Ravasio Andrea Giuliano – (BG) – L’uomo e la montagna

Ho optato per il b&n perche è mia intanzione mettere in
risalto l’asprezza del’ambiente montano e allo stesso tempo esaltarne la bellezza.

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Comments (10)

 

  1. in verità non me ne intendo di foto di alta montagna ma quel che è certo è che c’è una bella luce ed una buona nitidezza.
    il sentierino è decetrato a dartee la presenza dell’uomo( che forse poteva essere + vicina e quini un pò + grande) rende l’idea delle dimensioni e degli spazi.
    inoltre direi bel bn .
    dove siamo qui??
    donatella tandelli

  2. Antonino Tutolo scrive:

    Se non fosse per la presenza umana e l’evidenza delle nuvole, questa sembrerebbe l’immagine di un paesaggio lunare.
    E’ l’uso del B/N a generare questo effetto.
    La bellezza di un paesaggio di montagna, certamente affascinante per chi la ama, è resa anche dal contrasto tra i colori, spesso molto vivaci, della roccia, delle piante; del cielo azzurro, delle nuvole bianchissime.
    Eliminando i colori, l’autore ha privato questa immagine di vita, rendendolo monotono, lunare.
    Questa immagine esprime un senso di grande solitudine.
    Antonino Tutolo

  3. devo dire che non sono d’accordo, penso che il bn sia un valore aggiunto.
    Lunare si ma oltre i 2000 metri questa è l’impressione che si ha anche essendoci.
    qui sembra quasi deserto e certo è l’effetto del bn ed è proprio questo che mi piace.
    solitudine no…pace dentro e fuori se stessi, piccolezza dell’essere umano, vastità della natura.
    Fa solo che riflettere che non fa mai male!!!
    donatella tandelli

  4. Domenico Brizio scrive:

    Le nuvole striate e cumuliformi segno di diversi movimenti concorrenti dell’aria, le vette rocciose calcaree segno di un antico mare, il colle inciso dagli agenti atmosferici la dove la roccia è più debole, il piccolo circo glaciale segno di un passato più freddo, i coni detritici segno di un lento disgregamento della solida roccia, il fianco del versante a dorso di montone segno del passaggio di un ghiacciaio, i ciottoli a spigoli vivi segno del lavoro di fondo del ghiacciaio, la vegetazione pioniera segno dell’affermazione della vita ovunque… tutto mi fa sentire in compagnia, in una grande compagnia! Forse la figura umana non è neanche necessaria. Un b/n un po’ troppo poco definito sul mio monitor per generare altri fini motivi di compagnia.
    Domenico Brizio

  5. Giuliano Andrea Ravasio scrive:

    innanzi tutto vi ringrazio per i commenti
    Donatella , qu siamo sulle alpi orobiche , nella bergamasca, il posto è denominato “la piana di Podavit, o sorgenti del fiume Brembo” . Siamo a circa 2400 m di altitudine , ed il posto si raggiunge dopo circa 5 ore di cammino facendo circa 1200m di dislivello.Dalla foto si può dedurre che la giornata non eradelle migiori persistenti zone d’ombra con temperature intorno ai-10°, ed al suolo neve e ghiaccio,il periodo era di metà ottobre.
    per Antonino, non concordo con il tuo pensiero, perche in un paesaggio togliere il colore è sinonimo di togliere vta?
    Io credo che il b&n sia l’essenza del colore, lasciando spazio all’immaginazione senza togliere realtà al contesto.Dei grandi fotografi hanno fatto paesaggi in b&n ,
    paesaggi che hanno fatto la storia della fotografia
    G.A.Ravasio.

