Romano Maurizio – Superbia

La nostra superbia nei confronti della terra.

204 Maurizio Romano superbia

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Comments (6)

 

  1. Enrico Maddalena scrive:

    Uno still life molto semplice, con sfondo bianco uniforme e quindi senza contesto. Due gli elementi:
    un vaso con una dalia, ed un globo.

    I due elementi sono in relazione fra loro per due motivi:

    1 – la spina è posta in maniera tale che sembri inserita nel vaso.

    2 – il fiore si appoggia al globo.

    Il fiore ed i due boccioli hanno il gambo spezzato.
    Si tratta ovviamente di una metafora.

    Quale i significato?

    Quello che mi sembra il più logico, dopo l’analisi dei segni linguistici, è questo:

    “La terra succhia energia dalla natura, danneggiandola”.

    Il fiore però è vitale e non ha il minimo cenno di appassimento.

    Se i gambi non fossero spezzati, avrei letto così l’immagine (da vecchio docente di scienze :-)

    “La vita al nostro pianeta proviene dalle piante che attraverso la fotosintesi rendono disponibile l’energia che proviene dal Sole. Quindi siamo legati da un indispensabile cordone ombelicale alla natura”.

    Non capisco però il senso dell’appoggiarsi, quasi affettuoso, del fiore alla terra. Forse l’autore ha voluto dirci che la natura ci ama? Che si appoggia a noi e di noi ha bisogno? :-)
    Enrico Maddalena

  2. Domenico Brizio scrive:

    Però, se non è una svista il fiore (elemento delicato) tangente il mappamondo (elemento pianeta-madre) potrebbe essere letto come l’accostarsi di un figlio… (la logica)
    però ha principi di ali spezzate (boccioli) e allora più bisognoso…
    Però il pianeta madre succhia l’energia al figlio (perchè siamo tutti figli della Terra madre) e perdipiù, in quel punto innestato, all’apparato radicale con comportamento parassita…
    Però la superbia come eccessiva valutazione della proprià capacità o come peggior vizio capitale mi sa che non riesco a collocarla…
    Però non penso di essere il solo…
    Le fotografie allestite dovrebbero essere più facili da comprendere: a Natale sono buono con le altre Fotografie.
    Però ci ho provato, comprendetemi.
    Auguri a tutti di Buon Natale!
    Domenico Brizio

  3. Un’immagine che oscilla tra la stock agency da 1 euro a foto e l’installazione casareccia rimediata alla bell’e meglio.
    Nell’uno e nell’altro caso c’è la volontà di usare gli elementi per dire qualcosa, ma senza che il risultato sia risolto in maniera precisa e interessante.
    Fulvio Bortolozzo

  4. Marco Furio Perini scrive:

    Il fiore sembra appoggiarsi al globo in un atteggiamento quasi affettuoso, il globo sembra accettarlo di buon grado. Fin qui il discorso/messaggio “ecologico” sembrerebbe chiaro e limpido. Però c’è quella spina elettrica che qualcosa in più deve significare, e qui ammetto che la mia lettura già tentenna … In ogni caso è una immagine che trovo ben realizzata ed interessante, mi attrae.
    Buon Natale a tutti. Ciao
    Marco Furio Perini

  5. Antonino Tutolo scrive:

    Presunzione, arroganza, menefreghismo, concupiscenza (il possesso e lo sfruttamento sfrenato di ogni risorsa).
    L’uomo sfrutta (il filo con la spina), con pressapochismo (i rametti spezzati), ogni risorsa della terra (il globo) per i suoi scopi (il fiore “addomesticato” nel vaso), fino a rendere la terra solo un simulacro (la plastica del mappamondo) di se stessa.
    Antonino Tutolo

  6. Alfredo Caridi scrive:

    Ciò che a mio parere non si è tenuto conto, è che la terra viene rappresentata nella sua forma “politica”.
    Quindi, il mondo inteso non come pianeta, ma come civilta.
    Una civilta che trova esistenza solo per effetto della natura.
    La superbia dell’uomo, è grande , tanto grande da pensare di poter piegare o spezzare la natura per asservirla ai nostri bisogni.
    Il fiore (con il gampo spezzato) si appoggia solo ad una parte del mondo, per ricevere ancora quel sostegno che le dà la possibilità di fornirci ancora energia.

    Una immagine, che trova difficoltà di lettura proprio per l’estrema semplicità di costruzione.

    Complimenti per l’idea.

    Alfredo Caridi

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