Ranzani Roberto – Garbagnate Milanese (MI) – Mikonos

Un tentativo di togliere tutto quello che si può e lasciare nella foto solo la Grecia.

260 Ranzani Roberto Mikonos

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Comments (10)

 

  1. Bruno Colalongo scrive:

    Trovo questa fotografia: reale, pulita, semplice.
    Fotografia perché la intendo non troppo manipolata.
    Pulita perché così è, anche se avrei preferito qualche presenza di vita o di mosso.
    Per esempio la campana in movimento, mossa, già avrebbe dato qualche cosa in più.
    Le luci e le ombre sotto le leggere nuvole evidenziano le forme di architettura che sono anch’esse semplici e attraenti.
    Se nel colore avremmo visto il cielo azzurro molto saturo e la costruzione molto bianca, anche in bianco e nero tutto funziona, funziona la scala dei grigi che bene rappresenta il massimo.
    “Togliere tutto quello che si può”…?
    I segni importanti si fanno sempre apprezzare.
    Bruno Colalongo

  2. Domenico Brizio scrive:

    E’ una immagine essenziale, leggera: comunica un senso di perfezione sotto il cielo; la chiesa sembra invocare le stesse forme celesti, solo scese per un po’ a riposare. Non c’è un elemento inutile: tutto concorda, anche le nubi sembrano prendere vita dalla cupola. La Grecia è un luogo di essenzialità fotografica, ma il colore è una risorsa irrinunciabile per perseguire l’intimità con essa.
    Domenico Brizio

  3. mi sa che ci manca un pò di contrasto, i bianchi sono spenti.
    acquisterebbe 100 punti con una buona passata di curve e livelli.
    quella nuvoletta ci sta ad hoc…!
    donatella tandelli

  4. Antonino Tutolo scrive:

    E’ difficile controllare i toni con un soggetto completamente bianco. Occorre un ottimo controllo dei toni, senza bruciare i bianchi puri.
    L’istogramma rivela la mancanza dei bianchi puri (destra della curva). Recuperando le alte luci, accentuando leggermente i toni scuri e aumentando leggermente il contrasto generale, si elimina il grigiore diffuso, ottenendo un effetto quasi soprannaturale, della luce.
    Le alte nuvole velate, che in diagonale paiono discendere sulla cupola, sembrano fare da magico trait d’union tra la terra e il cielo.
    Complimenti all’autore
    Antonino Tutolo

  5. Maurizio Tieghi scrive:

    Eccoci alla presenza di un’altra immagine che mostra un paesaggio fotografico icona, allo stesso modo delle crete senesi, oppure di casteluccio. Siamo di fronte a un’ennesima dimostrazione stilista sull’arcinoto, qualcuno affermerà che si tratta di reinterpretazione artistica. Mi piace il pensiero che applicando la regolare del” togliere” si possa ottenere una fotografia migliore, meno cose si vedono e meno difetti di tenuta di strada (curve) s’incontrano. Usando un paradosso in questo caso per raccontare il luogo era sufficiente mostrare solo la campana, più o meno dondolante, il resto del paesaggio ci pensava poi la memoria del nostro cervello a renderlo visibile, stante le tante foto simili in esso immagazzinate. Sarebbe stato sufficiente scrivere il solo titolo senza mostrare null’altro, produrre in tal modo un artefatto (fatto d’arte) ma in questo caso dovremmo scrivere di questioni d’arte, materia per nulla adatta a essere trattata in un blog di fotografia.

