Arborea Vito Francesco – Rutigliano (BA) – In fondo al buio

Ricordo di una meravigiosa giornata passata assieme ai miei amici dell’ Associazione Rocco Verroca di Casamassima. Corridoio del Convento di Santa Maria degli Angeli a Cassano le Murge (BA).

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Comments (8)

 

  1. Marco Nicolini scrive:

    La luce evidenzia una atmosfera particolare in un ambiente speciale con un significato marginale emanato dai soggetti ripresi (lui nell’atto di fotografare? e lei?), sicuramente un ricordo che da alla fotografia in esame solo un intimo significato e…in fondo al buio: la luce.
    Marco Nicolini

  2. Antonio Cunico scrive:

    E’ una immagine che andrebbe ripensata ma soprattutto ricomposta. Se si voleva dare risalto alle forme architettoniche presenti, indubbiamente interessanti, bisognava per prima cosa curare l’inquadratura, rispettando la perfetta perperndicolarità delle linee orizzonatali e verticali.
    Le silohuette delle persone presenti sono troppo confuse, la posa dell’uomo con (penso) una macchina fotografica in mano si confonde con quella della donna, con il risultato di dare forma aud una strana creatura a tre gambe con un braccio che spunta da una delle due teste.
    Lo spazio da loro occupato inoltre non consente di esaltare quella che secondo me è la parte più interessante della fotografia, il riflesso sul pavimento.
    Aspettando qualche attimo in più e scattando un altro paio di fotogrammi con un pò più di attenzione, con molta probabilità avrebbe dato la possibilità di realizzare una immagine molto più interessante.
    Antonio Cunico

  3. Antonino Tutolo scrive:

    La presenza del fotografo rende vana ogni interpretazione significativa.
    E’ un peccato; l’ambiente si prestava ad una buona immagine.
    Antonino Tutolo

  4. Ezio Turus scrive:

    “Luce in fondo al tunnel” è un concetto pieno di intime riflessioni, se non altro perchè suggerisce un cambio di stato quasi repentino. La fine del buio, più metaforico che fisico, l’apertura alla speranza, a una visione chiara delle cose …. e molto altro ancora.
    Questa foto, invece, questi concetti stenta a farli emergere.
    Vuoi per il tono confusionario degli oggetti che si trovano sul cammino percorso dallo sguardo dell’osservatore, vuoi per l’indistinta identità dei due soggetti principali.
    Il ricordo di una giornata meravigliosa passata con gli amici, resta solo nella memoria di Francesco e non è certo elemento emergente della fotografia.
    Il convento qui fotografato avrà anche una struttura interessante, visto sul posto, ma io posso solo credere sulla parola, dal momento che in realtà spicca il rosso dell’estintore, il ripiano del telefono e molti altri oggetti indistinti, senza contare che l’atto del “fotografo da compatta digitale” non giustifica la sua presenza se non come istantanea scattata per puro ricordo personale.
    Non ultimo, la ripresa non allineata con le rigorose linee dell’edificio.
    Un elemento sicuramente a favore lo gioca il riflesso della luce sul pavimento e sulle pareti, ma purtroppo non è sufficiente a rendere il concetto che l’autore ha espresso nel titolo.

    ezio turus

  5. marco furio perini scrive:

    Non so bene perchè, ma più che ad un convento mi fa pensare al corridoio di un hotel, un po’ cupo e un po’ rétro, e magari neppure troppo accogliente. L’atmosfera così com’è non mi dispiace, e neppure il gesto dell’uomo che comunque suggerisce una certa complicità tra la coppia. Avrei però cercato di raddrizzare la foto che pende vistosamente verso destra. Ciao
    marco furio perini

  6. Antonino Tutolo scrive:

    Però il rilievo delle mattonelle consumate sul pavimento, il rilievo degli stipiti delle porte, danno l’idea di un luogo spartano, essenziale. Un corridoio usurato da migliaia di passi, nella monotonia del silenzio e, forse, della sofferenza.
    L’ambientazione, oltretutto esposta correttamente, c’era.
    E’ mancato un soggetto che desse significato. Sarebbe bastata la donna; sarebbe bastato che l’uomo tenesse il braccio sulla sua spalla, e l’immagine avrebbe acquisito il significato.
    Nella lettura, la verticale l’ho deliberatamente ignorata. In camera oscura o in camera chiara è un giochino da ragazzi raddrizzarla. Evidentemente l’autore non ha voluto intervenire sull’immagine, in post.
    Personalmente cerco di recepire i significati.
    Antonino Tutolo

  7. Domenico Brizio scrive:

    Vedo la luce provenire dall’esterno e sottolineare volta, pavimento e pareti; vedo lesene rimarcate dal contorno di riflessi e così quadri appesi inondati di chiarore; vedo due figure umane in azione non distinta… però non sono in una nave dove il rollìo impedisce di percepire la verticalità e l’orizzontalità, e passo oltre.
    Domenico Brizio

  8. Vito Francesco Arborea scrive:

    Volevo ringraziare tutti per i commenti ricevuti.
    Ammetto di esserne rimasto stupito, ma il bello della fotografia è che ogni persona ha una sua visione e concezione.

    Volevo segnalare soltanto un paio di cose:

    - la foto l’ho scattata dopo tre mesi dall’acquisto della mia prima reflex e quindi ero alle prime armi. Scusate qualche “errore” di tecnica.

    - il soggetto che avevo intenzione di fotografare era proprio quello che ho fotografato, e quindi il fotografo e la mia amica; l’ho segnalato anche nel commento della foto.

    - non mi piace fare post di foto che nella loro “grezzagine” mi suscitano interesse.

    Ho apprezzato molto i commenti di Antonino Tutolo e Marco Nicolini che mi trovano perfettamente d’accordo.

    Nuovamente grazie a tutti e in special modo alla redazione di Fotoit.
    Vito Francesco Arborea

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