Panzavolta Fabio – Cervia (RA) – In fila per tre

Foto realizzata in costa Amalfitana a Praiano loc Praia a Mare.

248 Panzavolta Fabio In fila per tre

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Comments (16)

 

  1. Ezio Turus scrive:

    Ritrovare il nome di Fabio, dopo averlo conosciuto attraverso le sue Polaroid, nel comune Gruppo Polaser, con questa fotografia Bianco e Nero, fa enorme piacere.
    La fotografia è di un’ironica quanto ricercata composizione che, visti i soggetti, non può che dipendere dalla prontezza del colpo d’occhio dell’autore.
    Il fattore casualità è certamente fondamentale, la combinazione dell’analogia gatti-barche non può certo essere frutto di grandi meditazioni compositive, se non la scelta di riportare in bianco e nero, enfatizzando proprio le linee virtuali di congiunzione tra questi due piani.
    Per ultima non guasta l’ironica attesa dei mici che, magari avezzi ad aspettare i pescatori, sanno che quest’attesa porterà loro il “premio fedeltà”.
    Una fotografia molto efficace nel raccontare un istante di “slow life”, sia da parte dei pescatori, sia da parte dei mici, che instilla nell’osservatore lo stesso senso di pace che deve aver provato Fabio nel scattarla.

    ezio turus

  2. Enrico Maddalena scrive:

    L’immagine è divisa in due metà dalla linea del bagnasciuga.
    In quella superiore tre barche di pescatori (mi sembra che in quella centrale ci sia una rete).
    Nella metà in basso, sulla linea delle tre barche, tre gatti che sembrano in attesa del pesce.
    Una foto arguta che, tramite la composizione, invia un chiaro e simpatico messaggio.
    Nello stile delle “candid photo”.

  3. Antonino Tutolo scrive:

    Tre gatti, tre barche, tre pescatori.
    Con la pazienza tipicamente felina, ciascuno dei tre micioni aspetta la giusta mercede in attesa sorniona.
    Qualche boccone saporito sicuramente sarà donato.
    Una bella immagine che denota grande senso dell’humor.
    L’occasione, per chi si interessa e si impegna e sa osservre, prima o poi arriva. Occorre solo avere la capacità di cogliere il momento giusto. Ma il senso dell’umor è innato, e aggiunge all’insieme quel pizzico di sale che dà più gusto alla pietanza.
    Per mio gusto, avrei abbassato leggermente i toni della metà superiore dell’immagine.
    Complimenti all’autore
    Antonino Tutolo

  4. mi scappa da ridere….. trrrrroppo bello questo momento…..
    i gatti…i più affezionati clienti dei pescatori!!!!!!
    è formidabile come i 3 mici si siano sistemati esattamente di fornte alle tre barche…par condicio mi verrebbe da dire!
    molto meno formidabili sono le pose dei tre pescatori, quello di mezzo si salva( sarebbe stato da scattare a raffica x scegliere poi la migliore.)
    anche secondo me la parte superiore è un pò troppo sparata, bisognerebbe riaggiusater i toni del bn, magari partendo dall’originale forse a colori…?
    cmq, APPLAUSI APPLAUSI APPLAUSI3
    donatella tandelli

  5. marco furio perini scrive:

    Sono scene che non capita certo spesso di incontrare, bravissimo il fotografo per averla vista e catturata, tra l’altro con una inquadratura essenziale allo scopo. Ciao
    marco furio perini

  6. Ezio Turus scrive:

    @ donatella tandelli,

    non mi sembra che il momento raccolto da fabio panzavolta sia scattato a modelli che seguono le direttive del regista fotografo.
    I pescatori fanno i pescatori, si mettono come gli pare, i gatti fanno i gatti, vanno dove gli pare. A Fabio il plauso di averci regalato questo istante. Non me la sento di “consigliare” come possa fotografare (a raffica? mica abbracciava un mitra?).
    Credo che il compito di noi commentatori non sia quello di insegnare come si fanno le foto nè tantomeno dire come noi l’avremmo fatta, ma semplicemente leggere quanto ci viene proposto.

    ezio turus

  7. Fabio Panzavolta scrive:

    Ringrazio sentitamente tutti per i bellissimi commenti fatti.
    Questa foto fa parte di una quindicina di immagini scattate sempre li dal titolo “Uomini di Mare”. Ho fatto in tempo a scattare 2 immagini poiche la scena si e dissolta quasi subito (i gatti erano molto impazienti).
    Un carissimo saluto al “Polaseriano” Ezio Turus.
    Ciao a tutti
    Fabio Panzavolta

  8. Antonino Tutolo scrive:

    @Ezio Turus
    “Credo che il compito di noi commentatori non sia quello di insegnare come si fanno le foto nè tantomeno dire come noi l’avremmo fatta, ma semplicemente leggere quanto ci viene proposto”.

