Foto Cine Club FOGGIA – La settimana Santa in Capitanata

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Mistero, devozione, partecipazione al dolore di Cristo nell’estremo sacrificio del Figlio di Dio, penitenza: sentimenti, modi di essere e vivere la fede che in molti luoghi della provincia di Foggia diventano rito. La Capitanata celebra i suoi riti della Settimana Santa in tutto il suo vastissimo territorio, ma ce ne sono alcuni che hanno un qualcosa in più, che recano una fascinazione alla quale è difficile sfuggire.

Sono le Fracchie di San Marco in Lamis, la Processione delle Catene di Troia, la Processione del Cristo Rosso di Cerignola e quella del Venerdì Santo di Vico del Gargano, momenti fondanti del Venerdì Santo in provincia di Foggia che quattro fotografi del Foto Cine Club Foggia (B.F.I.) – Felice Alberico, Nicola Ritrovato, Mauro Staiti e Sirio Taddei –  hanno scelto di seguire e documentare con le loro immagini.

Il fuoco rende vive le Fracchie, torce di varie dimensioni (arrivano fino a 5-6 metri di lunghezza) costituite da un tronco d’albero opportunamente sfrangiato longitudinalmente per due terzi, riempito da altri rami, sterpi e schegge di legno.

Rami e tronchi sono tenuti insieme da due cerchioni di ferro. Montate su carri di ferro, portate in processione per il paese dopo essere state incendiate, accompagnano l’Addolorata nella ricerca del Figlio. Le immagini di Felice Alberico (A.F.I.) riescono a cogliere nel segno: il fuoco, pericoloso e purificatorio, il fumo e le scintille che dalle Fracchie si sprigionano, la fatica di quanti trascinano il peso delle Fracchie sono testimoni di un qualcosa che non è solo religiosità, ma forse va oltre, travalica i confini del conosciuto.

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Foto di Felice Alberico

Il bianco dei sai dei membri delle Confraternite domina la Processione del Venerdì Santo di Vico del Gargano. Il Cristo Morto nelle immagini di Nicola Ritrovato viene scortato nel suo calvario da uomini e bambini biancovestiti per i vicoli della cittadina garganica. Uomini e piccoli uomini, entrambi penitenti con la loro corona di spine sul capo, scortano nel suo estremo viaggio il Cristo.

Una penitenza manifesta, evidente è quella della Processione delle Catene di Troia, che rivive nelle fotografie di Mauro Staiti.  La processione delle Catene ha luogo alle 10.30 del Venerdì Santo e prende il via dalla chiesa di S. Basilio per snodarsi lungo le caratteristiche vie del centro storico. Sono cinque gli incappucciati – di loro non si deve conoscere l’identità – in lunghi sai bianchi, scalzi, con una catena al piede girano per le vie del paese portando sulle spalle una pesante croce di legno.

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Foto di Mauro Staiti

È il colore del sangue, il rosso, il colore del saio indossato da un penitente che veste i panni di Cristo nella Processione del Cristo Rosso di Cerignola. Interamente coperto di rosso, il capo stretto da una corona di spine, il Cristo rosso porta sulle spalle la Croce.

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Foto di Sirio Taddei

Sirio Taddei con le sue immagini è riuscito a catturare i numerosi simboli impressi sulla Croce; sono i simboli della Passione, impressi sul legno: il panno della Veronica, la colonna della flagellazione, i chiodi della croce, i dadi usati per l’assegnazione della tunica, il gallo che ricorda il tradimento di Pietro.

 Testo di Maria Cristina Sicilia

 

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Foto di Nicola Ritrovato

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Foto di Nicola Ritrovato

 

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Foto di Nicola Ritrovato

 

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Foto di Mauro Staiti

 

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Foto di Mauro Staiti

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Foto di Sirio Taddei

 

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Comments (3)

 

  1. Gesummaria! Alla faccia della foto singola… ;-)

    Comunque, questo portfolio collettivo foggiano ha il solito intento storico e sociologico di

    testimoniare la presenza di un evento importante. Detto questo, i singoli risultati, almeno quelli

    qui presentati, sono disomogenei.

    Di Felice Alberico avrei preferito vedere un ipotetico intero video, ché le sue fotografie ne

    sembrano dei frame. Come tali, non mi appaiono autonome, nel senso che viste singolarmente

    non hanno forza visiva sufficiente.

    Nicola Ritrovato quando sta sul classico bianco e nero ottiene buoni tagli concentrati sulla folla

    degli attori in bianco. Questo sposta l’interesse dal singolo evento religioso ad una più generale

    ed interessante osservazione dei movimenti. Il ritratto a colori è anche ben risolto. Pare un felice

    studio per una “testa” di un più generale impianto visivo.

    Mauro Staiti mi pare giochi bene a colori su dettagli incatenanti ;-) Più tradizionale il bianco e

    nero. Non c’entra, ma c’è da dire che quei cappucci da Ku Klux Klan sono davvero inquietanti…

    Sirio Taddei punta tutto sul rosso. Nello sguardo di sottecchi dell’attore Cristo convince di più

    che sul dettaglio con la croce e la donna in blu.

    In generale, si sente una volontà di ripulire gli eventi dai guasti del contemporaneo (negozi,

    automobili, pubblico, ecc. ecc.) che rende le immagini poco temporali (ottimo per le eventuali

    promozioni turistiche) e quindi ai miei occhi meno interessanti di quanto potrebbero.

  2. anche qui in calabria a verbicaro c’è una settimana santa da vedere.

  3. Meno male che le contaminazioni urbane non sono presenti in queste foto della settimana bianca, permettendo quindi all’osservatore di isolare singoli soggetti che nella confusione del momento, il turista o anche il cittadino non sarebbe in grado di mettere in evidenza e si limiterebbe a godere dell’evento nel suo insieme.
    Suppongo che le foto presentate facciano parte di singoli lavori più completi e quindi io le valutarei in quanto tali.
    Per il resto senza fare una analisi delle singole foto credo che gli autori siano riusciti a far capire l’emozione che gli “attori” vivono. Oltre alla grande capacità di ripulire l’evento dalle contaminazioni sempre sgradire dei paesaggi urbani, con le loro insegne spesso di pessimo gusto, che rischiano di distrarre l’osservatore.
    Il paesaggio urbano fortunatamente in queste foto non è presente, non attualizza un evento che si rifà a 2000 anni or sono.

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