Rubbino Sara – Solo un ricordo

Un dolce ricordo, una donna tanto amata nel passato.
Un passato che vive nel pensiero quotidiano, in ogni gesto, in ogni abitudine del presente.
Lei visse nel suo cuore e lì vivrà per sempre anche se oggi non c’è più.

90 Rubbino Sara solo un ricordo

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Comments (5)

 

  1. Domenico Brizio scrive:

    Il soggetto è in scarpe da ginnastica intento a fare un cruciverba (le dimensioni della rivista che ha in mano lo suggeriscono) e credo così intento ad incrociare le parole esponendo la rivista alla luce per goderne i vantaggi (vista e tepore) che se avesse una nuvoletta con il vero pensiero potremmo leggere di quanto sia lontano dal commento suggerito dall’autrice…
    E’ un’immagine ben realizzata che si presta a moltissime e personali interpretazioni, con gioco di luci ed ombre che l’autrice ha saputo ben cogliere.
    Domenico Brizio

  2. Bruno Colalongo scrive:

    Il titolo “Solo un ricordo” può anche attrarre all’istante poi penso che l’immagine rivela altro, un’altra interpretazione: l’uomo è seduto intento a compilare qualche scritto, …credo, ha anche una matita – penna in mano è intento alla ricerca della soluzione.
    La donna se ne va per i fatti propri, sicuramente è passata da quelle parti, lui non se ne è accorto e lei se ne va tranquillamente, forse neanche si conoscono.
    I soggetti principali sono disposti nel modo migliore.
    L’ambiente è ampio, l’architettura ricca di elementi, buona composizione.
    Determinante il ruolo della luce e conseguentemente anche quelle delle ombre.
    Il taglio a mio avviso doveva essere molto più orizzontale: dal ginocchio dell’uomo in su.
    Mentre nel restante spazio sottostante non trovo nulla di importante.
    Inutile dire che il bianco e nero mi va bene. Bene.
    Bruno Colalongo
    Bruno Colalongo

  3. io ho capito l’intenzionedel titolo.
    Lui lei un amore passato, finito un ricordo che non muore mai etc etc
    Pare però che l’autrice abbia colto al volo l’occasione di cucire addosso ad una foto che ci poteva stare un tema ed un titolo che evidentemente a lei è caro.
    Se è vero che le è caro suggerirei di ricercare delle immagini più poeticamente adatte allo scopo.
    Anche se l’inquadratuura ed il gioco di chiariscuri e la composizione è buona sembra un pò una foto ripescata per un concetto che si ama.
    In effetti le scarpe da ginnastica spoetizzano; con il taglio suggerito da colalongo sicuramente l’immagine acquisterebbe molto + fascino. noto del micromosso.
    Donatella Tandelli

  4. Maurizio Tieghi scrive:

    La frase che accompagna questa fotografia è bella e molto significativa, purtroppo le icone contenute nell’immagine non sono in simmetria con quanto intendano rappresentare le parole. Se la foto è stata scattata dopo aver pensato la frase la situazione ritratta è fuori luogo, se il pensiero è conseguente alla foto l’immaginazione sentimentale della sua autrice è infinita. Rimane comunque una fotografia piacevole a vedersi, lo sarebbe stata anche in presenza dei suoi colori originali se ben resi nei loro toni.
    Maurizio Tieghi

  5. Antonino Tutolo scrive:

    Mi piace pensare in positivo; rispettando l’idea che ha ispirato l’autore, e cercando, a tal fine, di adattare nel modo più opportuno, ogni simbolo, ogni dettaglio, contenuti nell’immagine.
    Perché parto dal presupposto che l’autrice deve avere avuto qualcosa di concreto che ha generato la sua “idea” creatrice.
    L’uomo è nel buio del concreto; ma sta componendo dei versi per la sua amata, che ormai è solo “Un dolce ricordo, una donna tanto amata nel passato”.
    La donna dell’immagine è solo un’ombra nell’idealità: “l’eterno femminino”, “l’altra metà del cielo”. Quindi la donna dell’immagine non è reale, ma rappresenta solo l’idea (illuminata sullo sfondo) ispiratrice dell’amata, proiettata nella presente quotidianità.
    La solo apparente quotidianità della scena, rotta da tratti di luce che aprono le tenebre, in questo percorso angusto e cupo, richiamano, a mio avviso:
    “Un passato che vive nel pensiero quotidiano, in ogni gesto, in ogni abitudine del presente”.
    Perché, nonostante le apparenze contrarie
    “Lei visse nel suo cuore e lì vivrà per sempre anche se oggi non c’è più”.
    Quindi vive nel suo cuore, come ogni sentimento genuino; non in un lirismo teatrale, formale ed iconico.
    Quindi le apparenze sul gesto compiuto dall’uomo ingannano.
    Come nell’”Uomo solo tra la gente”:
    “Tu uomo solo
    tra la gente cui regali sorrisi,
    ma a nessuno fai vedere
    l’essenza dell’essere che è in te”.
    Antonino Tutolo

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