    Il linguaggio fotografico è insieme iconico e grafico (low key, high key). Ogni elemento dell’immagine, anche il bilanciamento della luminosità tra le parti, ha la sua rilevanza ed il suo significato.
    Antonino Tutolo

  9. Domenico Brizio scrive:

    I gatti sembrano essersi spartiti i pescatori, i pescatori sembrano disinteressarsi dei gatti e i pesci che non vediamo sono per ora ignari del loro destino (non perchè non li vediamo!)… ma se leggo quanto mi viene proposto posso anche dire che il maggiore gradimento sta anche in una maggiore attenzione nel porgermelo.
    Domenico Brizio

  10. a Ezio,
    resta un dato oggettivo che i pescatori non hanno delle belle posizioni.
    non è mica una malattia infettiva scattare a raffica… anzi a volte in certe situazioni può persino favorire lo scatto pressochè perfetto!!!
    io ho “letto” quanto mi è stato proposto ma essendo stata dotata anche di qualche sinapsi che funziona ho subito “visto” che c’era qualcosa che mi disturbava….
    compito di chi osserva una foto non è anche quello di condividere i propri pensieri e le proprie impressioni?
    donatella tandelli

  11. Antonino Tutolo scrive:

    Con la raffica non sono mai riuscito ad ottenere nulla di ideale. Preferisco controllare il singolo istante, magari ripetendolo fino al risultato migliore. Il limite della fotografia sta nella mancata “collaborazione” del soggetto. Già controllare tre gatti non è cosa semplice. Facilmente uno dei soggetti alza il remo sulla faccia proprio nel momento dello scatto e vanifica l’attesa di minuti. La rapidità del movimento e la complessità della scena da controllare talvolta impediscono al fotografo di rendersi conto del piccolo problema registrato.
    Ci vuole anche un pizzico di fortuna per una grande immagine.
    Ma, a parte qualche piccolo problema, in particolare la notevole estensione delle luminosità della scena (avrei cercato di abbassarla con un polarizzatore o con un filtro di riduzione), che va al di là della latitudine di posa del sensore digitale (soprattutto se l’immagine è salvata in Jpeg), il significato c’é. C’é il senso dello humor.
    Antonino Tutolo

  12. Ezio Turus scrive:

    Il difetto di NOI fotografi che commentiamo le foto è quello di ripetere come NOI le avremmo fatte.
    Ricordiamoci che non siamo noi ad aver scattato questa e le altre foto che qui commentiamo, per cui, prima di tutto, rispettiamo quello che gli autori hanno fatto e ci hanno proposto.
    Impariamo invece a leggere quello che c’è scritto, non quello che VORREMMO fosse scritto.
    Le posizioni, le forme, i momenti non sono belli o brutti, se non in relazione al nostro personalissimo gradimento estetico.
    Una foto non è bella o brutta, ma può piacere o non piacere. Proviamo piuttosto a capire perchè.

    ezio turus

  13. Domenico Brizio scrive:

    @ Ezio
    Mentre condivido generalmente che quando la foto è fatta è fatta, anche emotivamente, mi sento di dissentire sull’affermazione “leggere quello che c’è scritto”: sarà sempre un “vorremmo fosse scritto” perchè fortunatamente ognuno di noi interpreta prima di leggere e non esistono gli assoluti. La lettura oggettiva non esiste così come mettere regole per leggere è molto discutibile. L’arte non ama gli steccati, li supera. L’estetica (nel senso di bello/brutto) non relaziona proporzionalmente al piacere (nel senso di intenso/scarso). – opinione -
    Domenico Brizio

  14. Antonino Tutolo scrive:

    @Ezio Taurus
    “Una foto non è bella o brutta, ma può piacere o non piacere. Proviamo piuttosto a capire perchè.”
    Nel commentare una foto altrui c’é sempre, deve esserci, il rispetto per l’opera del collega.
    Occorre impegnarsi per prima cosa a comprendere la sua immagine; non a giudicarla.
    All’autore, più che sapere se piace o non piace, se è bella o brutta, conviene conoscere i perché, come giustamente hai espresso.
    Dai nostri “perché” egli può avere il riscontro dell’efficacia del suo linguaggio fotografico nell’esprimere quell’idea, in aderenza al titolo.
    Ma anche le proposte di inquadrature diverse, certamente soggettive ed opinabili, possono spingerlo a riflettere ed a trarre altre conclusioni positive. L’importante è che nell’esposizione della propria opinione si abbia sempre rispetto della persona e della sua volontà creatività.
    Antonino Tutolo

  15. Maurizio Tieghi scrive:

    Io non sono un lettore, commentatore, critico di foto, sono solo un fotoamatore iscritto alla Federazione che mette in rete il Blog, questo è il sito di FOTO.IT, le cui persone preposte selezionano le fotografie e i commenti che saranno visibili a tutti. Perché non dovrei dichiarare all’autore delle foto il mio punto di vista come fotografo ed esprimere giudizi del tutto personali? Tocca a lui trarne le conclusioni, se non gradisce il mancato rispetto del suo operare non si sottoponga a questo tipo di gioco. Inoltre ricordo che a monte di tutti noi c’è sempre un filtro che stabilisce quello da mostrare agli altri, sia espresso in modalità di scrittura che in linguaggio fotografico.

    Maurizio Tieghi

  16. “Impariamo invece a leggere quello che c’è scritto, non quello che VORREMMO fosse scritto.”

    scusami Ezio…ma a me par proprio di aver “letto” quello che ho visto e se un’immagine ha dei difetti non vedo perchè tacere…
    in fin dei conti l’attimo fortunato e l’occhio acuto dell’auotre li ho elogiati…ma devo dargli una pacca sulla spalla e dirgli bravo senza accennare un “peccato però…”
    quel “peccato però” non è mica uno schiaffo selvaggio all’autore!!!
    Semmai una constatazione di un dato di fatto oggettivo su cui l’autore non può far altro che essere d’accordo.
    donatella tandelli

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