Manenti Claudio – Milano – Uno sguardo su Firenze

Questo scatto fa parte dell’ultimo lavoro fatto durante uno degli ultimi week-end a Firenze. Mi piacerebbe avere qualche autorevole commento.
Nikon D80 Tokina 12/24 f.4 ISO 100 1/250 f8.

246 Claudio Manenti uno sguardo su Firenze

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Comments (10)

 

  1. Roberto Rognoni scrive:

    Non so se Manenti riterrà il mio un commento autorevole, comunque la sua foto mi ha dato uno stimolo importante a farlo.
    Trovo questa immagine originale, ben costruita, con una cornice nera ed un’ombra molto grafica posta sulla diagonale del fotogramma: tutti questi elementi evidenziano in modo efficace una “finestra” attraverso la quale è possibile vedere un particolare architettonico che non ci si aspetterebbe di vedere in questa situazione.
    Una sorta di cella di una prigione dalla quale un detenuto potrebbe immaginare questa visione.
    Mi piacerebbe sapere perchè l’autore ha scelto di inserire nella parte alta della “finestra” un cielo così sovraesposto, personalmente avrei preferito vederlo azzurro.
    Roberto Rognoni

  2. Claudio Manenti scrive:

    Grazie Roberto per le tue precisissime osservazioni, tecnicamente non sono riuscito a salvare il cielo oppure a scattare una seconda volta per salvare le luci. La salita alla cupola nel week-end di S.Ambrogio era impossibile e la fila di persone che mi seguiva e mi spingeva non mi ha lasciato il tempo di ragionare con lucidità per salvare tutti i dettagli. Grazie ancora.
    Claudio Manenti

  3. Paola Canali scrive:

    Interessanti geometrie di linee e luce, vuoti e pieni che danno una bella sensazione di tridimensionalità. L’offerta di uno scorcio panoramico diverso ed inaspettato. Via di fuga dall’oscurità.
    Il mio commento non autorevole è scaturito dal piacere di osservare questa immagine.
    Paola Canali

  4. marco furio perini scrive:

    Mi piace come hai composto l’immagine, soprattutto per la distribuzione di luci ed ombre. Riguardo al soggetto richiamato nel titolo, ovvero Firenze, beh, devo dire che stento a trovare elementi specifici della città (a parte quel particolare sullo sfondo che potrebbe essere la facciata del duomo). Ma devo anche dire che, essendo di Torino, Firenze la conosco solo turisticamente per quelle tre o quattro volte che l’ho vista. Secondo me la sovrapposizione della grata e delle colonne finisce di “imprigionare” anche lo scorcio panoramico sulla città. Ma, come ho detto in apertura, credo che il vero soggetto sia la “forma” dell’immagine, e sotto questo aspetto non mi dispiace. (Commento assolutamente non “autorevole” ma spontaneo e sincero…) Ciao
    marco furio perini

  5. Domenico Brizio scrive:

    Questa fotografia è un bell’esempio di composizione che è stato generato da un occhio capace di organizzare il reale in un piano metafisico, una creazione. E quando la fotografia è così ti entra nella mente e ti fa pensare che la meraviglia è sempre possibile, per chi sa coglierla, naturalmente. Questa non è fortuna: è passione.
    (Non è un commento autorevole perchè è solo… dettato dal cuore).
    Domenico Brizio

  6. Antonino Tutolo scrive:

    Nei commenti precedenti percepisco un timore reverenziale.
    Poi ho compreso. Con un maestro di Kung Fu meglio tenersi sul vago e sul condiscendente.
    Io mi ritengo falsamente al sicuro.
    :-)
    L’immagine è sapientemente composta, nel pieno rispetto delle regole.
    L’occhio parte dal primo piano, quasi in basso a sinistra, segue il cono di luce diagonale in un crescendo prospettico di forma, misurato e scandito in profondità dalle ombre dell’inferriata, fino al grande finestrone in alto a destra, che fa da cornice alle colonne di un palazzo tra le quali appena si intravvede una panorama della splendida città.
    La grata, il buio della cornice, il “grigiore” della muratura in primo piano, la vista dalla finestra limitata ed in questo caso non singolare (il cielo bianco pare impormi una visione costretta, che, da libero, avrei certamente evitato), mi fanno pensare, mettendomi nei panni dell’osservatore, di essere un prigioniero in attesa del “giudizio” di Lorenzo il Magnifico.
    Mi chiedo se Egli sarà clemente nei miei confronti, come certamente sarà l’Autore della foto.
    :-)
    Antonino Tutolo

  7. Vi sono due modi di guardare questa fotografia (l’ho scoperto facendolo): il primo è seguire il cono di luce fino alla finestra, immaginando le pareti immerse nell’oscurità.
    Ne risulta la sensazione di prigionia di Antonino Tutolo.
    Il secondo salta fuori puntando lo sguardo direttamente sulla finestra e guardando l’immagine come se fosse una costruzione grafica, più che una stanza. Allora la prospettiva ci restituisce una sorta di parallelepipedo e il lato che ci viene incontro è la grata sulla città.
    Sia il primo sguardo che il secondo sono frutto del gioco di chiaro-scuri e di linee che l’autore, malgrado la ressa di turisti, è riuscito a vedere ed immortalare. Ben fatto.
    (Commento per nulla autorevole, ma sentito)
    Elisabetta Moschetto

  8. Maurizio Tieghi scrive:

    Tutto pregevole come da altri riferito, evidenzio due imperfezioni di tipo geometrico dato che l’immagine è strutturata in volumi. Un punto di ripresa più decentrato poteva far entrare anche parte della 4a colonna a destra equilibrandola con la 1a di sinistra, scattando da un punto più elevato si evitava di far coincidere la barra orizzontale dell’inferriata con il pianale della balconata, limitando allo stesso tempo la zona di cielo sovraesposto.
    Maurizio Tieghi

  9. Claudio Manenti scrive:

    Bellissimi commenti e molto costruttivi, vi ringrazio molto e cercherò di mettere in pratica le Vs osservazioni.
    Claudio Manenti

  10. Bellissima!! L’immagine è composta con rigore geometrico ed è interessante anche lo sfondo architettonico.
    Ottavio Perpetua

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