Losacco Massimo – Sognando la serie A

Oltre il mondo dorato della serie A, esistono realtà molto differenti, fatte di speranza e di sacrificio, di sogni ed aspettative spesso disilluse.
Realtà dove non si respira l’odore dei milioni.
Questa foto ritrae un calciatore mentre, rispettoso dell’avviso posto sul cartello, compie una sommaria pulizia delle proprie scarpe, coperte di fango, allo scopo di non sporcare gli spogliatoi.

75 Massimo Losacco calcio

Popularity: 1% [?]

Comments (10)

 

  1. Domenico Brizio scrive:

    Colore, colori! Una botta cromatica, impossibile non essere investiti dalla semplicità espressiva di questa immagine. E c’è tanto rigore stilistico. Mi piace poi quella paperetta di intonaco scrostato nella banda rossa, un grazioso tocco del passare del tempo unito alle tracce dei passaggi degli uomini segnati delle striscie dei polpastrelli ad altezza di spalla. Anche senza la spiegazione sociale è una fotografia dell’autore che ‘vede’ e comunica, tanto.
    Domenico Brizio

  2. Enrico Maddalena scrive:

    L’immagine è di forte impatto cromatico. Ci sono i tre colori fondamentali della sintesi addittiva: blu, verde e rosso. Il forte cromatismo rischia di offuscare i significati più profondi che Massimo ha inteso esprimere attraverso la sua foto. Sarebbe forse opportuna allora una conversione in B/N ed il muro scrostato, il cartello in cattivo stato, l’ambiente misero e cadente acquisterebbero più forza.
    Enrico

  3. Marco Furio Perini scrive:

    Sono d’accordo con Domenico, immagine e titolo vanno a braccetto, ed anche senza l’about aggiunto il messaggio arriva diretto e chiaro. Uno scatto semplice, preciso ed efficace, un condensato di fotografia vera e senza sbavature, la apprezzo non poco.
    Ciao, Marco Furio Perini

  4. Giuliano Andrea Ravasio scrive:

    Concordo pienamente con Enrico Maddalena, in questo caso il colore, per altro molto saturo, distoglie da quello che è l’intento dell’autore nel descrivere la povertà dei campionati di periferia giocati all’ombra dei grando club.
    Il b.n. avrebbe sicuramente accentuato il messaggio
    ciao G.A. Ravasio

  5. Antonino Tutolo scrive:

    Il colore le conferisce una vivacità che ritengo adatta ad un’immagine che rappresenta una situazione di sport. penso che in questo caso il B/N avrebbe sottratto qualcosa.
    Mi piace molto la disposizione dei colori: il verde limitato a sinistra, sullo sfondo blu saturo, e equilibrato a sinistra dal bianco del cartello, e solo una lunga ma sottile fascia rossa, lontana dal centro, che ravviva l’insieme.
    A mio parere il titolo non trova esauriente riscontro nell’immagine. Non mi risulta che i calciatori di serie A abbiano bisogno di lavarsi da soli le scarpe. Il soggetto non compie un gesto che può evocare “quel” sogno; Il gesto pare più un richiamo alla realtà del dopo, del necessario, dell’indifferibile.
    Ma è anche vero che chiunque gioca a pallone, anche se in tarda età, sogna sempre di venir “scoperto” e lanciato sul grande palcoscenico dei più idolatrati della nostra era.
    In fondo sognare non fa male a nessuno.
    Antonino Tutolo

  6. Paola Canali scrive:

    Apprezzo molto questa immagine, così pulita ed essenziale.
    Il modo del calcio è a tinte forti, proprio come i colori che ci aggrediscono da questa immagine.
    Emerge la vera essenza dello sport-calcio , fatica, impegno, passione ed anche regole da rispettare.
    Bravo Massimo.
    Paola Canali

  7. Maurizio Tieghi scrive:

    Trovo superfluo il lungo commento dell’autore, la foto è già molto esplicita, non avrei messo il titolo ma solo il luogo dello scatto, evviva il colore, non tutti i calciatori dilettanti sognano di essere Bekham similarmente al fatto che non tutti i fotoamatori pensano di essere Salgado (forse …). Avrei tolto parte del lato destro dove si vede un pezzo di finestra.

