Cappelletti Giovanni – Illusioni Urbane

Illusioni urbane – il riflesso di un cartellone pubblicitario nella grigia facciata di un palazzo, ovvero la rappresentazione di illusioni, che il mondo della pubblicità e dei media propina ogni giorno, che si scontrano con la dura e grigia realtà.
A caccia di immagini per le vie di Milano mi ha colpito il riflesso di un cartellone pubblicitario nella grigia facciata di un palazzo con i volti delle due donne in primo piano inserite nelle 2 finestre centrali ed il terzo volto, più distorto che rende quasi effimera questa visione…

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Comments (4)

 

  1. Fabrizio Pizzolorusso scrive:

    Ciao Giovanni,
    direi che questa tua immagine parla di un’illusione che oltre alla constatata pubblicita’ che ormai ha questa etichetta, piu’ che meritata,di falsita’,di inganno, direi che qui mi trovo davanti un’immagine che parla della fotografia. La Fotografia intesa come un’interpretazione e non una rappresentazione della realta’,quindi come una falsita’ di una realta’ completamente soggettiva e quindi anch’essa falsa, dove l’immagine tende a ricostruire in maniera piu’ ordinata il caos che abbiamo intorno come interpretazione soggettiva. Ma vi vedo descritto anche cos’e’ l’immagine e cioe’ un’insieme di significati ( le varie finestrelle) che per estremizzazione direi che fino a ridurlo ad un pixel potrebbe assumere una valenza, proprio perche’ ritengo che una qualsiasi immagine abbia con se’ un “vocabolario” di significati che per soggettivita’ ognuno di noi puo’ trovarci il suo. Io qui ci trovo il senso della bellezza esteriore, effimera appunto, che man mano si deforma (leggendolo da sinistra verso destra)lasciando spazio all’abitudine del bello e alla scoperta (ultime finestrelle a destra) di una bellezza interiore, nascosta e tutta da scoprire.Ciao
    Fabrizio Pizzolorusso

  2. Antonino Tutolo scrive:

    Illusioni … dell’illusione!
    A parte l’aspetto estetico, che è da valutare positivamente, questa immagine è la dimostrazione più sintomatica di come la fotografia possa dimostrarsi complice dell’illusione, della irrealtà, della falsità.
    In qualche parte del mondo quei visi esistono, o sono esistiti; un giorno un fotografo li ha posti davanti al suo apparecchio per coglierne l’impronta e finalizzarla ad uno scopo concreto.
    L’impronta del reale sussiste ancora, nonostante sia riflessa da una vetrata, coi lati invertiti, colta ed immortalata da un altro bravo fotografo.

    Ma la realtà di quei volti, il loro significato, sono cambiati ancora.
    Prima erano persone. La fotografia ne ha colto l’impronta per trasformarla in icona assoggettata al progetto illusorio e condizionante di un media; ora l’impronta invertita è solo estetica allo stato puro; eco di un suono che si disperde verso lo spazio infinito.
    La fotografia di documentazione è solo questo: l’illusione dell’illusione, la complice più perfezionata, subdola, effimera e condizionante della bugia e dell’illusione.

    Io credo che solo la fotografia d’arte sia impronta della realtà; la fotografia che trasporta, tramite l’estetica, almeno il concetto reale e creativo, l’invenzione, l’idea platonica del fotografo.
    Almeno “quell’idea” era reale nella testa del fotografo.
    Antonino Tutolo

  3. Domenico Brizio scrive:

    Giovanni, realtà o illusione, estetica o antiestetica, falsa o vera… la tua immagine è stata colta con un tuo bel guizzo creativo, mentale s’intende.
    Lo so che non sta bene suggerire cosa si può ancora fare ma non mi trattengo: prova a rifilare quel poco i quattro bordi dell’immagine in modo da lasciare liberi da un lato gli otto riquadri geometrici che hai sapientemente ‘visto’…
    Immagine significativa, devi avercela dentro prima di scattare, riconoscerla e trattenerla.
    Domenico Brizio

  4. Silvano Bicocchi scrive:

    Fotografare il mondo attraverso i riflessi è guardarlo attraverso il velo dell’interpretazione che ,trasformando le sembianze oculari del reale, compone immagini, dalla grande carica suggestiva e metaforica, già visibile all’atto dello scatto. E’ un modalità di ripresa indiretta del reale che se esercitata con consapevolezza può essere molto rivelatrice dei segreti della realtà.
    L’immagine “Illusioni urbane” è un singolare dispositivo visivo che gode, con la frammentazione in diverse cornici, dell’efficace relazione compositiva degli elementi multipli. Una frammentazione che trova particolare forza nel punto di ripresa. posto ortogonale alla superficie vetrata (ecco che abbiamo tutti rettangoli e non rombi), mentre le singole vetrate, avendo diverse angolazioni, creano questa complessa sovrapposizione di immagini femminili. Basta un piccolo spostamento del punto di ripresa per far cambiare la foto. E’ un’immagine Pop, che appartiene al nostro tempo, perché mistifica un certo modello di femminilità appartenente alla comunicazione di massa, attualmente diffuso nel serial cinematografico “Sex and city”.
    Silvano Bicocchi

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