Alle GRU, il fascino della FOTO ASTRONOMICA

Dal notiziario del Gruppo Fotografico Le GRU Valverde (CT) del dicembre 2009. Testo di Grazia Musumeci

Nell’ambito delle serate del venerdì, l’8 ottobre 2009 la nostra sede ha ospitato Giovanni Benintende con la proiezione dal titolo “Fotografia astronomica di nebulose e galassie”. Alla fine della proiezione è scaturito un interessante dibattito sulla fotografia astronomica a 360° che ha coinvolto tutti i presenti.

Inizialmente qualcuno, come me, avrà pensato che una serata dedicata alle fotografie astronomiche poteva essere tutto (noiosa, statica, ripetitiva…) tranne che interessante. Ma quel “qualcuno” certamente non aveva fatto i conti con il signor Giovanni Benintende.

Benintende Giovanni - Galassia di Andromeda

Dinamicissimo classe 1960, ennese di Leonforte ma ormai catanese d’adozione, questo signore si presenta alla platea con fare semplice … nel senso migliore in assoluto del termine … simpatico e sicuro. Dal suo cilindro magico, che questa sera ha la forma di un videoproiettore, comincia a tirar fuori strane immagini e a parlare di strani aggeggi che sembrano presi in prestito da un U.F.O. di passaggio.

La “camera CCD raffreddata”, il telescopio che ruota, l’autoguida… ce ne sarebbe già abbastanza per spaventarsi e scappare. Ma invece ci si accorge che il discorso fila, intriga, ipnotizza.

Perché il signor Benintende riesce a sintetizzare meravigliosamente qualcosa di immensamente complicato come l’astronomia. Non si perde in lunghe chiacchiere tecniche e contorte, ma anzi, è abilissimo ad esporre qualsiasi concetto con poche parole, ottimamente scelte e per nulla incomprensibili. E così, insieme alle sue spiegazioni, scorrono sullo schermo immagini da sogno di quella che qualche socia ha definito: “arte contemporanea naturale”.

Ci sono i vortici luminosi delle galassie, le esplosioni rosso sangue della nebulosa di Orione, gli aloni delle stelle dello Scorpione, del Leone, la lenta agonia di una stella che somiglia a una bolla di luce… E poi i brevi filmati, incredibili opere d’arte del cielo che si muove e che cambia colori e luci. E se si pensa che dietro quei pochi minuti di movimento ci sono notti intere di posa, naso all’insù, al freddo dei Nebrodi… o se si ammirano quelle foto dell’universo più segreto pensando che per ognuna ci sono volute otto ore di esposizione e quindici giorni di lavoro al computer… allora, quel “qualcuno” che all’inizio credeva di andare ad assistere ad una serata noiosa si converte e riconosce che è stata una serata strabiliante, invece. E che sarebbe disposto a seguire mostre di fotografia astronomica in qualsiasi momento e ovunque!

Benintende Giovanni - Pleiadi

Ma in attesa di futuri incontri, che certamente ci saranno, si può solo ripensare allo spettacolo del cielo appena ammirato…o ammirare il dono che Giovanni Benintende ha lasciato alla Fototeteca del Le Gru (una luminosa veduta delle Pleiadi)… o ancora andare a rubare qualche altro attimo di sogno sul sito  http://www.astrogb.com

Grazia Musumeci

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Comments (3)

 

  1. E’ quel qualcosa di così umanamente poetico ed inafferrabile che ci tiene sospesi la notte col naso all’insù.
    Donatella Tandelli

  2. Antonino Tutolo scrive:

    Il naso all’insù, alla ricerca di un puntino che sulla pellicola risulterà poco più di una macchia, il rapido controllo della strumentazione complessa e sofisticata, derivante dall’esperienza, le notti insonni, l’amore per la conoscenza, il desiderio di valicare l’invalicabile, l’invisibile, il non concepipile; alla ricerca della propria storia ancestrale.
    Solo chi ha l’amore e l’entusiasmo della conoscenza non è scoraggiato dalla difficoltà della tecnica, dal freddo della notte.
    Chi ha tale entusiasmo certamente riesce a comunicarlo agli altri, coinvolgendo, stimolando.
    Queste persone hanno l’arte della conoscenza nel cuore: sono da ammirare.
    Complimenti.
    Antonino Tutolo

  3. Grazia Musumeci scrive:

    Grazie della citazione!
    Ho scritto quell’articolo seguendo le emozioni del momento, proprio come mi uscivano dal cuore.
    Sono felice che sia piaciuto.
    Grazie Musumeci

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