Polticchia Marco – Passaggio di Bettona (PG) – Argentique

Semplicemente una fotografia !!

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Comments (16)

 

  1. Antonio Corvaia scrive:

    “Passaggio è una frazione del comune di Bettona (PG). Il paese si trova nella pianura sottostante la città di Bettona (che è arroccata su un colle), in prossimità della confluenza del fiume Topino nel fiume Chiascio…”, così leggo su Wikipedia, l’enciclopedia libera della rete. Utile per una ricerca rapida. Così, verifico a conferma, anche sui sacri testi del TCI. E l’ardito taglio orizzontale dell’immagine mi trascina direttamente sul luogo. Una figura è in cammino; case arroccate si intravedono sulla parte sinistra; in fondo, la valle e l’infinito. Pochi tratti, semplici, per narrare di un luogo. “Semplicemente una fotografia”, quasi un sottotitolo. Ma “Argentique”, perchè argentico?; quì l’Autore, se mi lascio trascinare dalla interpretazione che ne ho tratto, ha inteso enfatizzare proprio il concetto del “semplicemente fotografia”, di un luogo rimasto immutato nel tempo. I segnali (contrasto, velo, mancanza di spuntinatura, stampa dei bordi anche neri) me ne danno evidenza. Per il significato che ho percepito ha poca importanza, poi, se i “segnali” argentici siano effettivamente tali o introdotti da post-produzione digitale. Nell’un caso o nell’altro completano la visione che l’Autore ha voluto trasferire al lettore. Una immagine semplice che si legge con piacere.
    Antonio Corvaia

  2. Marco Polticchia scrive:

    Grazie Antonio, prendo lo spunto dal tuo commento per dare alcuni appunti di questa foto….

    Luogo di scatto Perugia, una vecchia fotocamera kodak panoramica, pellicola 120 Kodak Tmax 400, scansione da provino a contatto, reale dimensione 6×18,
    piccoli aggiustamenti curve con Adobe Lightroom.

    ecco svelato .argentique.
    semplicemente fotografia perchè è semplice nella sua tecnica e nella sua costruzione….”
    Grazie ancora….
    Marco Polticchia

  3. Quindi esiste una località chiamata Passaggio di Bettona. Nome particolare davvero. “Argentique” invece potrebbe essere un bel titolo per un disco di Battiato. Si sente in questo francesismo (diverso da quelli soliti che si usano in Italia) un richiamo alle origini della fotografia. Poi c’è la finta umile e provocatoria espressione “semplicemente una fotografia !!”.

    Arrivati a questo punto, il meccanismo scritto che costruisce il significato è compiuto.

    Nel guardare poi la fotografia vedo un rapporto allungato tra i lati del formato, una distorsione della prospettiva che deforma il primo piano, una figura al centro ripresa ferma, in piedi rivolta verso destra, infagottata e poco dettagliata. Sullo sfondo un classico paesaggio italiano: colline dolci, alberi, case, cielo.

    A completamento del tutto, un’esibita assenza dei soliti ritocchini che “puliscono” una fotografia.

    Nell’insieme mi sembra un’operazione nostalgica. Un tentativo di retrodatare la scena. Come se la fotografia fosse uscita da un cassetto dopo decenni. Un malriuscito provino, abbandonato poi a se stesso in qualche cassetto.

    A contare le parole che ho adoperato, non posso che complimentarmi con l’autore. Abbiamo passato insieme un po’ di buon tempo. Si tratta però di vedere cosa succederebbe nel mettere insieme una dozzina/ventina di immagini simili. Il giochino passatista reggerebbe o cadrebbe in una noiosa ripetizione “semplicemente stilistica”?

    Fulvio Bortolozzo

  4. Maurizio Tieghi scrive:

    Per raggiungere questa pagina, guardare la fotografia e scrivere poche parole ho dovuto “cliccare” anche su di un pulsante informatico che riporta la scritta “Singolarmente Fotografia”. Potrebbe essere considerata una limitazione per chi immaginala fotografia solo come pluralità, ma di fatto su questo blog così è scritto.
    Maurizio Tieghi

  5. @Maurizio Tieghi

    Pare che la gran parte degli autori e i promotori del concorso “I segni del tempo” qui presentati facciano un poco di fatica ad attenersi a quel “singolarmente fotografia” su cui ti piace cliccare.

