Gianzi Gaetano – Corigliano Calabro (CS) – Il ruollo

Scatto realizzato a Corigliano il 6 gennaio 2009 durante una rievocazione di antichi giochi di strada.

257 Gaetano Gianzi il ruollo

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Comments (9)

 

  1. Antonio Corvaia scrive:

    Il titolo che l’autore ha sapientemente dato alla sua immagine, “Scatto realizzato a Corigliano il 6 gennaio 2009 durante una rievocazione di antichi giochi di strada”, ci trasporta in quel paese della Calabria in un momento di una manifestazione rievocativa di qualcosa. Una foto documento, dunque, ma una foto che riesce a cogliere un momento di vita urbana. Siamo, a mio avviso, nel pieno di quel genere fotografico chiamato “street photography”. Lo sguardo intenso di quel ragazzo colto al volo nella sua corsa attenta, il gesto fermo della mano che regge l’asticella che spinge il cerchio, il mosso dell’altra mano che da equilibrio alla corsa, il contesto stesso descrivono, più che il caso, una conoscenza attenta di quello che stà avvenendo attorno al fotografo. Qualche purista potrebbe obiettare che vi possono essere elementi di disturbo (la figura in secondo piano della bambina che entra nell’inquadratura, le automobili sulla destra, il piede sinistro troncato). Ma questi elementi, in definitiva, rappresentano il contesto, la dinamicità e la capacità di cogliere il momento decisivo. “Il punctum”, il centro dell’attenzione, rimangono l’azione e lo sgurado del ragazzo. La fotografia “è”, non quello che avrebbe potuto essere.
    Antonio Corvaia

  2. Antonino Tutolo scrive:

    L’immagine soffre del contrasto tra un epoca che è passata (l’antico gioco del cerchio) e l’attualità moderna (le auto ed il modo di vestire): quindi risulta anacronistica.
    Ma è un “momento decisivo”, quindi sarà apprezzata.
    Antonino Tutolo

  3. Enrico Maddalena scrive:

    Sarò un purista, ma a mio avviso la foto soffre di qualche difetto. Ritengo che siano più le critiche che gli elogi a far crescere e quindi esprimo la mia opinione.
    Il ragazzo è stato colto in un nomento di distrazione (non sta guardando il cerchio ma qualcuno o qualcosa fuori campo).
    Il piede sinistro amputato non giova all’immagine. La striscia sottile al di sopra del muro e le auto sono di disturbo.
    Quello che non mi disturba è proprio la ragazza che sta passando. Il taglio è stato evidentemente eccessivo e la composizione è squilibrata.
    Io non vi trovo nessun momento decisivo e nessun punctum di rilievo.
    Poichè la manifestazione avrà avuto una sua durata, si sarebbe potuto certamente trovare una inquadratura ed un momento più adatti.
    Enrico Maddalena

  4. Marco Nicolini scrive:

    Mi unisco al giudizio di Enrico Maddalena. E’ solo una foto a ricordo della manifestazione, ci sono troppi elementi in scena, non vi è sintesi, il campo di rpresa è approssimativo, vi sono elementi di disturbo: ed il messaggio arriva distorto. Probabilmente in quel contesto, durante la manifestazione, aver pensato prima la foto avrebbe dato vantaggio ad una maggiore comprensione.
    Marco Nicolini

  5. Maurizio Tieghi scrive:

    Questa fotografia ha il difetto di essere in un bianco e nero, tra l’altro poco entusiasmante, per il resto la considero interessante. Il titolo che porta e della situazione dichiarato dal suo autore poco m’interessa, anche del fatto che questo sia fotograficamente più o meno noto, considero bastanti gli elementi che sono stati fissati nel fotogramma, in quel dato istante, essendo in sintonia tra loro. Molto bella l’espressione del viso nel ragazzo in primo piano, efficace la posizione del suo corpo che tiene in equilibrio il cerchio. Ottima la ragazza entrante sullo sfondo, così come le auto parzialmente sfuocate che stanno testimoniando la presenza di una città viva attorno. Street photography suona molto meglio di fotografia per strada, in questo modo si ha la sensazione di essere meno periferia dell’America, fotograficamente parlando.
    Maurizio Tieghi

  6. Domenico Brizio scrive:

    La primitività del gesto del ragazzo contrasta con tutto quanto è nella fotografia, ma non riesce ad emergere con forza, compreso nell’ambiente circostante, ma non chiaramente isolato, stante anche un po’ di visibili sgrammaticature già rilevate nei puntuali commenti precedenti
    Domenico Brizio

  7. marco furio perini scrive:

    Mi spiazza parecchio la direzione dello sguardo del ragazzo, perchè non riesco a darle una interpretazione plausibile con il resto dell’immagine. Se la foto mi desse un qualsiasi suggerimento (anche minimo) su cosa stia guardando il soggetto probabilmente mi catturerebbe anche di più, mentre così a mio parere resta un po’…incompiuta.
    Ciao, marco furio perini

  8. Gaetano Gianzi scrive:

    Ovviamente ben vengano le critiche e le osservazioni che parzialmente condivido, certo un piede tagliato è devastante, il contesto era quello, elementi di disturbo tanti e l’inquadratura l’unica con meno confusione, la ragazza che passa la ritengo un colpo di fortuna, lo sguardo dietro non è assolutamente una distrazione, anzi trattandosi di una gara , l’ultimo giro, il ragazzo si volta per assicurarsi di non essere superato. E poi mi insegnate che la fotografia è un attimo, anche se pensata e aspettando il momento piu’ significativo!
    Gaetano Gianzi

  9. Ombretta Gazzola scrive:

    Oggi si critica troppo, l’analisi del piede, la ragazza sullo sfondo, il bianco e nero, eccessivo tutto:
    E’ un momento colto in una realtà urbana, nella quale persona e ciò che fa sono il soggetto dell’immagine. Gaetano ha sempre, nei suoi lavori, colto l’attività dell’uomo inserito nel suo paesaggio. La ragazza è un “paesaggio”, come pure “il muro rotto” , il selciato etc.
    Potremmo parlare di antropologia, no?!

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