  6. Sarà perchè non sono un’appassionata di paesaggi, ma a me piacciono molto in b/n.
    Le forme che la natura sa creare non sono inferiori ai suoi colori, ma ognuno viene rapito da ciò che fa suonare le sue corde e personalmente vedo in questa fotografia l’aria fredda, la roccia, il silenzio…e mi piace.
    Elisabetta Moschetto

  7. Antonino Tutolo scrive:

    @Giuliano Andrea Ravasio
    “Io credo che il b&n sia l’essenza del colore, lasciando spazio all’immaginazione senza togliere realtà al contesto. Dei grandi fotografi hanno fatto paesaggi in b&n, paesaggi che hanno fatto la storia della fotografia”
    Il B&N è l’essenza dei significati, della personalità dei soggetti; non del colore.
    IL B&N memorizza solo le forme, le linee, i contorni i contrasti di tonalità; differenziandoli solo in termini di livelli di luminosità, ed ignorando completamento le complesse e diverse implicazioni che caratterizzano il linguaggio del colore (Teoria del colore di Kandinsky).
    Per questo, nel B&N, il valore ed il rapporto stesso tra i soggetti risultano quasi sempre alterati, se non si ricorre ad una “attiva” e quasi sempre “creativa” differenziazione, ad esempio coi filtri, tra i colori complementari (soprattutto tra rosso e verde) e la reinterpretazione, in termini di annerimenti e contrasto, col sistema zonale; anche in digitale.
    Rendo atto, tuttavia, che la risoluzione a 72 bit (su monitor), certamente differenzia molto male soprattutto i toni medio-bassi, che oltretutto sono prevalenti nella tua immagine. Questo pregiudica sicuramente la mia visione e quindi la mia valutazione.
    Antonino Tutolo

  8. Maurizio Tieghi scrive:

    Ipotizziamo che iniziano la scalata alla vetta diverse persone tutte dotate di fotocamere di vario genere. Gli esperti di montagna e le persone predisposte alla felicità avranno avuto cura di scegliere l’attrezzatura fotografica valutandone soprattutto il peso, mentre gli appassionati di fotografia e quelli dediti alla sofferenza terrena, per garantirsi poi la felicità eterna, selezionando la più idonea per realizzare immagini da premio. Dopo cinque ore di cammino a -10 gradi di temperatura tutti i superstiti avranno scattato delle bellissime foto, anche se non paragonabili alla bellezza naturale dell’ambiente circostante.
    Nei giorni seguenti quelli del primo tipo cercheranno di trasmettere, tramite le loro colorate fotografie, la bellezza del luogo e la felicità di averlo raggiunto; gli altri ,per mezzo di artistiche fotografie in bianco & nero, renderanno tangibile la fatica del lungo percorso e del loro martirio.
    Maurizio Tieghi

  9. marco furio perini scrive:

    Non amo particolarmente la montagna (non ci vado pressochè mai), però la foto mi piace così. Per i miei gusti la gamma dei grigi è sufficientemente espressiva, taglio e composizione li trovo appropriati al tipo di soggetto/ambiente/scorcio. E quei raggi di luce che filtrano dalle nuvole in transito secondo me descrivono bene una certa atmosfera tipica – dal poco che ne so – dell’ambiente ad alta quota. Ciao.
    marco furio perini

  10. Domenico Brizio scrive:

    Maurizio, c’è anche chi dei premi se ne fa un baffo (fortunatamente) mentre la bellezza delle immagini non dipende dall’attrezzatura (lo sappiamo). La Montagna restituisce sempre in gioia ciò che chiede in ‘fatica’, fisica e mentale, ma decuplicata. Il bianco/nero è una modalità dichiarata: in Fotografia quel che da fastidio di tanto in tanto è la furbizia non dichiarata. Ben venga il bianco/nero ma attenzione alle aggiunte o sottrazioni fisiche in post, quelle che smaccatamente fanno arricciare il naso. Purtroppo ‘grandi’ fotografi hanno reso forse discutibili servizi alla Natura selvaggia creando ambienti inesistenti, come alcuni documentaristi dello spettacolo hanno montato scene di animali girate in anni diversi e luoghi diversi come se fossero riprese in due attimi successivi collegati, condensando tempi che non sono propri della Natura.
    Domenico Brizio

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