Perri Pino – Cosenza – Il colore della libertà

L’anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perché provi un senso di benessere quando gli sei vicino.
“Charles Baudelaire”

277 Pino Perri Il  colore della liberta

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Comments (10)

 

  1. Quella finitura “a gocce” sulla superficie imita davvero troppo i quadri venduti sulle bancarelle nei luoghi di mare.
    Per il resto i tre elementi dell’immagine, per quanto pesantemente strapazzati dall’elaborazione, restano tre oggetti qualsiasi messi lì solo per fare una fotografia.

    Fulvio Bortolozzo

  2. Domenico Brizio scrive:

    Opera grafica, non fotografica: ma questa definizione può non valere per nessun altro. Cerco di vedere fotografia ma non riesco a riconoscerla e ci metto tutto il cinquantapercento che posso avendo l’autore-grafico messo l’altro cinquantapercento. Un cavallo ritagliato non mi comunica libertà, mi comunica costrizione alla volontà che lo ha così imposto.
    Però osservando bene la parte inferiore della criniera… ricorda un profilo di giovane umano e quella superiore un profilo di vecchio umano: sarà una manifestazione dell’anima?
    Gli accostamenti se hanno un significato non li intendo.
    Domenico Brizio

  3. Antonino Tutolo scrive:

    Nelle foto di Handy Warhol, che è considerato uno dei più padri dell’arte contemporanea, trovate significati?
    Le correnti dell’arte moderna, la transavanguardia italiana di Achille Bonito Oliva (L’”Ideologia del traditore”: Liberarsi da qualsiasi norma, ideologia o potere), hanno significati?
    La fotografia geometrica ha significati?
    http://www.fotosearch.it/foto-immagini/forme-geometriche.html

    L’arte contemporanea non mira ai significati, ma alle impressioni, ad un nuovo gusto estetico.

    Solo perché non ha significati non è arte?
    Antonino Tutolo

  4. Domenico Brizio scrive:

    @ Antonino
    Ho scritto che la mia definizione può ‘non valere per nessun altro’ (lo spero) anche se i significati di Warhol li intendo: ricordo una bellissima mostra a Vienna quand’ero ventenne dove me ne andai carico di significati che non ho più dismesso e coccolato per tutta la vita… di quel che pensa Bonito Oliva posso non condividerlo (ne ho facoltà), e non sono convinto che l’arte contemporanea non miri a significati: ma questo non ha nulla a che spartire sul fatto che l’immagine grafica proposta abbia significati che non intendo.

    Domenico Brizio

  5. Antonino Tutolo scrive:

    Affrontando la lettura dell’immagine, noto che la sua chiave non mi è immediatamente accessibile. Devo riflettere. Mi dispongo con il massimo distacco da ogni idea preconcetta. Devo comprendere. Devo dare credito all’autore.
    Il titolo e la splendida frase di Baudelaire mi illuminano:
    “L’anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perché provi un senso di benessere quando gli sei vicino.
    Il cavallo rampante è il segno della forza selvaggia, della fuga nella prateria senza redini, senza un cavaliere che imponga la strada. Il cavallo selvaggio rappresenta la libertà.
    La forma rossa in primo piano sembra un occhio. Il colore rosso richiama l’attenzione: è il soggetto principale. La pupilla è trasparente; lascia intravvedere lo sfondo (la realtà), senza il condizionamento di un filtro, di una colorazione imposta, soggettiva, pregiudiziale.
    Quindi l’occhio appartiene all’anima libera (la libertà non condizionata del cavallo, la forza rampante e libera da ogni condizionamento verso la libertà).
    E’ una mia interpretazione. Forse non è giusta; forse è una delle tante. Ma mi sono sforzato di comprendere l’autore.
    Condivido la frase di Baudelaire. La libertà di pensiero, senza limiti e condizionamenti sociali ed ambientali, di Galileo e di Leonardo mi affascina; più che la loro scienza o la loro arte arte.
    La composizione è esteticamente attraente.
    Complimenti all’autore.
    Antonino Tutolo

  6. pino perri scrive:

    Innanzitutto grazie per la vostra attenzione… ne sono onorato!

    Non era mia intenzione imitare i quadri da “bancarella”… è stata una scelta, un’esperimento in “post-produzione”.
    C’è una scuola di pensiero che “obbliga” gli autori a guardarsi intorno aspettando che succeda qualcosa e con molta sensibilità, ma anche tanta fortuna, riescono a cogliere l’attimo fuggente.
    C’è invece chi, con molta libertà, sente il bisogno estemporaneo di esprimere uno stato d’animo momentaneo, non piu’ ripetibile, e si costruisce la propria inquadratura non con oggetti qualsiasi….

    E’ vero. Per mia deformazione professionale mi viene spontaneo creare un misto tra grafica e fotografia.
    Chissà potremmo chiamarla una “fotofiction”.
    http://www.pinoperri.com

    Antonio Tutolo… hai saputo leggere dentro!!! Complimenti a te!!!

  7. Domenico Brizio scrive:

    @ Pino

    Scuola di pensiero n. 1: non è solo fortuna cogliere “l’attimo fuggente” o meglio qualsivoglia sussurro della realtà fisica intorno per illustrarne l’anima…

    Scuola di pensiero n. 2: la libertà non è per forza libertinaggio di mettere insieme oggetti sperando di comunicare ed essere compreso…

    Non ci avevo capito niente… e continuo perchè le parole spese a commento le trovo distanti dall’opera grafica. Esiste anche l’incomunicabilità, per fortuna.
    Domenico Brizio

  8. @ Pino Perri.
    “Non era mia intenzione imitare i quadri da “bancarella”… è stata una scelta, un’esperimento in “post-produzione”.”

    Non ho capito però se concordi o meno sull’imbarazzante somiglianza. Lo dico anche perché hai un curriculum nell’audiovisivo di una certa lunghezza, che dovrebbe aiutarti a separare il grano dall’oglio.
    In ogni caso, ricordati che l’inferno è lastricato di buone intenzioni ;-)

    Fulvio Bortolozzo

  9. Domenico Brizio scrive:

    Dimenticavo: la frase di Baudelaire è semplicemente sublime e… l’oglio è loglio!
    Domenico Brizio

  10. @Domenico Brizio

    Grazie dell’errata corrige! :-)

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