Pegoraro Fabrizio – Torino – Nebbia sul Po

Unione di sette immagini con esposizione da -3 a +3 stop per cercare di ottenere un effetto pittorico.

263 Fabrizio Pegoraro Nebbia sul Po

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Comments (12)

 

  1. Elena Colavita scrive:

    Complimenti… veramente magica l’immagine!!!!!
    Elena Colavita

  2. Antonino Tutolo scrive:

    La tecnica HDR sta avendo una fase di grande attenzione, grazie alla facilità del digitale. Ma neanche questa tecnica è originaria del digitale. Analoghi risultati si ottenevano, in analogico, con l’uso di più esposizioni e stampe con diversi negativi, e con le mascherature e le bruciature.
    L’HDR tende alla resa di ogni zona dell’immagine; sia a quelle normalmente illuminate, sia a quelle in ombra o al buio.
    Questa tecnica è esattamente contraria alla concezione della luce caravaggesca, che modella le forme e pone in rilievo gli elementi essenziali col gioco dei chiaroscuri.
    Facilmente, con l’HDR eccessivo, si ottengono zone di colore impastato, soprattutto nelle ombre, con toni neutri e grigiastri, privi di vivacità. L’HDR richiede sapienza e controllo.
    In questa immagine l’effetto HDR mi pare eccessivo. Avrei preferito accentuare il raggio di luce che vince il buio sotto al ponte e l’effetto nebbia, che in questo caso sono i soggetti principali. La composizione è efficace.
    Antonino Tutolo

  3. Domenico Brizio scrive:

    Eccessiva magìa ed effetto artificioso: ricerca di un’ anima nascosta che probabilmente non esiste nel luogo o non ha i connotati visibili con l’applicazione di una tecnica standard. C’è una misura, se c’è, anche nelle applicazioni.
    Come ricerca esiste, come emozione difetta.
    Domenico Brizio

  4. Senza voler dispiacere a Fabrizio, devo però dire che condivido le opinioni di Antonio e Domenico.

    Aggiungerei che, impiegando io stesso l’HDR come si può anche vedere dalla attuale cover del mio sito bortolozzo.net, questa tecnica fornisce i suoi più interessanti risultati se resta all’interno di una utile estensione della latitudine di posa per meglio aderire alla luminosità direttamente percepibile durante la ripresa.

    In altri termini, continuo a pensare che “una fotografia debba sembrare una fotografia”, con buona pace del “pittorialismo di ritorno” purtroppo grandemente favorito dalla estrema semplificazione operativa dei software digitali rispetto alla valentia artigianale almeno richiesta dalle antiche tecniche di camera oscura.

    Fulvio

  5. Paola Canali scrive:

    L’utilizzo dell’HDR crea un’atmosfera surreale, piacevole, con toni caldi e freddi allo steso tempo.
    Fabrizio ha donato una dimensione fiabesca a questo luogo che, come dice Domencio Brizio, di suo non ne ha.
    Resta un fatto, che sia ricerca o sensibilità, l’effetto pittorico ricercato emerge.

    Paola Canali

  6. Maurizio Tieghi scrive:

    Questa fotografia non ha niente di magico, è un’immagine che sfrutta come ampiamente descritto l’effetto HDR, non è una fotografia in bianco e nero, non è una fotografia a colori come fino a poco tempo fa si era abituati ad intendere, è questo tipo di fotografia. Nel mondo della televisione non si vendono più schermi in bianco e nero, pochi a colori, molti in HD o FULL HD. E’ un fatto prettamente tecnologico che ci permette di vedere in modo diverso da prima. L’inquadratura non è delle più esaltanti perche si vede chiaramente che è obbligata dalla presenza del fiume, molto meglio scattare la foto su di una bettolina posta al centro del fiume. Se uno non possiede un bettolina ,oppure un natante di qualsiasi tipo, a mio modo di vedere era preferibile enfatizzare la posizione di ripresa decentrata facendo partire da tale punto tutte le linee di fuga.

