Niero Gianni – Chirignago (VE) – Volare

Il volo ieri e oggi.

253 Niero Gianni volare

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Comments (13)

 

  1. e anche qui come concetto ci siamo…che vorrebbe racchiudere chissà quali elucubrazioni filosofiche.
    ma anche qui la “realizzazione” scarseggia.
    Questo scatto o è stato preso al volo( a proposito di volare….) senza il tempo materiale di cambiar obiettivo magari un bel 500 mm…oppure è stato un “caso fortunato” di cui l’autore si è accorto dopo e ci ha infilato un bel titolo filosofico poi.
    Fatto sta che i soggetti sono comunque troppo piccoli per rendere interessante lo scatto, sono appiattiti su un cielo uniforme che nn dà per niente una qualche idea di dimensione e spazi, di certo qualche nuova strategica magari disegnata da un bel profilo di luce avrebbe aiutato, sempre supportata dal 500mm di cui sopra.
    l’autore potrebbe dirmi….”si…e chi ce l’ ha il 500 mm!!” bene, d’accordissimo difatti io non ce l ho ed appunto per questo non mi sarei azzardata a fare questo scatto che vorrebbe ma non è.
    Ma nella vita è giusto insistere se si ha un’ idea per cui se voglio esprimere questo concetto ma non ho il 500mm mi ingegno ad esprimerlo in un altro modo possibilmente combaciante con l’attrezzatura fotografica di cui dispongo!
    donatella tandelli

  2. Antonino Tutolo scrive:

    Condivido il commento di Donatella Tandelli.
    L’autore ha colto l’attimo in modo elementare.
    Però, già aver concepito un’idea, magari a posteriori, dopo lo scatto, è qualcosa di meglio della semplice realizzazione perfettina, a fuoco e con grande dettaglio, che altrove alberga regina.
    Diciamo che è “un inizio” da migliorare.
    Antonino Tutolo

  3. Domenico Brizio scrive:

    E’ più facile scrivere che fotografare una realtà. O forse è più facile dare ad una realtà un qualsiasi senso o crearsene una e poi riprodurla: il difficile è sempre che la realtà rappresenti il senso che gli si vuol dare. Questa immagine lo evidenzia.
    Domenico Brizio

  4. Maurizio Tieghi scrive:

    Tra le ultime fotografie ammesse in visione sul blog, alcune sono introdotte dal suo autore tramite parole dense di significati, quasi sia una scelta mirata da parte della redazione per incoraggiare anche tramite queste frasi le altre ormai rare dei visitatori. Considero che gli autori per rendere visibile il loro pensiero, come per questo scatto, abbiano usato il mezzo fotografico in un modo deludente, sia per qualità tecnica ma anche con limitata fantasia e tramite situazioni poco poetiche.
    Per fare qualche esempio il pensiero d’amore verso la persona amata, che non c’è più, si può rendere fotografando una cornice per foto consumata dal tempo, fuori fuoco sullo sfondo dell’immagine, e una rosa in primo piano. La solitudine si presta a molteplici interpretazioni fotografiche migliori di quanto mostrato a parole su questo blog. Sempre nel campo delle ipotesi sicuramente più originale sarebbe stata la comparazione tra volo antico e moderno, se l’autore avesse fotografato un segnale stradale che indica l’aeroporto con sopra un uccello appollaiato, situazione rara ma non impossibile da trovarsi.
    Maurizio Tieghi

  5. Gianni Niero scrive:

    Sono d’accordo non è uno scatto tecnico. Volevo solo evidenziare la “fortuna” di aver centrato questi due tipi di volo, in un cielo limpidissimo, da un mezzo in movimento senza il tempo materiale di “costruire la fotografia”.
    Gianni Niero

  6. Paola Canali scrive:

    L’immagine non è efficace.
    Se lo scopo di questo scatto doveva essere quello di condurmi ad una riflessione su “Il volo ieri e oggi” la comunicazione non mi ha raggiunta.

    Forse l’autore ha soltanto colto l’attimo, l’attimo, che ha generato in lui la voglia di farsi testimone dei grandi passi tecnologici che ci hanno consentito di realizzare, in qualche modo, un sogno “volare” così … click … immortalata la Sua emozione. La fotografia è anche questo, no??? Fermare attimi, pensieri, idee che ci attraversano, e che spesso sono solo nostri.
    Non sempre abbiamo concetti da sviscerare, non sempre sguardi a progetto.

    @Maurizio Tieghi
    Questo Blog è uno strumento impagabile i visitatori a poco a poco si faranno avanti … non è facile parlare di fotografia … no davvero.

    Paola Canali

  7. Domenico Brizio scrive:

    @Paola
    Che bella la tua definizione “sguardi a progetto”: ecco mi mancava questa bella immagine per spiegarmi un po’ di Fotografia, convinto come sono che tutto quel che vedi fotograficamente lo porti ‘già’ dentro e non puoi, se non con grandi compromessi, progettarlo.
    Questa immagine però è deficitaria: parola scritta e senso comunicato dall’immagine non si incontrano.
    Domenico Brizio

