Firmani Giovanni – Viterbo – Idea di donna

Se dovessi descrivere graficamente una donna non potrei fare a meno di pensare alla sua silouette.

151 Firmani Giovanni idea di donna

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Comments (27)

 

  1. Antonino Tutolo scrive:

    Una fotografia talvolta può assumere diversi significati, secondo il contesto in cui viene presentata.
    Il titolo “Idea di donna” inserisce questa immagine in un quadro preciso: ideale e sensualmente magico.
    Il corpo femminile è uno dei soggetti più ritratti in assoluto, in ogni stile e foggia: dal glamour, all’estetica finalizzata della moda, al crudezza del porno; dalla vista d’insieme all’esame del dettaglio.
    In questa immagine di Firmani esso è ritratto con grande idealità e poesia.
    La lieve ruvidezza dello sfondo ed il colore freddo della cornice mettono in rilievo, per contrasto, la linearità morbida e flessuosa della figura femminile. Con una sensualità affine alle splendide immagini del maestro G.Rigon.
    A mio parere, è un’immagine che denota grande sensibilità estetica ed una concentrazione di significati spirituali nei confronti della femminilità. Direi quasi un Dolce Stil Nuovo, rivisitato con attenzione anche all’aspetto estetico della donna, oltre che a quello concettuale.
    Complimenti all’autore.

  2. si, la morbidezza c’è, eterea e delicata.
    quello che descrive una donna nella sua silhouette è anche il seno e per il mio gusto peccato che si tagliato.
    E quelle linee scure verticali spezzano l’armonia, forse anche volutamente?

  3. Come donna posso dire che questa è l’immagine che ognuna di noi vorrebbe avere a sua rappresentanza. Enigmatica, delicata, sensuale, elegante…

    Elisabetta Moschetto

  4. Una dia 6×9 (Kodak, of course…) piuttosto andante.
    I bordi del telo che interferiscono con il seno dell’ombra mi risultano parecchio fastidiosi, ri-spostando la percezione dalle fantasie più o meno ormonali o auliche alla dura realtà fatta di occhielli, montanti, stipiti e porte.

    Infine, un’ombra con il maggior pregio di non essere bulimica, né anoressica.

  5. Catellani Franca scrive:

    Sto Fulvio è tremendo !( come si fa mettere la faccina quella che ogni tanto mettete ?con il sorriso ?) La fotografia : mi piace ha fatto bene a non mettere in evidenza seni e forme procaci – si sarebbero lette nella sua fisicità reale e sarebbe svanita l’idea di donna che in questo caso è rappresentata da una icona sinuosa , sensuale , astratta , ha fatto bene a decentrarla , lo spazio bianco – azzurrino rende eterea l’immagine sottolinea sensibilità e oserei dire spiritualità

  6. Maurizio Tieghi scrive:

    Ulteriore contraddizione generata da una fotografia tecnicamente anomala, frequentemente in fotografia capita di leggere apprezzamenti convinti sull’ombra prodotta invece del soggetto che la proietta. Il soggetto “indefinito” è considerato particolarmente pregiato, solitamente si comprano attrezzature capaci di riprendere al meglio anche il minimo dettaglio della scena inquadrata e stiamo a contar lode alla silouette poco pettoruta di una presunta donna. Trovo pertinenti le lodi convinti delle colleghe fotografe, ma questo è un altro discorso e solo loro possono argomentare.

    Maurizio Tieghi

  7. nota dell’autore: l’idea di donna è un barlume di sensualità, un attimo che si fissa in uno scatto non razionalizzato. Se ci si mette a filosofeggiare su quest’idea, essa svanisce e si concretizza in qualcosa che potrebbe attrarci di meno; se si sta minuti, non ore, a studiare luci, ombre e inquadratura, la modella del momento potrebbe razionalizzare l’idea e far svanire l’idea stessa. Questa idea è un’idea fuguace, di un momento, che passa tra la luce di una finestra e l’anta di un armadio di una stanza di hotel al risveglio, un “non luogo” dove chissà se tornerò.
    Doverose spiegazioni di un’idea (che mi hanno fatto salvare questo scatto piuttosto che mandarlo nel cestino)

