Gravina Cosimo – Monterotondo (RM) – Sound

La musica dell’anima ci coglie, ci sorprende e a volte ci disarma!
Il mondo del fuori si coniuga col nostro sentire interiore:é lì che che urlano i nostri silenzi!

286 Cosimo Gravina sound

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Comments (6)

 

  1. Soul, jazz, rock, blues…ogni volta che assistiamo ad un concerto dal vivo viene voglia di catturare le vibrazioni che si sentono nell’aria e riportarle in una fotografia. Non è cosa semplice, non basta l’espressione del (o della) cantante. In questa immagine vedo un po’ di pastrocchi causati dalla post-produzione (ma è buona l’idea di mantenere il musicista sullo sfondo), vedo una mano tagliata, vedo un pezzo di strumento che sbuca dalla testa della cantante, insomma vedo l’occhio di un fotografo che si è lasciato trascinare dalle emozioni senza comporre lucidamente il suo scatto. Sicuramente la luce ha reso il compito ancora più arduo, ma suggerisco di girare per il web e curiosare le fotografie dei concerti. Ce ne sono di eccelse e in qualche modo raccontano anche come sfruttare le atmosfere del palco, restituendo immagini suggestive e coinvolgenti.
    Elisabetta Moschetto

  2. Cosimo Gravina scrive:

    Grazie per i preziosi suggerimenti, ne terrò conto.
    Comunque “il pastrocchio” era voluto!!! E l’angolo e la situazione di ripresa non era agevole tale da consentirmi uno studio più accurato dello scatto!! Grazie ancora
    Cosimo Gravina

  3. Antonino Tutolo scrive:

    E’ una foto che documenta, ma non interpreta. L’immagine è sottoesposta; mancano i bianchi puri e c’é poco contrasto. Comprendo le difficoltà di ripresa: le luci mutano di intensità e colore.
    Il B/N, in questo caso, complica la ripresa. Il colore da solo già “arreda”. In B/N occorre interpretare il risultato in termini di luminosità e contrasti. Gli oggetti frammentati, in particolare sullo sfondo, perdono significato, disturbano la lettura (cornetti sulla testa della cantante, fisarmonica spezzata ma evidente).
    Il percussionista doveva relazionarsi in modo più significativo. Le macchie del vestito potevano avere un ruolo. Ma altri particolari distolgono l’attenzione dal viso, dalle mani (significative ma tagliate), ecc., dall’espressione dell’artista.
    E’ un genere di immagini non facile. La regia dello spettacolo stupisce il pubblico con luci, forme, colori, ritmi e bassi. Ma il fotografo dev’essere consapevole che gli effetti sonori e luminosi (in B/N) non risulteranno nell’immagine. Il lettore deve avere dettagli utili e sufficienti. Il fotografo deve imporre la lettura. E’ meglio dedicarsi alle particolarità, piuttosto che documentare ciò che accade su “ogni palco”.
    Antonino Tutolo

  4. Antonio Perrone scrive:

    Se non vado errato è Enza Pagliara, una grande voce nel panorama del canto folkloristico salentino nonché mia paesana e amica d’infanzia… l’hai colta in un momento di grande concentrazione… i difettucci rilevati a ragione da Elisabetta però ci son tutti
    Antonio Perrone

  5. Mi trovo d’accordo con i commenti che mi hanno preceduto, solo vorrei aggiungere che la cosa meno convincente è proprio il testo di accompagnamento. Ricorda troppo i racconti dei pescatori quando tornano a a casa a mani vuote.

    Fulvio Bortolozzo

  6. Domenico Brizio scrive:

    @Antonino
    “E’ meglio dedicarsi alle particolarità, piuttosto che documentare ciò che accade su “ogni palco”.
    Condivido totalmente. Chi interpreta un fatto musicale può far suonare la fotocamere anche diversamente.
    Domenico Brizio

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