Croci Paolo – Berlino, metrò

All’arrivo del metro’ le due persone si alzano dalla panca e si avviano al punto di fermata. Il giallo è parte dominante della scena, oltre all’effetto mosso.

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Comments (8)

 

  1. non so se tu abbia scelto di posizionarle al centro della foto o sia stata una casualità dovuta alla velocità della ripresa ma direi che attirano decisamente l’attenzione.
    Pecaato che del cane ci sia solo un accenno e ti dirò che mi disturba quel pacco blu in mano alla ragazza bionda, ma amen!
    Il posizionamento centrale delle due gentili figliole è aiutato dallo sfondo piuttosto unfirome anche se credo che un taglio quadrato ( in questo caso) avrebbe arricchito la foto ma come anche un decentramento dei soggetti.
    il fatto che le due ragazze siano di schiena non disturba + di tanto perchè anche da dietro parla di uno stile di abbigliamento e di uno stile di vita…e poi i visi sono quasi di profilo.
    forse si può contrastare maggiormente specialmente sui neri.
    Da provare , seconde me, il taglio quadrato e a togliere quel pacco blu.
    Donatella Tandelli

  2. Loris Sartini scrive:

    Sarà forse perchè non sono più un vent’enne oppure perchè vivo in una cittadina di provincia, fatto è che mi sento lontano anni luce da cio’ vedo in questa fotografia.
    Mi piace.
    La scelta dell’autore è stata quella di togliere dall’inquadratura tutto cio’ che avrebbe potuto contribuire a suggerirmi un punto di saldo equilibrio.
    Ciò che rimane in questa foto è proprio cio’ che crea vertigine, il mosso appena accennato della metro, la tipologia di soggetti umani così anche cromaticamente dissonanti, la presenza di un cane che immagino confuso tanto quanto me.
    Bravo.
    Loris Sartini

  3. Domenico Brizio scrive:

    Vedo due giovani (lo sono sempre) donne dotate di criniera etnica in analogia cromatica con un mezzo di trasporto che scorre loro davanti. Vedrei anche un cane ma costretto nella parte bassa dell’inquadratura è sacrificato alla vista. I colori violenti sono una ribellione all’ambiente anonimo e depresso di molta realtà metropolitana, quasi un bisogno di gridare ancora le differenze, le esigenze di diversità e di individuazione che ogni essere umano sente. Per essere una immagine significativa dovrebbe contenere meno incertezza.
    Domenico Brizio

  4. Marco Furio Perini scrive:

    Più ancora di una foto compiuta mi sembra un flash della mente, della memoria, come se l’autore fosse riuscito a fotografare un’immagine del suo pensiero… Non è una critica negativa la mia, solo una impressione personale, opinabile quanto si vuole. In ogni caso a me non dispiace, perchè mi trasmette delle informazioni, di costume, culturali, qualcosa che dal vero non ho mai visto a Berlino (anche perchè non ci sono mai stato). Il cane così rifilato però un po’ mi disturba… Ciao
    Marco Furio Perini

  5. Maurizio Tieghi scrive:

    Questa foto ritrae una situazione fotografica ormai vista e rivista senza aggiungere nulla di nuovo, anzi con risultati per nulla interessanti, l’unico elemento degno d’attenzione sono le due persone, però queste sono state fissate nel fotogramma in un momento sbagliato, infatti si sovrappongono, inoltre intrigante capigliatura gialla si confonde con la tonalità troppo simile dello sfondo.
    Maurizio Tieghi

  6. Antonino Tutolo scrive:

    L’oggetto blu è un punto forte di contrasto cromatico; di ancoraggio, di riferimento, per lo sguardo. L’occhio si allontana da esso, spazia nell’immagine e vi ritorna. Il colore complementare dà vivacità alla scena, che altrimenti apparirebbe monotòna.
    Ho visto le splendide foto di Maurizio Tieghi.
    Il “suo” è l’attimo preordinato e creativo fino al dettaglio: perfetto.
    In questa immagine, invece, c’é l’attimo colto al volo: veramente irripetibile.
    Sia il cane tagliato che il soggetto disposto al centro non sono necessariamente un difetto.
    Il cane è appena accennato, incompleto. Ma esso è secondario.
    Le regole esistono; ma nell’istantanea del reportage l’occhio coglie il punto d’interesse e tralascia ciò che non è preordinabile in ogni singolo aspetto.
    Nel reportage tutto questo ci sta: è ammesso. In questa immagine c’é la percezione del reale, che è sempre imperfetto, imprevedibile.
    Nel reportage la regola può essere inosservata. Inoltre in questo caso, in cui il soggetto è estroso, inconsueto, penso si possa accettare anche il mancato rispetto della regola.
    L’attimo del reale ha sempre qualcosa di positivo e qualcosa di negativo, insieme.
    Il fotografo ha percepito istintivamente questa inquadratura e la condivido pienamente.
    Ogni foto è sempre in relazione con le esperienze e col sentire individuale.
    Se dovessimo giudicare in base al “nouveau” e al “dejà vu”, si svuoterebbero le sale delle mostre e calerebbero drasticamente le pubblicazioni fotografiche.
    Preordinare è sapienza; l’attimo, invece, è capacità istintiva.
    Antonino Tutolo

  7. Maurizio Tieghi scrive:

    Preferisco fare delle fotografie che scrivere delle parole, riconosco perle luccicanti quelle di Tonino rivolte ad alcune mie fotografie, dovrei solo dire grazie a quanto da lui scritto. La fotografia che prediligo scattare e guardare è quella di reportage, il tempo mi ha insegnato che in questo campo più la foto contiene “approssimazioni” e maggiore è la sensazione di percepirne la cruda verità a chi la guarda; in questo campo è meglio evitare le compiacenze estetiche, specialmente nelle condizioni limite quando l’evento dura un attimo, anche se a volte l’ostentata precarietà formale finisce per diventare ricercatezza stilistica. Alla fermata di un metrò c’è tutto il tempo necessario per “comporre” anche una foto di reportage.
    Maurizio Tieghi

  8. Maurizio Tieghi scrive:

    Scusami Antonino per il nome sbagliato, mi perdoni anche Paolo per l’intromissione.

    Maurizio Tieghi

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