  8. Antonino Tutolo scrive:

    Se le colleghe apprezzano questa immagine vuol dire che l’autore ha trattato con grande sensibilità e significato il tema che si era proposto.
    Non comprendo, invece, perché solo le donne possano argomentare in proposito.
    Quando si ha la sensibilità goethiana nel percepire “l’eterno femminino”, quindi non in modo maschilista, perché non si può comprenderlo ed argomentare su di esso?
    Oltretutto l’autore dell’immagine è un maschio; se certe emozioni le ha potute “scrivere con la luce” lui, perché altri maschi non possono “leggerle” e condividerle?

  9. Antonino Tutolo scrive:

    Le faccine si mettono accostando (io ora le separo altrimenti compare la faccina) i segni:
    : – )
    Togliendo gli spazi in mezzo compare la faccina
    :-)

  10. @Giovanni Firmani
    “Doverose spiegazioni di un’idea (che mi hanno fatto salvare questo scatto piuttosto che mandarlo nel cestino)”

    Scusami Giovanni, alla luce delle tue spiegazioni e per puro scambio d’idee, ti chiedo: che male avrebbe fatto alla tua opera il far sparire bordi e occhielli?

    Intendo questo:
    http://www.bortolozzo.net/temp/idea_mod.jpg

  11. Carla Pellegrini scrive:

    Non sono affatto daccordo con l’ipotesi di “far sparire bordi ed occhielli”.
    Probabilmente è proprio grazie a quei bordi, questa sorta di “schermo” che Giovanni è riuscito a dare un atmosfera delicata e rispettosa riguardo l’universo femminile.
    E’ grazie alle sfumature che si riesce a cogliere le intenzioni.
    Carla Pellegrini

  12. Panzavolta Fabio scrive:

    “L’idea di Donna” che esce fuori da questa immagine arriva direttamente nella nostra immaginazione, ove ognuno di noi formula la propria “Donna”, con una forza dirompente e anche tanta poesia.
    Complimenti all’autore
    Fabio Panzavolta

  13. @Carla Pellegrini

    Grazie per la tua opinione Carla, ma la mia domanda era rivolta all’autore, che spero vorrà comunque rispondermi.

  14. Carla Pellegrini scrive:

    Fulvio, le opinioni su un blog sono aperte a tutti, e in quanto tali rimangono, fortunatamente, opinioni.

    Carla Pellegrini

  15. “Scusami Giovanni, alla luce delle tue spiegazioni e per puro scambio d’idee, ti chiedo: che male avrebbe fatto alla tua opera il far sparire bordi e occhielli?!

    Probabilmente niente, ma non l’ho visto nello spirito dell’istantanea, nello scatto veloce e poco pensato per afferrare al volo quell’idea (intesa come sprazzo, barlume…)

  16. preciso che i bordi e occhielli fanno parte di un separé di tessuto bianco che serve per svestirsi senza essere visti, ma che in quella particolare illuminazione del momento si è trasformato in un pannello semitrasparente, creando un involontario effetto ombre cinesi. Per questo l’ho inquadrato. L’idea iniziale era di fare una specie di ombra cinese; poi a scatto fatto ho visto che c’era di più e che la luce della stanza era rimasta intatta

  17. Domenico Brizio scrive:

    Questa idea di donna, contestualizzata dall’autore: è. Mi piace pensare in più che la silhouette rimandi anche alla donna non ancora compiutamente realizzata e allora ‘idea’ è anche il pensiero che lo sarà, oltre ad esserlo ora come immagine.

  18. @Carla Pellegrini
    Non avertene a male Carla, ma frequento la rete da tanti anni e conosco bene la netiquette. Proprio per questo, avrei preferito che tu potessi aspettare la cortese, ed esaustiva devo dire, risposta di Giovanni alla mia domanda, prima di esprimere il tuo parere. Tutto qui :-)

    @Giovanni Firmani
    Ti ringrazio per la cortesia e precisione della tua risposta.
    Capisco ora meglio il senso della tua scelta, e la rispetto ovviamente, anche se continuo a pensare che l’oggettualità del separé tolga seduzione invece di aggiungerne. Opinione del tutto personale naturalmente.