    Maurizio Tieghi

  6. Antonino Tutolo scrive:

    Non ricordo chi affermava che in una foto va tolto tutto il superfluo, lasciando l’essenziale; in modo che il messaggio arrivi chiaro e senza equivoci.
    Forse basterebbe la frase di Bob Capa: “Se le tue fotografie non sono abbastanza belle, significa che non sei abbastanza vicino”. Questo significa cercare l’essenziale, il contatto.
    Ma il discorso è un altro: ci sono vari modi di intendere la fotografia. C’é chi vuole rappresentare la presunta realtà, chi vuole trasfigurarla secondo il suo modo di sentire, chi “la mette in posa”, chi la travisa al PC.
    Sono tutti punti di vista dignitosi. L’importante è fare fotografia. L’importante è disporci per capire quello che fotografano gli altri e sforzarci di capirne i significati, soprattutto quando non ci appartengono. Cerchiamo il buono negli altri; non solo in noi stessi.
    Perché distruggere l’idea creativa di un bravo fotografo, che forse inizia, ed ha necessità piuttosto di incoraggiamento? L’immagine è un dejà vu; ma ottimamente interpretata. Siamo in un blog di apprendisti-amatori, non all’esposizione universale di fotografia. Impariamo tutti.

    Mykonos è un’isola greca. Il titolo non descrive una chiesa, un campanile, le nuvole sapientemente rilevate, un effetto visivo particolare.
    Non basterebbe una campana a raccontare quella luce, quella visione; nemmeno se scampanasse dalla foto.
    Ormai è tutto arcifotografato. Se cerchiamo la “realtà” e non l’illusione artistica, se non “mettiamo in posa” i nostri soggetti per una falsa recita, non resta che accontentarci di quello che milioni di persone hanno già ritratto.
    L’unica sfumatura è nella personalità del fotografo.
    Occorre dar credito alla sua fantasia, alla sua invenzione, anche se a qualcuno appare non originale.
    Lasciamole il tempo di crescere e di maturare.
    Le premesse sono più che buone: questo autore fotografa per idee! Non per la risoluzione! E’ tantissimo.
    Antonino Tutolo

  7. marco furio perini scrive:

    Personalmente credo che stampata sarebbe una buona fotografia, vista così nelle piccole dimensioni obbligate di un blog (e di un portatile nel mio caso) non rende in modo ottimale. Un briciolo di contrasto in più penso che in effetti non guasterebbe, esalterebbe ancor di più il nero della porticina e della campana. Non sarà uno scatto particolarmente originale, ma mi sembra che rispetti un buon rapporto compositivo tra il soggetto architettonico in primo piano ed il cielo piacevolmente segnato da quell’abbozzo di nuvole…
    Ciao marco furio perini

  8. Enrico Maddalena scrive:

    L’immagine è un’ottima immagine e non dobbiamo andare a misurare col millimetro l’istogramma. Ma poi, chi l’ha detto che in una foto ci deve essere sempre una gamma completa di toni dal nero profondo al bianco puro? Una gamma di toni ridotta (ma non è il caso di questa foto che ha un’ottima gamma), non può veicolare un preciso intento espressivo? Facciamo attenzione a che le regole non diventino una gabbia. Così non ci scandalizziamo se una immagine non rispetta la regola dei terzi.
    Caro Tutolo, una tua frase mi ha fatto venire in mente ciò che scriveva il grande Ando Gilardi: “Oggi esistono più foto di elefanti che elefanti”…
    Enrico Maddalena

  9. Antonino Tutolo scrive:

    @Enrico maddalena
    La concisione è tiranna.
    Non affermavo il rispetto rigido delle regole. In altri post affermo la completa indipendenza dalle regole. Ma nella fattispecie, trattandosi di un soggetto (la chiesa) completamente calcinata in bianco, non se ne può fare a meno, anche per non alterare gli altri toni. A meno che non si cerchi (e non è il caso specifico) un effetto particolare.
    In questo caso, è una mia opinione, credo che, accentuando la luce sul profilo alto della chiesa, si possa creare un effetto di trascendenza: una luce che proviene dal cielo. Quindi una visione mistica.
    Cerco sempre di interpretare, con rispetto, “l’idea” creativa dell’autore. Al più, suggerisco la mia visione.
    Ma la foto è dell’autore; è la sua personalità fotografica.
    Antonino Tutolo

  10. Roberto Ranzani scrive:

    Avevo perso il link a questo blog: vi leggo solo oggi e vi ringrazio con molto ritardo. Tutti i commenti mi sono stati utili ed incoraggianti!

    Roberto

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