Tam Fernando – Tramonto

Meraviglioso e’, soffermarsi un attimo e godere cio’ che la natura ci offre.

234 Tam Fernando - tramonto

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Comments (5)

 

  1. Enrico Maddalena scrive:

    L’esposizione è sul cielo dove il disco solare ed il giallo della nube che gli è davanti richiama alla mente una esplosione nucleare: energia dunque.
    Dall’ombra profonda del primo piano emergono le sagome nere di tre giraffe. Una scena che ha del primordiale.
    L’immagine è ambigua: la testa dei tre animali può essere vista rivolta verso il fotografo o verso il sole, indifferentemente.
    Un po’ come per il classico fenomeno del cubo in proiezione assonometrica parallela, di cui ciascuna faccia può essere vista di volta in volta come anteriore o posteriore.
    E’ chiaro che, a seconda dell modo in cui percepiamo la direzione verso la quale è rivolto lo sguardo delle giraffe, il significato dell’immagine cambia radicalmente.
    Immaginarle rivolte verso il sole dà un significato più profondo alla foto.
    Avrei tagliato un po’ della parte inferiore (senza dettagli) per dare più peso ai profili degli animali.
    Enrico Maddalena

  2. Antonino Tutolo scrive:

    E’ un’immagine ormai classica, ma ben eseguita e composta.
    Non mi disturba la metà inferiore nera; ho provato a mascherarla, ma con questo taglio le tre giraffe mi sembrano tre topolini dal collo lungo.
    Antonino Tutolo

  3. Domenico Brizio scrive:

    Rosso, giallo, nero, vero: essenza. Ma quanta luce per il pensiero che corre lungo i profili delle giraffe, si inverte prima del buio sottostante, ritorna in su verso la fonte energetica che tutto alimenta… Qui le ‘cose’ tecniche sono poco importanti, basta osservare ciò che ci viene offerto.
    Domenico Brizio

  4. marco furio perini scrive:

    Le silhouettes in controluce delle tre giraffe, i colori infuocati del tramonto, la notte che tutto sta per avvolgere mi bastano per portarmi con l’immaginazione dove non ho mai avuto modo di essere fisicamente. Quanto basta per farmela apprezzare con gli occhi e con la mente. Ciao
    marco furio perini

  5. Antonino Tutolo scrive:

    @Domenico Brizio
    “Qui le ‘cose’ tecniche sono poco importanti, basta osservare ciò che ci viene offerto.”
    -
    Ma la “cose” tecniche sono strumento del linguaggio estetico della comunicazione fotografica.
    Con esse il fotografo condiziona il tipo di colore, di saturazione, di luminosità, di contrasto, di dettaglio, di inquadratura.
    Sono gli elementi del linguaggio fotografico, che aiutano, non a raccontare la “presunta” realtà, ma a descrivere “l’idea” creativa, l’emozione, che il soggetto ha suscitato nella mente del fotografo.
    -
    L’autore ha esposto per il cielo, ottenendo i neri puri del primo piano.
    Sarebbe bastato variare l’esposizione per comunicare tutt’altro.
    Con una sovraesposizione, ad esempio, avremmo avuto maggiori informazioni sull’ambiente, ma avremmo perduto il punto di vista dell’autore, la sua illusione magica, il sogno ad occhi aperti, “l’idea” platonica della sua mente, che sono frutto della sua esperienza, del sua sensibilità, del suo vissuto, della sua conoscenza, delle sue emozioni.
    Il fotografo non ci ha comunicato la realtà: ma la “sua realtà” attraverso la magia del colore saturo, col mistero delle ombre chiuse della notte che arriva.
    In questo senso la fotografia “falsifica la realtà”. Essa ci racconta un’idea, un’emozione; non la descrizione di ciò che è realtà, che sarebbe anch’essa soggettiva.
    Per questo, e solo per questo, la fotografia è arte.
    Quando, invece cerca di descrivere la “presunta” realtà oggettiva essa è solo mezzo di documentazione. Anch’esso soggettivo e falso.
    Antonino Tutolo

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