  19. Barbara Bedoni scrive:

    E’ una immagine che mi piace tantissimo.
    Secondo me l’autore ha fatto bene a lasciare i bordi e le “tracce” del telo; queste piccoli indizi mi fanno pensare che si tratti del vero animo femminile che ha voglia di uscire dall’attuale modello di donna dove sembra che la cosa più importante sia l’apparenza e l’apparire, e per questo esce dallo “schermo” per tornare nel mondo reale.

  20. Carla Pellegrini scrive:

    @ Fulvio Bortolozzo
    Anche questa tua è un opinione.
    Ho soltanto espresso il mio parere, non credo di essere stata scortese con nessuno.
    Un blog, o un forum non sono luoghi di discussione a due ma situazioni di dibattito corale.
    Non importa da quanto tempo si “fequenta la rete” cio’ che conta è dare spazio ai pareri diversi che ogni partecipante esprime in assoluta libertà e rispetto.
    Giovanni ti avrebbe risposto comunque.

    Carla Pellegrini

  21. @Carla Pellegrini
    Sì, sì Carla, ho capito che non ci siamo capiti, sarà per la prossima volta. Non ho mai tolto spazio a nessuno in vita mia e, anche potendo, non mi sognerei mai di cominciare proprio adesso e da te ;-)

  22. Carla Pellegrini scrive:

    @Fulvio Bortolozzo
    Daccordo Fulvio, capitolo chiuso.

    Carla Pellegrini

  23. Antonino Tutolo scrive:

    @Carla Pellegrini
    “Non sono affatto daccordo con l’ipotesi di “far sparire bordi ed occhielli”.”
    .
    Condivido.
    La sottile fascia superiore con la scritta della pellicola: “Kodak Ektacrome” non dovrebbe far parte dell’immagine; ma quella laterale, a sinistra, rende l’idea del visto non visto, del reale e dell’immaginabile. E’ il velo che crea la sensualità, creando una magica e misteriosa apparizione, dietro cui la donna ama nascondersi per essere cercata, per giocare ad un sensuale rimpiattino con l’altro sesso.
    Il taglio completo, invece, avrebbe reso l’immagine completamente nella sfera del non reale.

  24. Maurizio Tieghi scrive:

    Se invece si tentasse la strada di far sparire occhi e bordelli la fotografia migliorerebbe? Poche vocali e consonanti spostate cambiano in modo abnorme il concetto espresso, pochi pixel ritagliati quasi per nulla il senso dell’immagine più immaginata che visualizzata.

    Maurizio Tieghi

  25. Dipende da quello che tagli: in questo caso l’aggancio con il reale. Cambierebbe proprio il senso. La scritta ektakrome si può anche togliere (vedendola usare da autori famosi su Zoom, ho voluto presentarla così), ma non alrto (sennò è un’altra foto… qualche scatto senza ci sarà pure, ma non l’ho neppure elaborato)

  26. @Giovanni Firmani
    “Dipende da quello che tagli: in questo caso l’aggancio con il reale”

    Capisco cosa vuoi dire, ma, a mio avviso, sottovaluti l’aggancio al reale costituito dalle ante della porta o armadio visibili sullo schermo. A mio parere, bastano e avanzano per trattenere, senza disturbare, nel mondo di tutti i giorni l’ombra della donna.

  27. Domenico Brizio scrive:

    Una riflessione peregrina al di là dell’opportunità del ‘taglio’ ma sul ‘taglio’: avete notato che tendiamo a ‘tagliare’ più su una fotografia di altri che su di una nostra? Sarà mica che stiamo fotografando una fotografia continuamente? e che l’esperienza di osservare ormai per noi non è più concepibile se slegata dal nostro modo fotografico di vedere, così connaturato e interno da non poter più osservare esternamente, oltre il nostro personale ‘filtro fotografico’?

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