Pucciarelli Guido – Massa – La mia Irlanda

La mia Irlanda. Vi invito a visionare l’intero progetto nel sito:
http://www.photographers.it/progetto.php?id=1452

145 Pucciarelli Guido irlanda

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Comments (8)

 

  1. Antonio Corvaia scrive:

    Ho seguito il suggerimento dell’Autore ed ho visionato l’intero progetto nel sito:http://www.photographers.it/progetto.php?id=1452.
    Non sono mai stato in Irlanda che tuttavia conosco per altre immagini e filmati, per letture ed anche per sentito dire. Di sicuro, l’Autore, ha voluto trasferirci le sensazioni da lui provate nel visitare quei luoghi che sono anche rimasti nella sua mente e nel suo cuore. Lo dice anche nel titolo: la mia Irlanda. Ed è riuscito a trasferirci quelle sensazioni: gli spazi immensi, infiniti e rarefatti, le atmosfere nebbiose e fredde, il verde dei pascoli, il mare quasi sempre tempestoso, i cieli a volte contrastati e a volta plumbei, il vento, le costruzioni dell’uomo quasi a sfidare la natura. Una foto, questa, che si legge con piacere. Un lavoro, il suo, che coglie l’essenza stessa del fare fotografia.

  2. Domenico Brizio scrive:

    Tra me che osservo ed il soggetto-paesaggio avverto un’interposizione, come se un filtro attutisse la mia capacità di percepire il luogo.
    Non so quanto ricercato questo filtro sia ma la mia malinconia è statica, non ha voglia di guidarmi nel contesto della fotografia.
    Luci, ombre e loro rapporti sono felici, mi rimane il riflesso nella mente.

  3. Ho visto anche le altre immagini della serie.

    Trovo che l’autore bene avrebbe fatto nell’evitare di postprodurre così pesantemente ogni fotografia. Invece di tracce ottiche di un viaggio in Irlanda si vedono proiezioni di un suo film fantasy ambientato in una qualche “Terra di Mezzo” di tolkieniana memoria.

    Comunque l’autore titola la serie “La mia Irlanda”. In effetti, gliela lascio volentieri.

    Fulvio Bortolozzo

  4. Catellani Franca scrive:

    sono andata a vedere le foto dell’autore , devo dire che non avendo mai visto personalmente nel reale L’Irlanda non ho paragoni , direi che sono belle foto , trasmettono tranquillità , queste atmosfere soffuse, prati verdi ,pascoli ,
    certo è una Irlanda dove l’autore si è calato con una sua emozione , è paesaggio del suo” immaginativo “

  5. Antonino Tutolo scrive:

    Ma per Tolkien “La Terra di Mezzo .. non è una terra che non c’è, senza relazione col mondo in cui viviamo… è ambientata su questo pianeta, in una certa epoca del vecchio continente”.
    Ed anche il colore delle immagini di Pucciarelli è plausibile che sia originale, e non dovuto ad un effetto pellicola Kodak scaduta (c’é gente che va matta per questo effetto e ricetta sul mercato pellicole del 1990; quindi in epoca non sospetta di elaborazioni digitali).
    Abituati al bilanciamento del bianco in digitale, o col pregiudizio che ogni autore digitale si diverta a modificare i colori, dimentichiamo che la luce cambia con le condizioni ambientali. E ci sono condizioni che rendono la luce particolare.
    La serie di Pucciarelli è molto suggestiva. Complimenti

  6. @Antonino Tutolo

    Amerei che un commento fosse riferito al lavoro dell’autore e non ad un commento che precede. Giusto perché tanto se le opinioni sono diverse, tali legittimamente restano.
    Infine, visto che ci siamo, una nota tecnica: tra una pellicola scaduta e una post produzione digitale la differenza è fin troppo evidente per poterla ignorare o equiparare.

    Fulvio Bortolozzo

  7. Antonino Tutolo scrive:

    Tolkien mi ha fornito lo spunto per il post; non ero in polemica con Fabio.
    L’Irlanda del nostro autore non è la terra che non c’é; essa ha particolari atmosfere reali.
    Senza bilanciare il bianco, i colori dipendono dalla temperatura colore del luogo e dell’ora.
    L’effetto Kodak scaduta deriva dal decadimento di uno o più strati della pellicola. Photoshop ottiene lo stesso effetto, regolando l’apporto di uno o più canali RGB. L’effetto finale è un valore aggiunto, se le modifiche sono finalizzate all’idea creativa. Ritengo che il colore del nostro collega sia caratteristico del luogo. Ma, anche non lo fosse, l’autore ha diritto alla sua idea creativa. Molti grandissimi fotografi hanno “colori personali”. Le foto di “D”onna, allegato a La Repubblica del sabato, hanno colori particolari. Ma ricordo i rossi brillanti di una carta da stampa analogica particolare; l’effetto cerimonia della millepunti; la lucida, l’opaca, la matt. Che la foto sia “solo” la ripresa è un modo di intendere la fotografia riduttivo. Da sempre la foto è tutto il processo fotografico, che sfrutta anche i possibili difetti ed errori storici. Ma solo pochi lo impiegano con intelligenza creativa.

  8. Penso che in ogni fotoclub ci sia qualcuno che periodicamnente fa vedere le foto d’Irlanda. A me è capitato in un paio d’occasioni e in sostanza sono le stesse foto che si ripetono, come se il turista sia portato a vedere gli stessi angoli da immortalare con la luce tipica dell’Irlanda, che cambia in fretta, ma che è carattterizzata dall’umidità; con le pecore su una strada; con una strada di cui non si vede la fine. In questo caso l’autore ha dato due aspetti di caratterizzazione personale: il taglio 16/9 e la post produzione. Il taglio sta a significare lo spazio ampio, dove lo sguardo spazia sul territorio più che sul cielo, trovando a volte come confine il mare, un mare che non fa vedere molto all’orizzonte per colpa dell’umidità e delle nuvole basse, ancora più basse nel 16/9. La post produzione enfatizza il calore della terra, benché persone non se ne vedano quasi mai (ma è noto che gli Irlandesi sono i meno inglesi del regno e forse ciò è dovuto alla loro terra)… una sorta di effetto Mulino Bianco (o pasta Barilla) che tanto ispira buoni sentimenti. Penso che l’autore l’abbia vista così e così l’abbia voluta proporre. Se effetivamente corrisponda alla realtà dell’Irlanda non ci è dato sapere dal contenuto delle immagini, belle da osservare più che da pensare

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