    Maurizio Tieghi

  8. Bruno Colalongo scrive:

    Non posso nascondere che aspettavo una fotografia di Massimo Losacco, praticamente il primo autore abruzzese a raccogliere l’invito e presentare coraggiosamente una sua opera alla nostra rubrica.
    A confrontarsi, aprirsi, esporre la fotografia in una ampia vetrina con le luci giuste e con molti che si fermano con attenzione per osservare e commentare.
    Chiaramente questa volta conosco personalmente l’autore per averlo incontrato in più occasioni fotografiche, ne ricordo una dove come autore ritirava il premio dalle mani del Presidente della Provincia di Pescara e poi ancora altre.
    Questa fotografia è quasi il suo carattere: vivace, giovanile, brillante, dinamico, puntuale, sportivo, capace.
    La parete è colorata – elettrica. La scritta è curiosa – interessante. I segni sul muro rappresentano riferimenti e simbologie. Il tubo metallico rappresenta un percorso (della vita – L’acqua). La fontana viene utilizzata come da indicazione e l’atleta che cura i tacchetti delle sue scarpe è sempre in azione, slanciato, dinamicamente pronto a riprendere già il campo.
    Gli elementi sono posizionati in sintonia con le zone vivacemente colorate. Bravo Massimo
    Bruno Colalongo

  9. Gioacchino Castellani scrive:

    Una foto di forte impatto cromatico, bravo l’autore a scegliere il giusto sfondo e il buon taglio. Non altrettanto a sceglier il momento dello scatto: l’acqua non è ben evidenziata, la figura è contratta con la mano sinistra che esce dalla figura in modo anomalo, il voto rivolto all’indietro, ecc… inutile il titolo di riferimento.
    In definitiva una foto da ripetere mantenendo eguele sfondo e taglio.
    Gioacchino Castellani

  10. Massimo Losacco scrive:

    Grazie infinte per i graditi commenti ed alle critiche, che comunque rispetto.
    Probabilmente non ha neanche tutti i torti Enrico Maddalena per una visione in Bianco e Nero dello scatto, (lo sa benissimo che sfonda una porta aperta visto che amo tantissimo questo genere) ma il calcio è soprattutto colore, bandiere, divise sgargianti, quindi ho preferita tenerla in originale.
    Comprendo che ci sono delle piccole imperfezioni che avrei potuto modificare in post produzione ma chi mi conosce sà che non mi piace ottenere un risultato migliore con un programma di fotoritocco.
    Se lo scatto mi soddisfa mi perdono da solo i piccoli errori e cerco di digerirli, se poi sono troppo evidenti, scarto limmagine e non ci penso più. Per me la fotografare significa questo. Riuscire a trasmettere un emozione senza forzature o correzioni, e se non ci riesco, pazienza.
    Non sono contrario al fotoritocco ma lo uso con parsimona, ed esclusivamente per correggere contrasti e curve.
    Per rispondere al commento precedente, ho volutamente atteso che il soggetto nascondesse il volto, sia perchè mi interessava solo il gesto, sia per evitare che mi venisse negato il permesso di pubblicare l’immagine.
    E’ ovvio che la scena si è svolta in pochi secondi, e che il soggetto non è un modello messo in posa, quindi non avrei potuto minimamente intervenire per evidenziare l’acqua o la postura. Ritardare lo scatto di un paio di secondi avrebbe solo fatto sfumare l’attimo perdendo il momento, quindi ho cercato di tirare fuori il messaggio integrando il cartello che, a mio umile parere, è parte integrante ed irrinunciabile di questa immagine.
    Ringrazio comunque tutti gli amici che si sono soffermati per dire la loro in maniera molto garbata e professionale, in particolare Bruno Colalongo, per le gradite parole di stima, che contraccambio di vero cuore.
    Grazie a tutti… Massimo Losacco

Leave a Reply