Spezi Stefano – Sola, finalmente

Immersi in una modernità che ci impone la socializzazione ad ogni costo, la solitudine viene vista spesso come un male da curare o un “vizio” da praticare clandestinamente nelle prime ore del mattino al riparo da sguardi indiscreti.
E se invece del male il “dialogo con se stessi” fosse la cura?…

233 Stefano Spezi finalmente sola

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Comments (6)

 

  1. Domenico Brizio scrive:

    Concordo con il testo ma un dialogo con se stessi in cui sta fuori la Natura, di cui siamo fatti, è parziale, e non taumaturgico.
    La fotografia presenta debolezze.
    Domenico Brizio

  2. Son pienamente d’accordo, stare con se stessi è un piacere non una difficoltà o un peso.
    l’imagine però non è, secondo me, tanto incivisva quanto vorrebbe il titolo.
    vuoi per il bn un pò spento, grigio, vuoi per lo sfondo non abbastanza poetico anche se la composizione è buona l’immagine non mi prende + di tanto nonostante concordi al mille per cento sul concetto espresso.
    donatella tandelli

  3. Antonino Tutolo scrive:

    L’immagine non brilla dal punto di vista tecnico del B/N, come già rilevato nei precedenti commenti. Essa è sottoesposta.
    Questo si traduce in un grigiore diffuso.
    Infatti l’istogramma digitale mostra che la curva dei toni è composta da toni bassi e medio-bassi; mentre sono completamente assenti i toni medio-alti e alti.
    In analogico si direbbe che l’esposizione ha situato l’immagine nella parte bassa e sul piede della “curva ad S” caratteristica della pellicola.
    Dal punto di vista dei contenuti, ritengo che l’azione del soggetto sia poco significativa rispetto al titolo.
    Per quel che si vede nell’immagine, il soggetto potrebbe anche essere alla ricerca di vongole o di qualcosa che gli è caduto.
    Non bisogna forzare il significato di quel che s’é potuto trovare, ma piuttosto cercare un soggetto più interessante. Un fotografo professionista o un regista monterebbero la scena; un fotoamatore, invece, si deve armare di pazienza e cogliere una situazione propizia.
    Il digitale o la camera oscura non possono creare un qualcosa che non c’é: un soggetto significativo.
    L’attesa e la capacità di cogliere il soggetto giusto, nel momento giusto, nell’attimo reale e non costruito, formano l’essenza ed il gusto stesso della fotografia amatoriale di reportage.
    Antonino Tutolo

  4. Enrico Maddalena scrive:

    Concordo con le idee espresse da Domenico, Donatella ed Antonino, ma mi chiedo:
    siamo proprio sicuri che in una foto ci debbano essere sempre tutte le tonalità?
    Una immagine grigia e piatta (parlo in generale), non potrebbe in alcuni casi essere funzionale all’espressione di una particolare idea espressiva?
    E’ una considerazione su cui credo valga la pena riflettere.
    Alla scuola ufficiali ill tenente che ci faceva “Regolamenti militari” il primo giorno esordì con: “Ragazzi, ricordate che il regolamento serve a chi non si sa regolare”.
    La regola generale che dice che in una foto ci deve essere una gamma completa di toni dal nero profondo al bianco puro è sempre da accettare?
    Enrico

  5. stefano spezi scrive:

    Grazie per i commenti, cercherò ovviamente di far tesoro di quelli tecnici (per fortuna in alcuni casi più istruttivi di un “la foto presenta debolezze”…). Devo però precisare che purtroppo al momento dell’upload ho inavvertitamente e colpevolmente omesso dal titolo un punto interrogativo (il titolo doveva essere “Sola, finalmente?”) che nelle mie intenzioni doveva contribuire al significato del tutto esprimendo proprio la mancanza di certezze di fronte ad una situazione dalla lettura non univoca e stimolando così diverse chiavi di lettura sul tema della solitudine, che quando è imposta diventa dramma sociale mentre se scelta può diventare un vero e proprio lusso…
    stefano spezi

  6. Domenico Brizio scrive:

    In effetti il mio commento è stato più che positivamente istruttivo direi piuttosto negativamente distruttivo. Ne sono consapevole. E’ stato suggerito forse l’impatto tra l’enunciato delle parole di accompagnamento e lo svolgimento del tema un po’ incerto. Ma qui ancora una volta ritroviamo che la Fotografia non è uno strumento così duttile da prestarsi a collaborare con tutte le riflessioni della nostra pur lucida mente: esiste l’infotografabile.
    Sto pensando: ma uno scrittore deve accompagnare la sua opera sempre con un commento introduttivo o basta l’opera da sola? Anche perche ogni tanto nell’era moderna il fotografo sembra uno scrittore infedele a se stesso. Indicazioni in fotografia ci sono, regole non ve ne dovrebbero essere ma di tanto in tanto un critico analista mette fuori un manifesto di regole con il quale, cercando adesioni, esclude la possibilità delle indicazioni, anche su questo blog. Fortunatamente per la Fotografia paiono tutte opinioni.
    Domenico Brizio

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