  8. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico Brizio
    “…. che tutto quel che vedi fotograficamente lo porti ‘già’ dentro e non puoi, se non con grandi compromessi, progettarlo”.
    Certamente non puoi progettarlo come nella pittura; hai necessità di cercare.
    Ma se hai l’idea prima o poi la concreatizzerai in un’immagine. Magari tramite il linguaggio iconico.
    Ci siano dei concetti, delle idee, difficili da rappresentare in fotografia; ma non impossibili.
    Nelle mostre, nella fotografia a tema, vedo rappresentati anche “idee” e concetti molto complessi, che non esistono materialmente nella realtà.
    In questa immagine, ad esempio, due oggetti che volano volgiono rappresentare un concetto astratto: il volare, e non se stessi singolarmente: un aereo e un uccello.
    Si va a sintetizzare cosa i due soggetti hanno in comune: il volo. Oppure il significato che ciascuno di essi apporta al discorso complessivo, al significato finale.
    E’ il lingaggio dei segni, delle forme, del colore, della composizione, dell’estetica. (Basta leggere il trattato: “Punto, linea, superficie” di Kandinsky)
    La fotografia, in questo, è simile alla pittura. Entrambe richiedono idee, ma nella prima occorre saper osservare e raccontare, nella seconda occorre saper realizzare ex novo.
    Ma il linguaggio e le regole estetiche sono simili.
    Antonino Tutolo

  9. Quasi tutti coloro che si avvicinano alla fotografia hanno il periodo in cui si fanno affascinare da ciò che riescono a catturare con la loro attrezzatura: i colori di un tramonto, la casualità di una situazione (come in questa immagine), ecc.
    Questa fotografia è frutto di un attimo di entusiasmo per “avere visto” e il saper cogliere l’attimo è una dote che non si impara sui libri, o si ha o non si ha. E’ un buon punto di partenza per ampliare le proprie qualità e per approfondire tecnica e linguaggio dell’immagine.

    @Paola Canali
    Concordo pienamente, il blog è uno strumento impagabile e non è facile mettersi in gioco postando i propri lavori e non è facile parlare di fotografia…no davvero
    Elisabetta Moschetto

  10. Maurizio Tieghi scrive:

    @ Paola e Elisabetta: vero, il blog è uno strumento impagabile, concordo pienamente sulla difficoltà nel parlare di fotografia, noi ci stiamo sforzando per farlo, però nella federazione ci sono soci che hanno incarichi istituzionali per saperlo fare. Saranno impegnati a parlare di fotografia con interlocutori più qualificati di noi tutti?
    Maurizio Tieghi

  11. Silvano Bicocchi scrive:

    L’inquadratura sorprendente che accosta un aereo e un uccello, per quanto fredda possa essere, genera pur sempre una relazione significante.

    Il volo naturale e il volo artificiale creato dall’uomo, di cui tutti conosciamo i tanti significati storici, scientifici, simbolici. Il senso della fotografia è quello semplice e profondo che l’autore ha dichiarato. All’autore basta questo semplice indicare del comporsi di un significato. E’ una foto concettuale perché è il concetto che giustifica l’immagine non il risultato estetico.

    L’atto del leggere la fotografia bisogna farlo cercando le ragioni dell’autore e fermarsi lì.
    Robert Adams ci dice che se a una mostra non abbiamo trovato le fotografie che avremmo gradito ecco che quelle mancanti sono le fotografie che dobbiamo fare noi (quindi non chiediamole agli altri).

    Questo Blog è uno spazio aperto a tutti gli interventi, ogni lettura giustificata dall’immagine è una buona lettura. Ormai anni fa chiamai questa moltitudine di punti di vista “lettura corale”. Il blog non è disertato ne dalla Redazione di FOTOIT ne dal DAC.
    Questo è un modo nuovo di esercitare la lettura della fotografia che può trovare chi lo trova congeniale al proprio sentire e chi no.
    E’ sicuramente auspicabile che aumentino gli interventi qualificati, ma sono anche importanti quelli del semplice fotografo, per non creare un ambiente elitario.
    Io conosco l’oneroso impegno di chi dedica alla FIAF il proprio tempo libero e, considerato il carattere amatoriale, ritengo che il modo giusto di rivolgersi a questi amici non deve essere il richiamo critico ma quello dell’amichevole invito.
    Silvano Bicocchi

  12. Paola Canali scrive:

    @Maurizio
    “… noi ci stiamo sforzando per farlo …”

    Questo mi piace!!!! L’idea che persone con interesse e passione per la fotografia si sforzino di elevare la propria capacità di lettura.
    Ciao
    Paola Canali

  13. Antonino Tutolo scrive:

    La scelta delle immagini pubblicate è valida e dipende dal materiale ricevuto. Il responsabile pubblica immagini finalizzate ad “uno scopo”.
    I soci hanno necessità di imparare. Bisogna considerare anche foto che ad alcuni possono sembrare deludenti, prive di “poetica”. In questo caso conviene stare a sentire. Magari poi ci si ricrede. Gli interventi e la pubblicazione, anche dei novizi, è importante. Essi, esponendosi, vedono risolti i loro problemi individuali. Inoltre le immagini semplici aiutano ad affrontare i problemi in maniera elementare, uno alla volta. Un’immagine complessa è più difficile da analizzare se non si hanno le basi. Ma ogni tanto sono pubblicate anche foto di fotografi avanzati.
    La “lettura corale” è importante, perché esamina vari punti di osservazione, aiuta a risolvere le carenze individuali ed illumina verso nuovi orizzonti. L’esperto, il maestro, conviene che intervenga per ultimo; per dipanare i punti controversi o riassumere e rilevare quelli salienti.
    Progettare una fotografia significa costruirla su un set fotografico. E’ impegnativo e richiede mezzi e creatività. Noi fotografiamo in modo semplice: abbiamo dentro di noi le idee; dobbiamo solo cogliere l’occasione propizia.
    La frase di Robert Adams è significativa. Visitare le mostre, leggere le monografie e le esperienze dei maestri, dà il senso di quello che è “già stato” e illumina le idee verso quello che pensiamo “manchi”
    Antonino Tutolo

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