Pessah Michele – Architetture

Particolare delle funi di sostegno del ponte di Calatrava.

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Comments (6)

 

  1. Antonino Tutolo scrive:

    In questo caso i cavi che sostengono il ponte perdono il loro significato e la loro funzione originari, assumendo un nuovo significato “figurato”.
    http://blog.libero.it/giornatamarche/5531902.html
    Personalmente avrei corretto la deformazione prospettica derivante al punto di vista basso, cercando la verticalità dei fili verticali.
    Avrei fotografato in una giornata con cielo azzurro, accentuando la saturazione con un polarizzatore anche molto chiuso.
    La geometria sarebbe molto valorizzata dai colori decisi (azzurro saturo). Invece il grigiore svilisce.
    Antonino Tutolo

  2. Domenico Brizio scrive:

    Vedo geometria e rigore compositivo, ombre che si posano a tratti sui cavi – generate dalla presenza degli stessi cavi -, vedo una intersezione più luminosa da cui dipartono raggi. Mi da l’idea della luce intercettata e catturata dalla materia per essere ridistribuita con grazia. Calatrava è capace di strutture molto più ‘complesse’ che rimandano alla Natura: quando l’ho incontrato è stato subito un idillio, fotografico s’intende…
    Domenico Brizio

  3. Maurizio Tieghi scrive:

    Questa fotografia ha un significato figurato (vedi link della relazione del sig. Silvano Bicocchi) perché non contiene parti importanti del ponte così viene scritto, io credo che quanto riferito sia vero solamente in parte, ha valenza solo perché l’immagine si trova in un blog che tratta essenzialmente questioni di tipo “fotografico”. Il medesimo scatto inserito in un sito di architettura, oppure nel computer della ditta addetta alla sicurezza del ponte, assume sicuramente un significato diretto. Non è sempre detto che una fotografia debba essere letta allo stesso modo di un’etichetta posta su di un medicinale in vendita, è merce che solitamente non contiene controindicazioni e non ha data di scadenza, a volte può farnire emozioni non gravi.
    Maurizio Tieghi

  4. Sauro Marini scrive:

    L’aver saputo isolare, e dare significato, ad un particolare così rigido ed asettico a mio parere costituisce già un punto di forza di questa fotografia.
    Nel campo delle immagini decontestualizzate e a carattere geometrico (architettonico) un elemento essenziale è il sapere ritagliare un brandello di spazio dove la mano dell’uomo ha saputo creare un qualcosa che vive una sua vita anche se lo scolleghiamo da ciò per cui è stato costruito.
    Condivido l’aspetto di scarsa luminosità generale, che non consente ai cavi di emergere dallo sfondo (un cielo che contribuisce alla scarsa luminosità complessiva).
    Anche per i contrari alla post-produzione penso che un piccolo intervento per dare un po’ di luce non sarebbe visto in modo del tutto negativo.
    Quanto all’inclinazione dei cavi verticali, più che eliminare la convergenza prospettica, avrei preferito – non in postproduzione, ma già in fase di scatto – portare il cavo di sinistra in parallelo al bordo dell’immagine, accentiando per contro l’inclinazione del cavo sul lato destro.
    Ciao
    Sauro Marini

  5. Silvano Bicocchi scrive:

    Dato che sono citato, invio il mio intervento scusandomi ma solo ieri mi sono accorto di questi riferimenti a mie opinioni.
    L’immagine che riesce a costruire un significato figurato è quella che “vuol dire più di ciò che mostra”. Non mi sembra il caso di questa fotografia, mossa da un’idea artistica, cioè tesa a rappresentare le qualità estetiche della realtà. Infatti l’immagine esalta esattamente ciò che motra, attraverso la luce che genera i grafismi chiari e scuri dei cavi d’acciaio sul fondale di media luminosità che li esalta.
    L’autore ha governato la composizione, il tratto dominante è nell’incrocio elegante delle funi che disegna una forma spaziale, esso viene posto in relazione con le funi verticali che tagliano il campo visivo come un pentagramma. L’immagine non è un testo visivo, infatti non ci sono segni posti in relazione, è sicuramente un “dispositivo visivo” che rimane fermo, nella sua ideazione, al livello dell’impatto oculare anche se con il teleobiettivo. Insomma la fotografia ci mostra quanto è bella questa tensiostruttura ma a mio avviso non riesce a dominarne l’energia estetica di questa realtà con una interpretazione sorprendente.
    Silvano Bicocchi

  6. Antonino Tutolo scrive:

    @Silvano Bicocchi
    “Insomma la fotografia ci mostra quanto è bella questa tensiostruttura ma a mio avviso non riesce a dominarne l’energia estetica di questa realtà con una interpretazione sorprendente”.
    E’ un commento che va all’essenza della grande fotografia
    Il quid magicamente estroso e creativo che solo alcuni riescono a percepire ed a cogliere.
    La grande fotografia è tutta lì.
    Antonino Tutolo

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