La Fotografia e le altre arti (link)

Spesso la fotografia viene concepita solo come documentazione della realtà; in molti casi il massimo dell’espressività fotografica si coniuga col “momento decisivo” Bressoniano, che fu inspirato dall’attimalità dall’impressionismo francese.
Ho trovato un sito molto interessante, in cui la storia della fotografia è
inserita nel contesto delle altre arti, in particolare la pittura.
L’argomento credo sia di grande rilevanza; perché può servire a svincolare il  nostro modo di ragionare da concezioni, e spesso pegiudizi, che, soprattutto in  Italia, l’hanno condizionata in modo determinante.

Lo segnalo per una eventuale discussione.
http://www.gri.it/linguaggio/fotoconc.htm

Cordiali saluti
Antonino Tutolo

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Comments (3)

 

  1. Paola Canali scrive:

    @Antonino Tutolo
    Grazie per il suggerimento di questo interessante link.

    Cordialmente
    Paola Canali

  2. Penso che si debba risalire alla tendenze concettuali degli anni settanta le quali hanno insegnato al mondo che non è arte solo tutto ciò che è fatto a mano.
    Di conseguenza, queste tendenze hanno creato le condizioni per porre la fotografia allo stesso livello della pittura e della scultura e quindi di essere riconosciuta universalmente come arte.
    Saluti
    Ottavio Perpetua

  3. Antonino Tutolo scrive:

    Possiamo retrocedere fino al futurismo, almeno: i fratelli Bragaglia (1910), con la velocità espressa col mosso, con l’immagine multipla, col fotomontaggio dadaista, ecc.
    E’ da un secolo almeno che le avanguardie fotografiche tedesche, americane, russe, ecc. sono uscite dalla documentazione del reale, per rappresentare una nuova concezione della fotografia e dell’arte in genere.
    Quasi ogni corrente artistica, dal futurismo in poi (minimalismo, astrattismo, dadaismo, metafisica, ecc.), trova corrispettivo in fotografia. Ma molti che utilizzano certe tecniche e certi modi di fotografare, caratteristici di alcuni periodi storici dell’arte, non ne conoscono le origini.
    Faccio l’esempio dell’acqua di una fontana, di una cascata, che oggi viene sempre rappresentata col mosso “filato” della bambagia. Questa tecnica espressiva ha avuto origine in certe rappresentazioni romantiche ed idilliache della natura; quasi da fiaba.
    Questa tecnica ora viene utilizzata acriticamente, senza più il significato originario, nella fotografia di ogni giorno.
    Al punto che alcuni, pur ritenendo che la fotografia sia da intendersi “solo” come l’impronta della realtà, modificano questa realtà con una rappresentazione non reale dell’acqua. Infatti l’acqua realmente non assume mai quell’aspetto.
    Quindi si tratta di tecniche (o altro) di cui si è persa lo scopo e la consapevolezza originaria.
    Antonino Tutolo

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