Barbera Francesco – Acicatena (CT) – Glamour anni ’40

Realizzata al TTF.

298 Barbera Francesco Glamour

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Comments (19)

 

  1. Carla Pellegrini scrive:

    Una due giorni al femminile?
    Molto più semplicemente due modi di raccontare il proprio immaginario di donna espresso da due uomini.
    Sussurrato il primo ( quello di Giovanni Firmani) , ben realizzato, purtroppo stereotipato questo odierno.
    Carla Pellegrini

  2. Antonino Tutolo scrive:

    @Carla Pellegrini
    Condivido. Sono approcci diversi.
    La differente interpretazione dipende più dalla sensibilità individuale (talvolta maliziosa e maschilista; ma non mi riferisco al caso specifico) dell’autore, all’atto della ripresa; e del lettore.
    Quella di Fimiani è un’ombra, un’idea soffusa, lineare e idealizzata, della femminilità; questa di Barbera è la femminilità fisica; la floridezza fisica degli anni ruggenti (una grande attrice del passato raccontava che nei suoi anni ruggenti le bastava tirare fuori una sigaretta e subito scattavano cinquanta accendini; mentre ora doveva portarselo lei nella borsa, se voleva fumare), che incanta l’uomo per sua natura, ma che può inorgoglire di sè la modella.
    Ritengo che la donna sia senz’altro orgogliosa della sua fisicità, ma allo stesso tempo abbia piacere di essere vista e considerata con la idealità di Fimiani.

  3. Catellani Franca scrive:

    Glamour è un termine francese per rappresentare il fascino e capaci di determinare negli sguardi appunto la fascinazione, l’eros . Il rapporto tra fotografo e soggetto è un ingrediente essenziale il gioco che si instaura è determinante e se il fotografo esprime al meglio l’ espressioni e a riprodurle il risultato sarà buono Certo che la comunicazione dell’immagine con tutti gli elementi simbolici
    è in stretta relazione alla sua cultura potrebbe generare attrazione ma anche il suo esatto contrario -repulsione . Questa in particolare ha un buon b/n e mi sembra garbata , leggo un certo distacco psicologico del soggetto dal fotografo

  4. Catellani Franca scrive:

    scusate l’errore Glamour chissà perchè ho scritto francece è un termine Inglese

  5. Un esercizio freddo e fallace.
    Questa figura femminile segue dei canoni attuali e non degli anni ’40. Le proporzioni fisiche tra seno, busto e gambe sono lontanissime sia dalle Pin-up sia dalle belle signorine d’epoca fascista di casa nostra.
    Restano il costumino e la posa, come a carnevale.

    L’unica cosa che ritengo apprezzabile di questa fotografia è il vissuto della donna scolpito nella leggera peluria e nelle vene dei sui avambracci. Un richiamo contestuale che libera in parte la traccia luminosa dalle prigioni stereotipiche in cui vorrebbe costringerla l’autore.

  6. Antonino Tutolo scrive:

    @Bortolozzo
    Effettivamente, sia la tipologia femminile che la tecnica fotografica usata (alte luci non controllate e alto contrasto) non sono tipiche degli anni 40.

  7. Quante idee di donna che possiamo avere… questa una posa che guarda al passato con la luce del presente, un essere corpo, un essere presente nel reale di ogni giorno seppur in un modo che certamente non è dato vedere a tutti

  8. Maurizio Tieghi scrive:

    Bella fotografia, bellissima modella, ottimo bianco e nero. Fotografia senza tempo, oppure datata come a ciascuno pare e piace.

    Maurizio Tieghi

  9. Ezio Turus scrive:

    Sicuramente alla maggior parte del pubblico maschile questa fotografia non passa inosservata, ed è ovvio sia così, visto che a questi è destinata.
    Come già espresso nei post precedenti, il richiamo agli anni 40 proprio non c’è. Vi sono invece tutti gli elementi che scatenano (sempre nella maggioranza del pubblico maschile, e non solo) il sano desiderio di apprezzare il soggetto per quello che è: una bellissima giovane ragazza, fotograficamente disponibile a stimolare le fantasie sessuali di chi la guarda. Le luci, la posa, l’abbigliamento non fanno altro che sottolineare questo intento di fondo. Non abbiamo spazio, nè lo cerchiamo, di filosofeggiare su messaggi celati, su richiami intellettuali o altro. Riempiamoci gli occhi per una volta, di quello che la fotografia di norma fa: mostrarci la realtà raccontata dall’autore.

    ezio turus

  10. come siete spietati…. l’ombra di donna si questa no…..
    no!!!!
    anche questa. seppur realizzata da un uomo è delicata nel suo, suggerito e non sbattuta in faccia.
    in fin dei conti si vede un bel seno morbido non al naturale e l’espressioneed atteggiamento di lei sono di, vabbeh, “finta” pudicizia e quasi di chiusura.
    quello che spoetizza secondo me è la posizione di braccia /mani, un pò rigida, un pò.” non sobene come metterle” e sopratutto le vene che affiorano fanno un pò trams…e questo spoetizza a mio avviso.
    Cmq sia è un eros delicato, armonico e con gusto.
    scusate l’ignoranza cos’è il ttf?????? quacosa col toscana workshop e simili?

