Costantin Antonio – Cantalupa (TO) – La porta

Attratto dal mistero di questa porta particolare.

306 Costantin Antonio la porta

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Comments (8)

 

  1. Antonino Tutolo scrive:

    Visto che nessuno osa, ci provo io.
    E’ un’immagine che potrebbe richiamarsi, nelle intenzioni, all’astrattismo di Fontana, Mondrian, Ribas, ecc.
    A me l’idea piace; ma pare realizzata in modo non adeguato: ci sono sfocature, imperfezioni del colore, una macchiolina bianca che disturba, ecc.
    In questo genere di immagini non conta il significato, ma l’estetica; quindi essa deve essere perfetta: i colori e le linee devono essere efficaci.
    I piedi ed il lastricato sono chiaramente un fotomontaggio ed una provocazione che rompe la prospettiva. Per questo essi incuriosiscono, ma non trovo un collegamento col resto.
    Sentiamo gli altri

  2. Accetto il cortese invito.

    Ho guardato e riguardato questa immagine e non l’ho trovata per niente interessante. C’è una porta che di misterioso ha solo quello che non si vede nella fotografia. Facile inventare misteri tagliando via le spiegazioni percettive…
    Poi quel pannello sulla destra in basso, sfrutta la finitura, insufficiente persino a monitor, per simulare una specularità antiprospettica di un selciato con gambe. Non è misterioso, è gratuito.

  3. Paola Canali scrive:

    Prima viene il titolo …. poi l’immagine (il blog è strutturato in questo modo). :-) )
    Per come è composta l’immagine “la porta” non riesce a rivestire ruolo di soggetto poichè sin dalla prima occhiata lo sguardo si sofferma sulla parte sinistra (fioriera con finitura a specchio?) ed anche qui non rilevo nulla di particolare interesse.
    Forse è un mio limite anzi sicuramente lo è ma, per questo caso, non mi sento di andare a verificare i richiami agli astrattismi citati da Antonino Tutolo.

  4. Catellani Franca scrive:

    non riesce a catturarmi la porta troppo scura , e sfocata
    gli elementi composti ruotano ognuno per conto suo – sono distaccati è come se leggessi tre foto- le gambe non mi sembrano riflesse

  5. Maurizio Tieghi scrive:

    Fotografia perlomeno inusuale e tramite questo aggettivo acquisisce particolari meriti, infatti viene parzialmente mostrato il soggetto principale che non si vede quasi mai: il fotografo. Specchio vero o specchio dell’anima (digitale)? Del tutto ininfluente perché sta lì, fa bella mostra di se. Altrettanto poco significativo è conoscere quello che cela la porta, la fotografia ha fatto pienamente il suo dovere mostrandoci tutta (quasi) la luce riflessa dalla scena inquadrata. I curiosi potranno sempre usare una termo camera agli infrarossi più adatta allo scopo della reflex.
    Maurizio Tieghi

  6. Antonino Tutolo scrive:

    @Paola Canale
    “non mi sento di andare a verificare i richiami agli astrattismi citati da Antonino Tutolo.”
    .
    Meno male!
    :-)
    Li ho trovati in fretta a e furia, e solo alcune immagini dei suddetti si prestano al discorso.
    Purtroppo non trovo mai quello che cerco. Sarà che cerco sempre troppo.
    ;-)
    Torno sull’immagine.
    Nel genere che ho citato (Fontana..) però sono presenti quasi solo figure inanimate, anche se l’estetica è simile. Questa immagine presenta una commistione tra reale e puramente estetico che non decodifico. Mi piacerebbe discutere con l’autore per capire se il mistero che lo ha pervaso è dovuto all’estetica (composizione, accostamento dei colori) oppure ai significati.

  7. antonio costantin scrive:

    l’immagine non è un fotomontaggio, il lastricato e le gambe sono riflesse dalla fioriera in acciaio la cui superficie esterna è inclinata verso il fotografo. C’è un misto di antico e di moderno che ho cercato di far stare insieme componendo più immagini con tagli inusuali sul volto e le gambe di mia figlia, tenendo come riferimento principale questo misterioso medaglione dorato tra l’antico e l’esoterico. Ho estrapolato questa immagine da proporrre ai commenti ma era forse più opportuno proporrre una sequenza.

  8. Domenico Brizio scrive:

    No, Antonio, l’immagine che hai proposto va bene. Mi piace come lo hai composto. In questi casi non puoi frullare tutto con l’ausilio di un software li sul momento per renderlo accettabile all’universo della critica e mi piace perchè hai fatto il possibile per essere fedele alla tua visione. Il tuo momento visivo me lo comunichi. L’estetica è un’altra partita.

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