Raspa Antonio – All’ombra del santo

Le donne di Lucito (CB) vegliano la statua di San Nicola durante la festività.

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Comments (5)

 

  1. Sauro Marini scrive:

    La scena è intrigante, con questo gruppetto di fedelissime la cui attenzione, più che dalla veglia del santo, sembra essere attirata da qualche passaggio di compaesani.
    E’ un bel momento di vita paesana, penalizzato però, a mio giudizio, dallo spicchio d’ombra che brucia il pavimento nel triangolo in basso, e rende meno leggibile il serraglio umano delle veglianti, e che accentua il contrasto con la statua del santo, illuminata direttamente dal sole.
    Sauro Marini

  2. Massimo Losacco scrive:

    Putroppo la latitudine di posa tipica di un sensore digitale non è ancora in grado di rivaleggiare con quella offerta da un negativo bianconero.
    Quindi, in presenza di una marcata differenza tra alte luci ed ombre (elevata gamma dinamica), dobbiamo perdonare l’errore di esposizione.
    L’immagine invece, è gradevole e ben composta, anche se avrei preferito un pò più d’aria per non tagliare la donna con il bastone, ma probabilmente si sarà trattato di uno scatto rubato e quindi meglio un braccio tagliato che rinunciare a scattare.
    Mi piacciono queste donne, tutte in fila all’ombra, magari a riferire sull’ultimo pettegolezzo o a raccontarsi chissà quale segreto.
    Il Santo, inevitabilmente, ascolta, perdona e benedice.
    Una scena senza tempo che trovo simpatica ed originale.
    Magari, riguardandola tra qualche decennio, ci porterà a riflettere e ricordare momenti che non esisteranno più.
    Massimo Losacco

  3. Tecnicamente si poteva curare di più l’esposizione delle alte luci ma questo è secondario quello che voglio condividere è questo pensiero:
    luce/buio, divino/umano, perfezione/imperfezione e chi + ne ha + ne metta.
    La luce taglia a metà lo scatto.
    Guarda caso la luce bacia il divino, la perfezione, la santità, e l’ombra avvolge l’imperfezione dell’essere umano.
    Basta solo sistemare le alte luci e rimpolpare un pò le ombre e secondo me diventa moooolto misitca!
    Donatella Tandelli

  4. Antonino Tutolo scrive:

    Non posso che apprezzare l’immagine del mio corregionale.
    Pregevole è la composizione diagonale. Il titolo, “all’ombra del Santo”, allude anche alla disposizione riparata dal sole delle donne.
    Qualche pettegolezzo certamente aleggiava, tra le donne, anche nell’aria del giorno di festa.
    Ma quelle donne sono tanto da stimare per la loro dedizione alla famiglia, alla fatica ed alla sofferenza, che qualche pettegolezzo, unico svago in una vita monotona, può essergli perdonato.
    Esse crescono insieme il loro figli e quelli degli altri e condividono tutti gli eventi dei paesani, senza fare grande differenza tra il proprio e l’altrui, con una solidarietà che altrove è solo individiabile. E se chiedi loro una indicazione stradale, sono capaci di accompagnarti fino a destinazione. Devono solo superare la istintiva diffidenza per lo “straniero”.

    Dobbiamo distinguere tra JPEG (che ha latitudine di posa di poco inferiore alla dia”positiva) e RAW che ha latitudine di posa, anche nel colore, di sei o più stop; quindi simile o perfino maggiore del B/N. Mentre l’analogico a colori ne ha solo 5 di stop.
    Usando il RAW, conviene esporre mantenendosi (nell’istogramma) sempre in prossimità del margine destro delle alte luci (zona VI), cui il sensore riserva la metà dei bit totali per ogni canale RGB. Alla zona V, appena a sinistra della VI e meno illuminata di essa di uno stop, il sensore riserva “la metà della metà” dei bit complessivi per canale RGB; alla IV riserva “la metà della metà della metà”; e così via, fino alla zona I dei neri puri, i cui dettagli l’occhio distingue molto poco.
    Pensando ad eventuali correzioni per ottimizzare l’immagine, conviene sempre tenere una leggera sovraesposizione “controllata”. Perché in post sarà possibile recuperare facilmente tutti i dettagli dei toni scuri. Ma non vale il contrario, spostandosi da sinistra verso la destra delle alte luci.
    Antonino Tutolo

  5. Maurizio Tieghi scrive:

    Questa foto ha qualche evidente difetto, sono state analizzate le cause e i possibili rimedi argomentandoli con dovizia di particolari, chi evidenziando i limiti del sensore digitale, altri invece elogiando il file raw nell’esposizione zonale. Tutto perfetto ma la differenza di luce presente sulla scena del delitto rimane troppo elevata. Non era più semplice, poiché la Terra continua a girare su se stessa per il momento, aspettare da parte dell’autore che tutta la scena avesse la medesima luce? Comprendo l’ansia di pigiare il tasto una volta focalizzata l’inquadratura nel mirino, però un giretto nei dintorni ritornando dopo mezzoretta non era un’idea malvagia. Il Santo non si sarebbe mosso di certo allo stesso modo delle comari.
    Potrei prospettare un’altra possibile soluzione al problema che farà inorridire i puristi, macchina sul cavalletto, cinque o sette scatti in raw variando l’esposizione ogni volta, post produzione con apposito software per elaborazione tipo HDR (High Dynamic Range Photography) e come d’incanto ….
    Maurizio Tieghi

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