    Maurizio Tieghi

  7. marco furio perini scrive:

    Essendo di Torino anch’io, e bazzicando spesso quei luoghi con la macchina fotografica al collo, mi sento “sentimentalmente” legato (o almeno vicino) a questo scorcio, sebbene il trattamento pittorico non entusiasmi neppure me. Fabrizio, le potenzialità paesaggistiche ci sono in abbondanza, posssiamo fare di meglio su quei soggetti… :-)
    Ciao, marco furio perini

  8. ok sono ignorante cos’è sto hdr????
    donatella tandelli

  9. Luca Tedeschini scrive:

    Ciao Fabrizio,
    Premetto che personalmente non ho nulla contro l’uso di tecniche di postproduzione.. tutt’altro. Ma osservando da tempo immagini in HDR cresce in me la sensazione che siano sempre di più uguali le une alle altre.
    Si ricerca nell’effetto “straordinario” ed inconsueto dovuto alla manipolazione una giustificazione per l’esistenza dell’immagine che senza elaborazione non avrebbe avuto alcuna vita propria.
    Poiché sono anche convinto che non ci sia elaborazione che tenga senza una buona immagine di partenza, ritengo che, nel caso di specie, l’elaborazione abbia reso l’immagine di partenza un po’ più interessante, ma non abbia comunque saputo riempire il vuoto narrativo e descrittivo definito dalla grande massa d’acqua.
    Non credo che basti una bruma accentuata per rendere fiabesca una immagine di questo tipo.

    Al di là delle sempre interessanti parole di di Antonino, mi sento di condividere quelle di Fulvio (questa tecnica fornisce suoi più interessanti risultati se resta all’interno di una utile estensione della latitudine di posa per meglio aderire alla luminosità direttamente percepibile durante la ripresa), e quelle di Maurizio (E’ un fatto prettamente tecnologico che ci permette di vedere in modo diverso da prima).
    Ma ciò non significa che non potrò apprezzare un modo diverso di vedere una realtà fotografata applicando questa tecnica anche fuoriuscendo dai parametri per la quale è stata ideata.
    Luca Tedeschini

  10. Luca Tedeschini scrive:

    @donatella:
    HDR sta per High Dynamic Range e, come cita wikipedia, è una tecnica utilizzata in grafica computerizzata e in fotografia per consentire che i calcoli di illuminazione possano essere fatti in uno spazio più ampio (un high range appunto) e si possano rappresentare valori di illuminazione molto alti o molto bassi.
    Di solito, si scattano più foto del medesimo soggetto utilizzando differenti valori di esposizione (da +3 EV a -3 EV). Quindi con software come Photoshop elaborano le singole immagini sovrapponendole tra loro fino ad ottenere il risultato finale voluto.
    Una spiegazione, l ia, di sicuro grezza, ma se va sulla pagina di wikipedia ci sono dei link interessantissimi per ulteriori approfondimenit.

  11. Antonino Tutolo scrive:

    L’HDR deriva dall’analogico. Era ed è molto usata, in studio, dai professionisti della moda e della pubblicità, per mettere in evidenza i dettagli del soggetto (vestiti, liquori) e tutto il resto che è più scuro e diversamente illuminato; con livelli di luminosità che escono dalla latitudine di posa della pellicola o dal sensore.
    Ma non fisserei limiti espressivi (dev’essere una fotografia), che non dovrebbero esistere, se la fotografia è arte e creatività, io metto il punto sull’utilità, sull’opportunità, sulla convenienza ad usare questa tecnica.
    Servisse a mettere in evidenza un dettaglio importante, allora va bene. Ma creare una estensione luminosa che è fine a se stessa, che degrada il colore e rende sempre irreale l’immagine, mi sembra controproducente ed inutile.
    La creatività “usa la tecnica”, senza pregiudizi; ma non si fa condizionare da essa.
    Antonino Tutolo

  12. Non so impiegare l’HDR, nè saprei unire 7 scatti con photoshop. Non mi permetto, quindi, di commentare il risultato da un punto di vista tecnico.
    Per quanto riguarda l’immagine, però, devo dire che non ritrovo una fotografia, ma “solamente” un bel disegno…però, magari, era questo l’intento dell’autore (mio compaesano al 50%).

    Elisabetta Moschetto

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