    Non starei comunque a guardare il dito…

    Fulvio Bortolozzo

  6. Maurizio Tieghi scrive:

    @Fulvio Bortolozzo

    Mi ritengo immune da preconcetti sul formato e sul numero delle fotografie, mi sono simpatiche allo stesso modo le quadrate, le rettangolari 3/2, 5/3, 16/9, lunghe e bislunghe. Nutro sincera ammirazione per le singole, i dittici cosi come i trittici e via dicendo. Il caso dei fotografi della Provincia di Modena da te citato mi sembrava perlomeno “singolare” perché non era stato, a mio avviso, debitamente spiegato da cosa era stato originato. Conoscendo alcuni dei protagonisti in gioco intuivo il perché di una scelta compositiva molto omogenea, come d’altronde è poi stata magnificamente spiegata dal suo ideatore. Infine ritengo che il comportamento degli stimati colleghi di Modena sia l’eccezione, come stanno i dimostrare le altre fotografie presenti nel blog, non la regola. Non giudico mi limito a contare (nel senso di 1+1+…)

    Maurizio Tieghi

  7. @Maurizio Tieghi

    Sì, ultimamente qui in Italia c’è una “magnifica spiegazione” che rende ogni regola violabile. In via eccezionale, of course…

    Fulvio Bortolozzo

  8. Marco Polticchia scrive:

    Grazie Fulvio,
    il tempo che mi hai regalato è cosa rara…. e molto apprezzata…!!

    Qui si possono visionare altri scatti eseguiti con la stessa macchina

    http://marcopolticchia.1x.com/gallery/2689

    sono solo scatti di prova in attesa che la pioggia lasci il posto al sole pieno… !!

    Grazie Ancora per l’attenzione….
    Marco Polticchia

  9. Caro Marco,
    sono molto contento di aver scritto qualcosa che ti possa essere utile per il proseguimento della tua ricerca.

    Sono andato a vedere le tue altre fotografie e, già che c’ero, mi sono anche informato sulla fotocamera che stai adoperando:
    http://www.vintagephoto.tv/no1panoram.shtml

    Il discorso sarebbe lungo e casomai lo potremo fare privatamente.

    In sintesi, mi risulta evidente che la procedura messa in piedi vuole spingere un “occhio meccanico antico” a costruire una visione della contemporaneità depurata dalle convenzioni che la costringono in una gabbia visiva consumabile e consumatissima. Se questa è l’intenzione, mi pare davvero interessante e meritevole di proseguimento.

    Rischi ce ne sono molti però. Difatti gli altri tuoi risultati “urbani” sono meno forti e convincenti di quello proposto qui. Va bene la presenza della figura umana come perno dell’attenzione, però la composizione risulta ancora troppo “up to date”, (leggi: modaiola). Oltre al congegno antico, dovresti, a mio parere, assumere un pensiero antico che ti faccia guardare alle cose in modo altrettanto antico. L’ironia conseguente sarebbe davvero detonante.

    Infine una notazione: le foto quadrate nella stessa pagina delle panoramiche mi sembrano più avanti, più convincenti. Sembri aver metabolizzato l’holghismo imperante, e ormai noioso, verso un recupero di automatismi ed “errori” molto promettenti.

    Ti saluto calorosamente e ti faccio il mio “in bocca al lupo” per le tue “future antiche” fotografie.

