Marini Sauro (Ancona) – Ceramiche

Il soggetto è il set da camera appartenuto ai miei genitori, costituito da catino, brocca e vaso da notte, tutto in porcellana bianca (Richard Ginori). Ha form di poligono a 16 lati (non so come si chiami tale figura) e da tempo mi occhieggiava da sopra l’armadio della loro ex-camera.
Un giorno ho preso il cellulare (ebbene si, è una foto fuori ordinanza!) e ho fatto qualche scatto, rielaborando poi il bianconero e tirando fuori questo effetto grana un po’ pesante che mi sembra portare qualcosa di più all’immagine…

208 Sauro Marini Ceramiche

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Comments (7)

 

  1. la ripresa leggermente dal basso non mi soddisfa , mi pare schiacci gli elementi e la brocca dentro il catino in particolare.
    La luce è bella
    Ma la visione è leggermente impersonale, ripresa frontale che, come dicono i lettori + fighi, non parla della personalità dell’autore.
    certo una macchina fotografica con un bell’obiettivo 1.8 avrebbe potuto sviluppare riprese + creative e personali.
    Riassumendo: senza infamia senza lode
    Donatella Tandelli

  2. Antonino Tutolo scrive:

    E’ un genere che ha origine nella pittura, ed ha avuto esponenti di rilievo, quali Giorgio Morandi.
    Il fine è estetico e compositivo. E si possono ottenere opere di grande pregio.
    In questo caso, tenendo conto che l’immagine è stata scattata con un cellulare, essa testimonia l’interesse dell’autore per lo studio delle forme e della composizione.
    Ovviamente si può ottenere molto di più; sia nella resa dei grigi e degli annerimenti, che nella composizione.
    Occorre padroneggiare le luci.
    Ma il fatto che un fotografo si interessi a questo genere, è sicuramente positivo.
    Antonino Tutolo

  3. davide grossi scrive:

    La ritengo davvero una buona immagine, che si può in qualche modo ricondurre a studi formali fotografici e pittorici (come non ricordare RengerPatzsch o Morandi?). Credo però (è da prendere come un apprezzamento) che la tua capacità di “sentire” luce e forme vada sfruttata molto meglio, sia dal punto di vista tecnico che da quello formale. Perchè, ora che hai visto che l’immagine funziona, non “butti” il cellulare” e non ne fai uno studio per realizzare un portfolio? Credo ne potrebbe scaturire un lavoro sublime!
    Davide Grossi

  4. Sauro Marini scrive:

    Innanzitutto ringrazio gli amici per l’attenzione ed anche per i commenti critici, sempre utili e ben accetti.
    Rassicuro Davide sulla mia sostanziale idiosincrasia per le “fototelefonografie”, come fotoamatore le aborro (come direbbe il folle Mughini), ma quel giorno, dopo anni che guardavo ma non vedevo quel bellissimo set di ceramiche, me ne sono improvvisamente accorto (forse complice l’effetto della luce), ho deciso di rompere questo tabù ed ho fatto alcuni scatti di prova, ma solo perchè mi si era accesa la lampadina…
    Il riferimento a Morandi (che amo fin da quando mi dilettavo con gli acquerelli) è quantomai azzeccato, non come semplice scimmiottamento di soggetti ma perchè indagare gli effetti della luce su corpi inanimati mi ha sempre attirato enormemente; d’altra parte la mia passione per la foto di architettura in assenza di figure umane (più che sullo still life vero e proprio) sta li a dimostrare questa mia passione.
    Altra notazione tranquillizzante viene da questa mia frase, che il “censore” del blog ha inopinatamente tagliato: “E’ solo una prima istintiva prova (per ora sono 4 scatti), mi riprometto di tirarli giù dall’armadio e sistemarli con luci ammodo…”
    Prometto (senza rassicurare sui tempi probabilmente biblici) che ho intenzione di sviscerare queste ceramiche, ma sui risultati sublimi auspicati da Davide andrei molto cauto… :O)
    Grazie ancora
    Sauro Marini

  5. Domenico Brizio scrive:

    La morandiana memoria è immediata, non c’è dubbio: viviamo in questo ambito figurativo del mondo… mi piace l’operazione di dare enfasi ad oggetti significativi con piglio rinnovato (perchè ciò che cambia vive nel tempo) dopo magari tempi di approccio di anni… e mi piace come è stato fatto, ad impatto, non eccessivamente educato e studiato per ottenere un plauso di maniera. Con gli oggetti si può immaginare: l’autore ci è riuscito.
    Domenico Brizio

  6. davide grossi scrive:

    Domenico Brizio ti ha dato uno spunto molto interessante e fondamentale su questo potenziale lavoro. L’ineducatezza della foto. Credo che la grande forza di questa’immagine sia nella spontaneità del mondo ripreso com’è… nel tentativo di rapportarsi con il mondo stesso e con la memoria (questo servizio appartiene alla tua famiglia). Nulla importa se la brocca è nel catino e non “figura bene”. Non deve figurare bene.. non deve essere bella, deve essere buona. Le immagini belle si appendono alle pareti (ma le puoi trovare all’ikea) quelle buone ti scaldano il cuore… Mi permetto di consigliarti “Viaggio in un paesaggi terrestre” di Messori e Fossati ma sopratutto il breve scritto di Calvino “collezione di sabbia” credo li troverai illuminanti per come formarsi un “ecologia dell sguardo”… E vai avanti (subito!)perchè anche se non ti conosco sono certo che produrrai un lavoro veramente buono.
    davide grossi

  7. Negli anni ho visto tante tue fotografie, e confesso che quando mi è apparsa questa mi sono un po’ stupita.
    Lo dico senza accezioni negative, ma bensì con il piacere di sottolineare come un fotografo possa cogliere quella scintilla improvvisa che lo spinge a prendere in mano il suo cellulare e a immortalare una visione, senza il bisogno di essere rassicurato dalla sua reflex.
    Il frutto di quella scintilla è sicuramente interessante, ha dentro di sè una forza che, probabilmente, uno still life “classico” non avrebbe.
    E’ un piacere guardare questa tua fotografia, Sauro
    Elisabetta Moschetto

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