  11. …e donna sia!
    Lo confesso, ho letto tutti i post precedenti e ho riguardato più e più volte questa fotografia.
    Concordo con Donatella, le vene delle braccia “stonano” con il resto dell’immagine che risulta con pelle levigata e candida.
    A mio parere ciò che rende piacevole quest’immagine è la parte superiore del busto: l’illuminazione di spalle e collo, la posizione della testa, il seno che sbuca da quella sorta di corolla di tessuto e, in particolare, quel ricciolo che cade quasi ribelle sarebbero stati più che sufficienti. Le braccia e le gambe mozzate non aggiungono nulla, anzi…
    Elisabetta Moschetto
    P.S. Già, cos’è il TTF???

  12. Antonino Tutolo scrive:

    @Ezio Turus
    “Non abbiamo spazio, nè lo cerchiamo, di filosofeggiare su messaggi celati, su richiami intellettuali o altro. ”
    .
    Evidentemente hai la delega firmata da tutti gli altri per decidere cosa può essere detto su questo blog, e come, (…né lo cerchiamo..).

  13. Ezio Turus scrive:

    @ Antonino Tutolo

    http://it.wikipedia.org/wiki/Plurale_maiestatico

    Sembra che ultimamente i toni di questo blog vadano ben oltre le aspettative dei creatori, di un pacato e civile scambio di opinioni.

  14. certo che troppi galli in un pollaio iniziano a soffrire….
    meno male che di galline-fotografe ce ne son di meno!!!!

  15. Marco Romualdi scrive:

    Concordo con chi ha notato la debolezza delle braccia con evidenza dell’apparato circolatorio di questa sontuosa (nel senso di accattivante) modella. Un punto di “realismo” che strania rispetto all’effetto di ammorbidimento cercato (e ottenuto) nel resto del corpo. Forse un mancato controllo delle luci di “schiarita”?
    Che ci sia o meno un richiamo a stilemi di periodi fotografici precedenti non mi sembra argomento rilevante, se non per un contributo di cultura storica.

  16. Antonino Tutolo scrive:

    @Marco Romualdi
    “Che ci sia o meno un richiamo a stilemi di periodi fotografici precedenti non mi sembra argomento rilevante, se non per un contributo di cultura storica.”
    .
    Il richiamo é già nel titolo: “Glamour anni ‘40″. Quindi penso sia giusto parlarne.
    In ogni caso, il riferimento culturale, dal punto di vista storico, penso sia importante anche per individuare opere che contengano idee creative e stilemi originali, quando questo avviene.
    In altri post si parlava della ripetitività della fotografia italiana e la sua adesione a stilemi standard che non si rinnovano. Per questo sono stati citati i riferimenti storici.

  17. Antonino Tutolo scrive:

    @Ezio Turus
    “Sembra che ultimamente i toni di questo blog vadano ben oltre le aspettative dei creatori, di un pacato e civile scambio di opinioni.”
    Infatti, di questo mi sono lamentato con i moderatori del forum, denunciando esplicite ironie e più o meno velate offese cui è soggetto il sottoscritto.
    Lo scambio di opinioni, civile e pagato, non può prescindere dal rispetto delle opinioni e dell’essere di ogni utente; filosofo o cervellotico che egli possa essere (ed anche su questo ci sarebbe da discutere).
    Ma questi toni ironici, o comunque offensivi, ora esposti col plurale maiestatis, non cessano la loro ricorrenza.

  18. Ezio Turus scrive:

    @Antonino Tutolo
    >Infatti, di questo mi sono lamentato con i moderatori del forum, denunciando esplicite ironie e più o meno velate offese cui è soggetto il sottoscritto.
    >Ma questi toni ironici, o comunque offensivi, ora esposti col plurale maiestatis, non cessano la loro ricorrenza.

    Scusa non capisco proprio. Dove sarebbero questi toni offensivi? Chi mai ricorrentemente farebbe quest’ironia?
    Non mi pare di aver letto in nessuno dei messaggi precedenti questa tua percezione.

  19. Antonino Tutolo scrive:

    @Ezio Turus
    “Non mi pare di aver letto in nessuno dei messaggi precedenti questa tua percezione.”
    Non mi riferisco a te.
    Purtroppo questi toni offensivi ci sono. Sono più o meno velati, talvolta palesemente esposti. Ho interessato di questo gli amministratori del blog. Sono intervenuti più volte.

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