni soggetti da un contesto di certo caotico e probabilmente ricco di elementi di disturbo.
    Loris Sartini

  7. Domenico Brizio scrive:

    Non è il digitale o l’analogico o la calotipia o il dagherrotipo…: è proprio la fotografia ad essere debole al momento dello scatto. L’autore potrebbe raccontare i fatti di contesto che non conosciamo… posso pensare che ve ne siano.
    Domenico Brizio

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