    Fulvio Bortolozzo

  10. Antonino Tutolo scrive:

    L’autore reso il passare del tempo, sia col soggetto, che pare appartenere al passato, sia con l’effetto di antico, ai primordi della fotografia.
    Sembra un negativo recuperato da un cassetto e trattato per forza del tempo in modo rozzo (i bordi). Sembra la foto di un ambulante, che si sposta di paese in paese con la sua cassetta 9×13.
    Ma il passare del tempo è solo nell’antico? Il mosso di un gesto, una fontana filata, non sono tempo che passa? Fotografia classica con idee nuove? O, peggio, fotografia classica con idee vecchie?
    “Semplicemente una fotografia” vuole essere un commento ironico nei confronti della fotografia moderna?
    Se è questo il significato, colgo in esso la nostalgia per un passato molto lontano ed il rifiuto anche di un passato prossimo. Allora fermiamoci. Vendiamo le apparecchiature. Tutto è già scritto. Grandi maestri hanno già ripreso tutto il possibile. Essi vivevano quel tempo; ma a noi i loro soggetto risultano irreperibili. Fermiamoci al passato. Amen

  11. Marco Polticchia scrive:

    Non c’è nostalgia in questo scatto…. non c’è sfida…. c’è solo una grande voglia di crescere e di provare…. !!!!
    Solo una grande passione per la fotografia….!!

    Soltanto una fotografia…. “non esige”…. pretende solo di esistere…. di essere vista per ciò che racconta…. !!!

    Non vendiamo le attrezzature teniamole strette…. come qualcuno è riuscito a tramandare questa macchina di inizio novecento… e con cui posso oggi nello scattare provare una grande emozine….!!

    Saluti
    Marco Polticchia!!

  12. Maurizio Tieghi scrive:

    Ma quanti punti esclamativi. Personalmente penso che una fotografia non abbia nessuna pretesa, per quanto riguarda quelle dei suoi autori c’è un blog che lo sta a testimoniare, più interventi ci sono e con maggior facilità le possiamo scoprire insieme. Con le tecnologie future potrebbe essere che degli autori si possa farne a meno, le fotografie potrebbero esistere in modo autonomo e coltivare sogni, speranze e desideri in proprio.

    Maurizio Tieghi

  13. Domenico Brizio scrive:

    Speriamo solo che anche nel futuro – come disse il saggio fotografo innominato – le fotocamere non vadano in giro a fare fotografie da sole! (un solo esclamativo)

  14. Marco Polticchia scrive:

    Ciò che elaboriamo oggi, sarà di aiuto per il futuro, qualunque esso sia….

    Un grazie sincero a tutti….
    non posso che essere felice delle vostre attenzioni….
    (senza punti esclamativi)

    Marco Polticchia

  15. Antonino Tutolo scrive:

    @Maurizio Tieghi
    “Con le tecnologie future potrebbe essere che degli autori si possa farne a meno, le fotografie potrebbero esistere in modo autonomo e coltivare sogni, speranze e desideri in proprio.”
    Apparecchi fotografici sono su Marte o nelle profondità dell’oceano. Ma chi fotografa è l’uomo.
    Una macchina ripete all’infinito lo stesso pezzo; senza noia, senza alienazione, senza stanchezza.
    Ma la creatività è altra cosa. Il pensiero è solo umano, per ora.

    @Marco Polticchia
    “Non c’è nostalgia in questo scatto…. non c’è sfida…. c’è solo una grande voglia di crescere e di provare….”
    Ripartendo dai segni lasciati col carbone, dagli ominidi, nelle caverne?
    Seguendo, ex novo, questa strada, quando si arriverà all’attuale, al pensiero “futuro”?
    L’arte è proiettata al futuro; essa è visione, è allucinazione, è invenzione, originalità.
    Negli istituti d’arte si copia il passato per imparare la tecnica. Ma poi ognuno deve prendere un suo cammino originale. C’é tanta strada da fare; tanto da imparare. Ripartendo dai caratteri cuneiformi, in una vita, si arriva ai … geroglifici; o meno.
    Antonino Tutolo

  16. Domenico Brizio scrive:

    Marco, l’autore, è un ‘bambino’ che gioca con un balocco: non chiede di più. E’ la felicità della consapevolezza di vedere con occhio diverso: cosa importa dove si dirige l’occhio, purchè non abbia limitazioni di spazio e di tempo. Fulvio dice di un condimento ironico: si, è una bella strada da percorrere. Continua Marco!

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